Si sapeva che sarebbe finita così come nelle migliori tradizioni della sesta giornata della fase a gironi e, francamente, del risultato mi importa anche poco. Lo Zenit sbanca San Siro (per la terza volta su tre con un pubblico da Coppa Italia, assolutamente indegno per la massima competizione Europea) e, francamente, “sticazzi”: usciamo da questa partita con zero infortuni e un solo cartellino giallo all’inutile Flamini. Ed è la cosa che mi importava, decisamente, più del risultato.

Il ritmo è basso già dai primi minuti di gara, con i rossoneri che meriterebbero il gol del vantaggio già dopo quattro minuti quando Pazzini viene atterrato nell’area di rigore avversaria: rigore visibile da Marte, non assegnato dal direttore di gara. Da lì sono comunque i rossoneri a fare la gara con lo Zenit che non si rende mai pericoloso fino al momento del gol che arriva su una visibile distrazione di Acerbi che parte fuori posizione e sorprende la difesa: tiro imparabile e 1-0. Da lì in poi la gara diventa “Pro Forma” con lo Zenit che difende il risultato e i rossoneri che provano, a dire la verità senza troppa convinzione, a segnare il gol del pari: possiamo dire, se vogliamo, che si è rivisto il Milan di Sampdoria e Atalanta ad inizio campionato.

I segnali preoccupanti sono essenzialmente tre. Primo – se due indizi fanno una prova, il terzo non può che essere la conferma: Zapata è superiore ad Acerbi, difensore che non è assolutamente da Milan e lo si vede, dopo Napoli, anche nell’occasione del gol. Capisco preferirgli Bonera e Yepes ma non si capisce perché lo si continui a preferire a Zapata: basta con l’ex Chievo, semplicemente inadatto inguardabile. Secondo – se Constant si prende un raffreddore sulla fascia sinistra è un dramma (rendiamoci conto – Constant): Antonini è già inguardabile di suo Mesbah invece, oggi, ha dimostrato ancora una volta di non sapere non perché gioca nel Milan ma perché gioca a calcio in una qualsiasi lega professionistica. Terzo – senza Montolivo a centrocampo si fa fatica e si perde in imprevedibilità. Una piccola nota per Allegri: è indecente portare apposta un ragazzo della primavera in panchina per farlo giocare e schierarlo poi solamente nel recupero.

Bene Boateng in crescita, bene anche Robinho, per quel poco che ha fatto vedere subentrando dalla panchina. Così così De Sciglio, a cui è stato probabilmente chiesto di limitarsi mentre assolutamente bocciato il duo Pazzini (a volte si può tirare in porta, non solo fare sponde) – Bojan (orribile) e Flamini (non commento) da cui, considerata la situazione ai margini della rosa, mi sarei aspettato una prova d’orgoglio per risalire le gerarchie. Detto questo è forse inutile perdersi in processi su partite che erano, di fatto, poco più di amichevoli estive: per analizzare il vero Milan in appuntamento domenica alle ore 15 in quel di Torino, quando punti e gol torneranno a pesare.

MILAN-ZENIT SAN PIETROBURGO 0-1 (Primo tempo 0-1)
MARCATORE: Danny al 35′ p.t.
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; De Sciglio, Zapata, Acerbi, Msebah (dal 20′ st Robinho); Flamini (dal 36′ st El Shaarawy), Ambrosini, Emanuelson; Boateng (dal 46′ st Petagna), Pazzini, Bojan (Gabriel, Yepes, Nocerino, De Jong). All.: Allegri.
ZENIT (4-3-3): Malafeev; Anyukov, Alves, Lombaerts, Hubocan; Witsel, Denisov, Shirokov (dal 43′ st Kanunnikov); Semak (dal 46′ st Lumb), Hulk (dal 36′ st Zyrianov), Danny (Baburin, Zuev, Evseev, Djordjevic). All.: Spalletti.
ARBITRO: Chapron (Francia).
NOTE – Spettatori 29.508 per un incasso di 861.702,33 euro. Ammoniti Lombaerts per gioco non regolamentare, Flamini e Hulk, Alves per gioco scorretto. Angoli: 6-1 per il Milan. Recuperi 1′ e 5′.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.