L'uomo scudetto?

Milan batte Bologna 1-0. E’ Flamini a siglare quello che forse sarà il gol scudetto. Impensabile perdere tutte e tre le gare rimanenti da qui alla fine, anche perché è impensabile con questa difesa prendere gol. Ancora più impensabile vedere l’Inter fortunata di Cesena espugnare anche Napoli. Insomma lo scudetto è (quasi) ufficialmente cosa fatta, con la possibilità (sfizio) di festeggiare subito a Roma o aspettare la gara interna col Cagliari. Da qui in poi insomma saranno sei match-point, tre diretti nostri e tre indiretti da spettatori “gufanti” delle gare nerazzurre, la cui grande illusione (di quei pochi si spera privati di capacità di intendere e di volere) dura meno di 24 ore.

LA PARTITA – Per i tifosi gufanti c’è lo spazio giusto di 7 minuti, quelli che impiega Flamini (7,5) ad insaccare in rete il gentile regalo di Viviano che come col Napoli non trattiene il pallone che finisce in fondo alla rete. Nove minuti dopo arriva già l’occasione del raddoppio con Cassano (5,5) che in posizione regolare si gira e spara in faccia al portiere bolognese. Terza palla gol per Robinho (6,5) che viene servito da Boateng (7) ma anticipato all’ultimo secondo. Gara che sembra quindi in discesa ma non è assolutamente così. Nel secondo tempo viene fuori il Bologna con un Milan che si limita a controllare la gara, con la forza della difesa. Thiago Silva (8) e Nesta (7,5). I rossoblu vanno sempre più vicini al pareggio. Abate (6) sembra l’unico ad averne ancora ma sbaglia diversi passaggi a centrocampo dove Ambrosini (5,5) pare fuori dai giochi nel secondo tempo. Il Bologna ha le due occasioni più grandi su calcio d’angolo con Gimenez e Britos ma con Abbiati (s.v.) che controlla. Due palle gol mangiate anche dai rossoneri una da Robinho e un’altra da Seedorf (4,5) tornato oggi il solito giocatore lento e irritante, tornato quello dei pareggi con Catania, Samp, Udinese, Lecce e la sconfitta interna con la Roma. Ma a 10 minuti dalla fine, con la squadra che sembrava in balia dei bolognesi, Allegri si ricorda come al solito in maniera tardiva dell’esistenza dei cambi, dentro Pirlo (6, di stima), che riesce a ridare un ritmo a centrocampo, due minuti dopo il rosso a Della Rocca. Da lì la partita è in discesa.

CONSIDERAZIONI – Ancora una volta la difesa si conferma il punto forte della squadra. Se giocano due tra Yepes, Nesta e Thiago Silva difficilmente il Milan prende gol. E’ ormai un dato di fatto. Ben 8 i gol presi in meno del “muro” interista della scorsa stagione. Quinta vittoria consecutiva in campionato, non accadeva da Novembre dello scorso anno, quando Leonardo realizzò la striscia vincente con Parma, Lazio, Catania, Cagliari e Sampdoria prima di cadere nella gara interna col Palermo. E’ un Milan che fino a un girone fa era Ibra-dipendente e ha saputo far diventare lo svedese una risorsa invece di una necessità. Il traguardo è quasi vicino e le bottiglie in frigorifero. Possiamo stappare già contro la Roma, a tre giornate dalla fine, con cui basta un pari. Proprio come nel 2004. Al resto della compagnia parlare di Leonardo all’Inter con media superiore ad Allegri o di campionato anomalo. O forse è finalmente la fine delle anomalie stesse.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.