Non è stata goleada, non è stata dominata fin da subito ma alla fine il risultato è giusto per le occasioni create. La Roma sbanca ancora una volta San Siro, una abitudine dai tempi di Pippo Inzaghi, ultimo a fermare qua Roma e Napoli. Nessuno si aspettava di poter vincere con la Roma e già questo è male dopo 233 milioni spesi. Nessuno si aspetta di poter portare a casa punti dopo oggi e già questo è male. Rispetto all’anno scorso, praticamente, non è cambiato nulla. Anzi, si, abbiamo un punto in meno. Già questo basterebbe per vedere già dalla sosta qualche armadietto sgombro, allenatore o dirigente a vostra scelta.

Le colpe di Montella sono le maggiori, per ovvi motivi. Non è stato in grado di dare un gioco alla rosa, praticamente in campionato da un mese non facciamo un gol su azione. Questo non può essere ammissibile così come non può essere ammissibile nemmeno l’incapacità cronica di tirare in porta. Giochiamo a difenderci ma in attacco siamo sterili. Undici tempi su quattordici del Milan sono conclusi senza gol su azione ed il Milan ha passeggiato solamente col dopolavoro del Crotone alla prima giornata risultando in difficoltà quando il livello si alza. 

Poi ci sono le colpe dei dirigenti. Non quelle comunicative di cui abbiamo già parlato. Sono stato zitto finora aspettando di vedere come si sviluppasse la situazione ma ora non posso più tacere: questa squadra è stata costruita malissimo. E’ stata costruita male perché gli unici due che saltano l’uomo sono in panchina perché non rientrano nel ruolo. Gli incontristi a centrocampo sono stati ceduti, obbligandoci a non poter praticamente far rifiatare quasi mai Kessie. Biglia si è rivelato quello che abbiamo sempre detto: un giocatore che non serve in questa rosa e che ricorda l’ultimo Pirlo rossonero. Chi lo ha spacciato per Xavi solo perché toglieva il posto a Montolivo è in malafede. Calhanoglu gioca fuori ruolo ma comunque non è in grado di saltare l’uomo. Kessie è troppo discontinuo: sarebbe bastato un top invece che tre mezzi giocatori.

In attacco al momento si salvano solamente André Silva e Borini. André Silva è quella punta che mancava l’anno scorso intorno a Carlos Bacca, capace di prendere palla e creare gioco. Se oggi al posto del funzionalissimo Kalinic avesse giocato Bacca il colombiano sarebbe stato insultato pesantemente. Non si può concludere il mercato con una punta da metà classifica incapace di segnare. E’ il momento di rivalutare al ribasso questa squadra che al di là di Montella non è al livello di Juventus, Napoli, Roma ed Inter e può sopravanzarne una solamente in caso di suicidio di quest’ultima. Probabilmente bisognava puntellare e non rifondare per non avere questi problemi, ma l’ego di qualche dirigente e il voler grattare la pancia di qualche tifosotto ha prevalso. Non do colpe su Bonucci, che non sta facendo rimpiangere il Paletta dell’anno scorso: ho sempre pensato fosse un giocatore sopravvalutato ma ero caduto anche io nel pompaggio mediatico del sistema-Juve. Avrei fatto la stessa operazione ma ad oggi abbiamo scambiato un pacco per un pacco più 28 milioni. Puoi prendere per il culo i tifosi coi menestrelli a libro paga che ti fanno discorsi su quanto è bella la (presunta) trasparenza e la (presunta) schiena dritta ma alla fine contano i risultati e se hai speso e non li ottieni i tifosi si incazzano il doppio.

Cosa fare ora? Esonerare Montella sarebbe la soluzione migliore di tutte. Il problema è che la squadra è stata costruita per il suo gioco. Ancelotti non sa cosa farsene di un giocatore come Kalinic, non sa cosa farsene di attaccanti che tornano a centrocampo, di esterni e difesa a tre. Per salvare la stagione l’ideale sarebbe Mazzarri traghettatore fino a giugno o un altro allenatore che comunque pratichi da sempre il 3-5-2. Oppure mettere in campo nel loro ruolo gli unici giocatori della rosa: Jack Bonaventura e Suso. Gli unici in grado di crossare e saltare l’uomo. Non importa chi finisce fuori ruolo e non ne importa il costo. Da tifoso del Milan questi risultati sono inammissibili nella stagione del rilancio così come è inammissibile sentire gente contenta di aver giocato bene. La Roma ha vinto perché dove noi abbiamo Borini ha Florenzi, dove noi abbiamo Kalinic ha Dzeko. In serie A il centravanti conta, gli allenatori che vogliono farne a meno, probabilmente, di calcio ne capiscono poco.

Dopo la sosta derby con prospettiva -10. Speriamo che Gennaio arrivi presto, c’è bisogno di mercato, possibilmente con meno proclami, più soldi e più competenza (do a Mirabelli il grosso alibi dell’insperienza, ma se ne renda conto lui per primo invece di porsi come il salvatore della patria). C’è bisogno di una rosa forte in mano ad un allenatore capace.

MILAN – ROMA 0-2
MILAN (3-5-2): G. Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Romagnoli; Borini (39′ st Bonaventura), Kessie, Biglia, Calhanoglu, Rodriguez; Andrè Silva, Kalinic (34′ st Cutrone). A disposizione: Storari, A. Donnarumma, Abate, Zapata, Paletta, Calabria, Mauri, Locatelli, Montolivo, Suso. Allenatore: Montella.
ROMA (4-3-3): Alisson; Peres, Manolas (41′ st Juan Jesus), Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman (30′ pt Pellegrini); Florenzi, Dzeko, El Shaarawy (33′ st Gerson). A disposizione: Skorupski, Lobont, Moreno, Castan, Gonalons, Under, Antonucci. Allenatore: Di Francesco.
ARBITRO: Banti di Livorno.
MARCATORI: 27′ st Dzeko, 32′ st Florenzi.
NOTE: Espulso al 35′ st Calhanoglu (M) per doppia ammonizione. Ammoniti: Biglia (M), Calhanoglu (M), Dzeko (R). Angoli: 5-5. Recupero: pt 2′, st 3′.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.