A sei anni di distanza il Milan torna a sbancare l’olimpico di Roma e lo fa con un Ibrahimovic che torna trascinatore. Ne esce una partita che applica la crudele legge del calcio: la Roma ha giocato, noi abbiamo vinto. Non può non essere un caso quindi – ad esempio – che i tre gol siano arrivati tutti e tre di testa contro una squadra che fa del gioco palla a terra il proprio credo.

Dalla partita di Roma portiamo a casa il primo posto temporaneo, una striscia di quattro vittorie consecutive – cinque contando quella in Champions col Bate – che nessuno in campionato ha ancora realizzato e che ci hanno fatto scalare in fretta la classifica. Ci portiamo un Aquilani che si inserisce sempre più nel centrocampo della squadra e un Cassano che dalla panchina riesce a dare l’impatto vincente.

Non mi è piaciuta invece la prestazione di Boateng – una tripletta a Lecce non basta per prendere un posto da titolare nel Milan in quel ruolo – data la concorrenza di Robinho, Cassano e Seedorf in rigoroso ordine di preferenza. Seconda espulsione ingenua per lui, evitabile, considerata la fede dell’arbitro di oggi – che non ci ha regalato nulla, consentendo alla Roma di continuare a praticare il proprio gioco alla Barcellona – gioco che in Italia evidentemente non funziona. Non basta fare possesso e dominare a larghi tratti la partita per vincerla se per fare questo si concedono ampi contropiedi agli avversari (Robinho e Nocerino sciupano un gol già fatto a testa – il primo ingenuamente tirando da metà campo in situazione di 2 vs 1).

Rimane comunque importante il segnale dato – anche oggi – dai tre gol segnati che portano lo score a quattordici in quattro partite, portando Ibrahimovic a quota quattro, di nuovo capocannoniere della squadra con sei reti all’attivo tra campionato e Champions League. Basterà sistemare una difesa dove Thiago Silva oggi rasenta la sufficienza cominciando a giocare solo dopo dieci minuti di gara, mentre Nesta corona una grande partita con un gol su calcio d’angolo (cominciamo – finalmente – a non batterli più corti, grazie?)

Il futuro resta comunque positivo – staccato di tre punti il Napoli già campione d’Italia, la squadra più forte e col gioco migliore secondo gli esperti (di gufate) e un calendario che ci permetterà ora di macinare punti con l’unica incognita della trasferta di Firenze. Alla luce del Milan a pieno organico in attacco – è possibile ancora pensare che il Milan vero sia quello prima della sosta? Non siamo probabilmente irresistibili ma siamo una squadra che se gioca resta una spanna sopra alle altre, e riuscendo a vincere partite in cui ci troviamo una terna arbitrale al limite delle manette mourinhane. Basta rimettere a posto la difesa, e si potrà pensare a qualcosa di più del semplice campionato.

ROMA-MILAN 2-3 (Primo tempo 1-2)
MARCATORI: Ibrahimovic (M) al 17’, Burdisso (R) al 28’, Nesta (M) al 30’ p.t.; Ibrahimovic (M) al 33’, Bojan (R) al 43’s.t.
ROMA (4-3-1-2): Stekelenburg; Cassetti, Burdisso, Juan (Heinze dal 26’s.t.), Josè Angel; Gago (Lamela dal 18’s.t.), De Rossi, Pizarro; Pjanic; Borini (Bojan dal 38’ p.t.), Osvaldo (Curci, Perrotta, Borriello, Greco). All: Luis Enrique.
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta; Aquilani, Van Bommel, Nocerino (Ambrosini dal 43’s.t.); Boateng Emanuelson dal 21’s.t.); Robinho (cassano dal 28’s.t.), Ibrahimovic. (Amelia, Taiwo, Yepes, Bonera). All: Allegri
ARBITRO: Damato di Barletta.
NOTE – Spettatori 27.055 per un incasso di 1.085.670,00 euro, abbonati 16.923 per una quota di 356.025,00 euro. Angoli 12-6. Recuperi 2’p.t.; 4’s.t..Ammoniti Van Bommel, Nocerino, Aquilani, Gago e Pjanic per gioco scorretto. Espulsi Boateng al 22’ s.t. per proteste, subito dopo essere stato sostituito, Allegri al 45’s.t. per proteste.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.