L'ennesimo capolavoro tattico di Allegri

L’ennesimo capolavoro tattico di Allegri

Usciamo dalla Coppa Italia con le ossa, sul piano morale e non solo (qualche problema per Ambrosini), abbastanza rotte. Abbiamo perso dopo una prestazione che, non bisogna nasconderlo, è stata, per 80 dei 90 minuti regolamentari nonché per buona parte dei supplementari, indecente. Se non ce ne siamo accorti subito, è perché la Juve ha fatto anche peggio: ma ha avuto la meglio grazie a noi, che abbiamo permesso alla squadra in casa di giocare di catenaccio e contropiede, con azioni veloci contro cui nulla possiamo. Poco è girato a regime: il meccanismo Milan è inceppato da inizio anno, e senza una costante iniezione di olio rischia di fermarsi per sempre.

La coppia centrale Acerbi – Mexes, contro il pressante contropiede degli juventini, non fa assolutamente niente: Acerbi rimane fermo senza nemmeno scompigliare la sua orribile capigliatura, Mexes si muove solo per picchiare duro – e non neghiamocelo, è stato più volte graziato da una sacrosanta espulsione. In generale, con la lodevole eccezione di un generoso (ma impreciso) giovane tridente d’attacco, di meno di 21 anni di media – nella ripresa, ovviamente: il fermissimo Pazzini e l’inconcludente Boateng sono insostituibili – una partita segnata dal nulla cosmico, da entrambe le parti.

I bianconeri di Conte si sono giustamente presi il regalo fatto da noi. A impacchettarlo, come al solito, il nostro allenatore, il campione della tattica, colui che fa giocare una prima punta come Niang in fascia ed una seconda punta come Bojan al centro, colui che non pone alcuna contromisura all’attacco juventino e spera nel ritorno di El Shaarawy (!), colui che idea schemi su punizione, sia in difesa che in attacco, che definire “ridicoli” sarebbe un complimento. Pensare che un tempo si tacciava Ancelotti di aziendalismo: sarà la novantesima volta che viene ripetuto, ma, in una squadra normale, un allenatore del genere sarebbe stato esonerato. Dopo un po’ ci era arrivato persino Cellino…

Ovviamente, non è soltanto colpa del mister: lui non può niente – se non alzare un po’ la voce, per quel poco che si possa permettere – contro le storture nel mercato, contro i Traorè (oggi sfortunatissimo all’ultimo minuto, vicinissimo a un gol che sarebbe stato incredibile) che arrivano, contro gente come Acerbi, oggi migliore in campo di parte juventina, che sostituisce campioni quali Nesta. Non può molto se la sua compagine ha finito il fiato già all’altezza del centrocampo, se il suo portiere rimane inerte ad un calcio di punizione di Giovinco (!), sulla cui inesistenza è inutile e sterile polemizzare. Grazie a questo complesso di indecenze, dunque, ce ne andiamo dunque dall’unico trofeo alla nostra portata quest’anno, di nuovo contro una Juve tra l’altro fortemente involuta rispetto a due mesi fa – non quanto noi.

JUVENTUS-MILAN 2-1 d.t.s.
JUVENTUS (3-5-2): Storari; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner (83′ De Ceglie), Vidal, Marrone (77′ Pirlo), Giaccherini, Isla; Giovinco (65′ Vucinic), Matri. All: Conte
MILAN (4-3-3): Amelia; Abate, Mexes, Acerbi, De Sciglio; Montolivo, Ambrosini (90’+1′ Traoré), Boateng; Emanuelson (70′ Bojan), Pazzini (70′ Niang), El Shaarawy. All: Allegri.
Arbitro: Mazzoleni
Marcatori: 6′ El Shaarawy (M); 12′ Giovinco, 95′ Vucinic (J)
Ammoniti: 17′ Mexes, 30′ Boateng, 100′ Montolivo (M); 65′ Vidal, 113′ Vucinic (J)

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Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.