Milan - BolognaNon senza troppe sofferenze, ancora una volta, arrivano i tre punti nel pomeriggio di serie A contro il Bologna – tre punti che portano ai rossoneri la sesta vittoria nelle ultime otto gare. Il copione, ancora una volta, è quello delle ultime tre gare di campionato: l’avversario prevalentemente si difende, noi facciamo la partita e raccogliamo relativamente poco: lo 0-0 del primo tempo è come capita spesso un risultato bugiardo, figlio sia di troppe occasioni mancate sottoporta – la più clamorosa proprio di Pazzini di testa parata da Agliardi – sia per un generale atteggiamento tattico una volta arrivati in prossimità dell’area che porta i nostri a scaricare sempre i palloni dietro vanificando l’azione. Poi, a ripresa iniziata, come sempre (27 gol su 34 segnati nei secondi tempi) il Milan esce alla distanza producendo il massimo sforzo, sfiorando ancora il gol e trovandolo con Pazzini che prima passa a saldare il credito con la sfortuna sfruttando un rimpallo della difesa avversaria e poi fa un gran gol per il 2-0: nemmeno il tempo di gioire, però, che Mexes regala il 2-1 agli avversari con una cappellata delle sue costringendoci ad un finale molto simile a quello del 6 Gennaio contro il Siena – pareggio che, visto quanto mostrato in campo, sarebbe stato ampiamente immeritato.

Capitolo singoli: non criminalizzo Mexes per l’errore sul 2-0. Mi spiego meglio: l’alternativa a Mexes è Acerbi e nelle partite pur concedendo sempre una cappellata Mexes nel resto dei 90 minuti è comunque superiore all’ex difensore del Chievo mentre Zapata invece è da sei fisso. Il problema è che questi abbiamo dietro – e a questi bisognerebbe pensare in sede di mercato invece di fare uscire nomi da prendere in prestito per motivi puramente elettorali – quindi, a meno di arrivi, avanti ancora con Mexes e Zapata; bene i terzini: Abate chiamato in causa al posto di De Sciglio si fa trovare subito pronto e Constant fa quella che può essere considerata, forse, la partita dell’anno. In attacco confermiamo di avere forse i due giovani più forti e più interessanti della serie A (non male per una squadra che non programma e non punta sui giovani) con Niang (ma dov’era le prime 19 giornate?) che all’ala già mostra potenzialità devastanti in fase di dribbling e ripartenze in velocità: chissà cosa potrebbe fare se fosse schierato nel suo ruolo. 

Rispetto alla partita di Genova, però, oltre alla stanchezza la differenza la fa Pazzini, unico giocatore rimasto in rosa capace di tenere la palla alta e creare quegli spazi in cui le altre punte possono inserirsi: non è un caso che la sblocchi lui così come non è un caso che sia arrivato a 10 gol in campionato nel gioco di Allegri che prevede la centralizzazione e la valorizzazione della prima punta. Pazzini oggi è quarto nella classifica cannonieri, a pari merito con gente come Klose, Lamela ed Osvaldo: non possiamo, quindi, non ringraziare ancora una volta il presidente Moratti che ci regala sempre i rinforzi migliori per la squadra. Se dopo sei-sette giornate sembrava che l’affare l’avesse fatto l’Inter con Cassano oggi, ancora una volta, si conferma la regola che contraddistingue gli scambi tra le due sponde nel naviglioLascio volutamente per ultimo il reparto più critico – ovvero quello di centrocampo – dove francamente nulla funziona ma non riesco a colpevolizzare nessuno degli schierati. Boateng è il contrario di Mexes: lascia in 10 la squadra per 87-88 minuti però negli altri due fa la giocata che ti risolve la partita – oggi l’assist per il secondo gol, Montolivo fa pochi lanci – ma fa tanto lavoro sporco (anche oggi leader nei palloni recuperati) mentre Flamini mi convince a fasi alterne: la mia sensazione è che sia un buon giocatore e che ora convinca comunque di più di Nocerino.

E poi c’è Allegri: Allegri che ancora una volta rischia di mandare tutto in vacca togliendo proprio Niang per Nocerino. Niang per Nocerino: una punta per un centrocampista. In casa. Non a caso è proprio dopo quel cambio che il Bologna comincia a dilagare sulla nostra fascia destra dove viene lasciato solo Abate (mentre dall’altra parte El Sharaawy torna a coprire le sovrapposizioni di Constant). Ma più che sulla vaccata abnorme del cambio mi soffermerei, invece, sulla mentalità che questo trasmette alla squadra apparsa nel finale ancora una volta preda di un avversario in rimonta. Cambio che avrebbe avuto un senso se fosse subito dopo entrato Bojan per un centrocampista invece dell’incognita Traoré: c’è una logica dietro le sostituzioni o vengono tirate a sorte? Alla fine contano i tre punti e guardiamo comunque la classifica – una classifica che per i più pessimisti dice che mancano sei punti alla salvezza, per i più ottimisti nove dal quarto posto mentre per i realisti abbiamo superato la Roma di Zeman e siamo a due punti dalla Fiorentina di Montella: due squadre dipinte troppo presto e a torto come punto d’arrivo irraggiungibile per questo Milan.

Milan che da tredici giornate tiene ormai il passo della capolista Juventus – migliore prova di come questo gruppo sia stato sottostimato e il problema non è stato quello di una rosa non all’altezza delle prime ma di una preparazione errata e di tempo perso a trovare un modulo e una identità di gioco – colpa non solo dell’allenatore ma anche di acquisti tardivi. Non si può solo guardare la posizione in classifica – ma bisogna guardare anche come questa va a maturarsi: se il campionato fosse iniziato il 27 Ottobre il Milan sarebbe nelle prime posizioni in classifica in piena lotta scudetto: rimpiangeremo con l’esclusione dalla Champions l’aver usato otto giornate di campionato come fossero amichevoli estive per trovare una formazione. Rimangono altre 17 gare da vivere alla giornata cercando l’impossibile che forse, per come si è mossa sul mercato quest’estate, la società non meriterebbe: la qualificazione alla Champions League.

MILAN-BOLOGNA 2-1 (Primo tempo 0-0)
MARCATORI: Pazzini (M) al 20′ e 37′, Mexes (M) autogol al 39′ s.t..
MILAN (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Flamini (dal 36′ st Traorè), Montolivo, Boateng; Niang (dal 32′ st Nocerino), Pazzini, El Shaarawy. (Amelia, Gabriel, De Sciglio, Acerbi, Antonini, Bonera, Emanuelson, Muntari, Bojan, Robinho). Allenatore: Allegri.
BOLOGNA (4-2-3-1): Agliardi; Garics, Portanova, Antonsson, Cherubin; Perez, Pazienza (dal 30′ st Pasquato); Diamanti, Riverola (dal 6′ st Taider); Konè; Gilardino (dal 17′ st Gabbiadini) (Curci, Stojanovic, Sorensen, Carvalho, Motta, Morleo, Guarente, Khrin). Allenatore: Pioli.
ARBITRO – Doveri.
NOTE – Giornata fredda e umida, terreno in discrete condizioni, spettatori 25.000 circa. Ammoniti Diamanti, Pazienza, Cherubin, Abate per gioco scorretto. Angoli 9-1 per il Milan. Recuperi: p.t. 1′; s.t. 4′.

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Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.