Tornerà anche in Tim Cup il derby d’Italia – dopo ben dieci anni di assenza. Il Milan nonostante la presenza dei soli titolari Ignazio Abate, Mark Van Bommel e Antonio Nocerino asfalta la Lazio per tre reti ad uno guadagnandosi il pass per la seconda semifinale consecutiva della coppa nazionale. Nonostante il risultato concediamo infatti subito il gol d’apertura alla squadra minore della capitale con Abate che lascia colpevolmente solo Cissè come già accaduto con l’ex-principe di Milano nel derby ma la colpa è da attribuirsi probabilmente ad un raddoppio errato di Bonera su Rocchi.

Il Milan reagisce subito con un 1-2 in velocità che porta prima Robinho al gol su assist di Merkel quindi Clarence Seedorf al raddoppio che puntando Andre Dias insacca nel sette alle spalle di Marchetti. Sono comunque gli attacchi durante la partita ad avere la meglio sulle difese con Amelia chiamato più volte a delle parate decisive – tra cui segnaliamo quella al 21′ del primo tempo su colpo di testa di Gonzales. Nel secondo tempo Ibrahimovic la chiude partendo da posizione quantomeno sospetta, comunque ininfluente ai fini del risultato finale – così come è ininfluente quanto avvenuto al 62′ quando Dias rifila un pugno in area di rigore a Mark Van Bommel, da regolamento calcio di rigore a nostro favore ed espulsione del Laziale – ma nessuno vede e segnala nulla. In fondo i rigori ce li regalano no?

Le note positive della gara di oggi arrivano anche dal centrocampo – con Mark Van Bommel tornato finalmente ad alti livelli con continuità, Nocerino che nonostante non tocchi i picchi di inizio stagione fa comunque il suo e Alexander Merkel che riesce a garantire quella velocità che mancava. La coppia davanti sembra appunto improntata a raccogliere proprio sfruttando quest’arma le giocate di Clarence Seedorf, a cui va riconosciuto il merito di una grande partita da trequartista, allargandosi su tutti i fronti d’attacco e non concedendo punti di riferimento alla difesa avversaria scambiandosi anche di posizione più volte durante la gara. Robinho ed il faraone (migliore in campo oggi) funzionano anche senza Ibra – e questo è un chiaro avvertimento alla maglia numero sette: ci sono almeno tre attaccanti in questa squadra che per impegno e valore tecnico attuale meritano più di lui il posto da titolare in questa squadra. Non saprei invece giudicare la prestazione odierna di Mesbah, per cui chiedo a voi pareri sulla prestazione dell’algerino – mentre non ho bisogno di farlo per giudicare assolutamente insufficiente la prova di Daniele Bonera, peggiore in campo per distacco.

Dalla fredda serata di Milano ne usciamo quindi con una semifinale in tasca e la certezza di una rosa forse più profonda di quanto pensiamo, ricordando certe formazioni al limite del semiprofessionismo scese in campo nella coppa nazionale negli anni scorsi. A differenza degli altri anni c’è forse però un passo avanti nel gioco – la squadra non si esprime ovviamente ai livelli dell’undici titolare ma è qualcosa di molto più lontano dalla banda di giocatori che si passava la palla rimanendo ferma vista per esempio nel quarto di finale di due anni fa contro l’Udinese, e a questo va dato merito ad Allegri. Ibrahimovic che parte sempre come fondamentale nella prima parte di stagione diventa quindi un valore aggiunto al resto della squadra i cui interpreti se inseriti nei giusti ruoli dello schema riescono ad esprimersi al meglio e a far giocare bene la squadra in un sistema molto simile a quello del Barcellona ma che a differenza dei catalani crolla come un castello di carte appena uno dei giocatori viene messo fuori ruolo (Emanuelson trequartista?) o si rivela più che inadatto. L’ultima nota è invece per Pippo Inzaghi, non solo non schierato in campo ma addirittura umiliato dalla panchina da Allegri che lo fa scaldare salvo poi farlo risedere in panchina nel momento dell’infortunio di Merkel (spero non sia nulla di grave) per far entrare lo svedese. Con Maxi Lopez in tribuna, da domani giocatore rossonero, penso che il suo passaggio a Bologna sia questione di ore – ciao Pippo e grazie di tutto.

Ci aspetta quindi una semifinale che ci darà la possibilità di riscattarci contro la Juventus di Conte per quella partita di Torino che ci ha visti perdere sì 2-0, ma non essendo al meglio delle forze e solamente all’88° per errore individuale di Bonera. L’occasione di rifarsi di quella gara è troppo ghiotta e un filotto con il campionato affosserebbe i bianconeri nella corsa scudetto dato che il loro primo posto è più frutto dell’onda dell’entusiasmo che di un reale valore tecnico. Con i prescritti già fuori, poi, la goduria sarebbe più che doppia…

MILAN-LAZIO 3-1 (PRIMO TEMPO 2-1)
MARCATORI: Cissè (L) al 5’, Robinho (M) al 15’, Seedorf (M) al 18’ p.t.; Ibrahimovic (M) al 39’ s.t.
MILAN (4-3-1-2): Amelia; Abate, Mexes, Bonera, Mesbah; Merkel (dal 24’ s.t. Ibrahimovic), Van Bommel, Nocerino; Seedorf (dal 29’ s.t. Emanuelson); Robinho (dal 44’ s.t. Calvano), El Shaarawy. (Roma, Antonini, Nesta, Inzaghi). All: Allegri
LAZIO (3-4-1-2): Marchetti; Diakite (dal 1’ s.t. Ledesma), Stankevicius, Dias; Konko, Gonzalez, Matuzalem (dal 32’ s.t. Del Nero), Lulic; Hernanes; Rocchi (dal 18’ s.t. Klose), Cissè. (Bizzarri, Biava, Scaloni, Garrido). All: Reja
ARBITRO: Gervasoni di Mantova
NOTE – Spettatori paganti, 7.520 incasso di 119.395 euro. Ammoniti Bonera, Van Bommel, Nocerino (M) per gioco scorretto. Angoli 4-2. Recuperi: 0’ p.t., 4’ s.t.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.