Da dove cominciamo? Cominciamo dalla fine: risultato di 1-1, calcio d’angolo per noi e anziché buttarsi davanti in massa, portiere compreso, si gioca l’azione che può decidere partita e scudetto con il solito, inutile calcio d’angolo a due tocchi: come sempre vanificato. In mezzo poca voglia e poca corsa, il solito gol fantasma (ma ormai ci siamo abituati) e il solito svarione difensivo (ormai marchio di fabbrica della gestione Allegri), quai un riassunto in 90 minuti della nostra stagione. Stagione che finisce qua e finisce in maniera fallimentare – non guarderò nemmeno la gara di Torino e non nè vale la pena farlo.

Regaliamo altri due punti contro il Bologna che fa la sua partita: difesa organizzata, contropiede, un tiro e un gol e lo facciamo nel modo peggiore possibile. Dopo una settimana e mezzo non esistono scuse che reggano né per quanto riguarda il livello fisico e, con i soli Thiago Silva, Pato, Ambrosini e Boateng (oltre alle mascotte Inzaghi e Roma) indisponibili, né per quanto riguarda gli infortunati. Ecco, formazione: sbagliato, sbagliatissimo giocare con tre mediani una gara del genere in cui la palla l’avrai tra i piedi per gran parte del tempo – se davanti a questi ci aggiungi il solito Seedorf oggi più che mai bersaglio dei fischi della tribuna ecco che a centrocampo ci fai poco. L’apoteosi rimane comunque lo schierare l’impalpabile Robinho dal primo minuto per spedire in tribuna El Sharaawy che, non sarà un fenomeno, ma in questi tempi rende certamente di più del numero 70. Il risultato è che ancora una volta utilizziamo i tre cambi a nostra disposizione non per cambiare l’assetto tattico in funzione dell’andamento della partita, ma per correggere gli errori iniziali ben visibili a chiunque di calcio né capisca della formazione schierata nei primi minuti – e il mio tweet di stamani è lì a testimoniare ciò.

In attacco si è tornati quindi a dipendere troppo da Ibrahimovic che – per carità – non ha nemmeno giocato una brutta partita ma non può fare squadra da solo: l’anno scorso di questi tempi Pato toglieva le castagne dal fuoco, ora non c’è nessuno che possa essere alternativa allo svedese se non Cassano schierato tardivamente. Il risultato è stata una formazione che come sempre è scesa in campo disorganizzata e senza idee: non si vede come si possa segnare se si continua a passarsi la palla fuori dall’area senza buttare palloni a una torre di quasi due metri, non si vede come si possa segnare se i calci d’angolo o li batte Ibrahimovic o vengono battuti a due tocchi per rispedire palla in difesa: quello che alle altre squadre sembra frutto di schemi da noi sembra frutto del puro caso.

Come finirà la stagione? Male. Perdendo questo scudetto contro questa Juventus abbiamo anche delegittimato quello dell’anno scorso che appare sempre più casuale, frutto di un campionato senza avversari. Perdere questo scudetto entra di diritto al primo posto tra le imprese negative del Milan scavalcando la finale di Istanbul. Una cosa è certa: Allegri, già praticamente esonerato da Berlusconi dopo la gara casalinga con la Fiorentina non sarà sulla nostra panchina la prossima stagione e probabilmente i contratti di quasi tutti i senatori non saranno rinnovati: si ripartirà probabilmente rifondando dopo aver commesso lo stesso errore di Atene.

Non penso che il tecnico toscano abbia tutte le responsabilità di questo fallimento, ma che ne abbia gran parte sì. E’ chiaro che con Fabregas al posto di Aquilani nello scorso mercato – per dire un nome a caso – si sarebbe forse vinto a mani basse ma è altrettanto chiaro che un allenatore deve saper far rendere al meglio quello che ha: troppo comodo scagliarsi esclusivamente contro un non-mercato per campioni che non sono arrivati dimenticando di avere comunque a disposizione la rosa più forte d’Italia: sarebbe bastato Pioli, Guidolin o Mazzarri e lo scudetto 19 era già da tempo sulla bacheca di Via Turati.

Non ho volutamente menzionato finora l’episodio del gol di Ibrahimovic (la cui inesistenza del fuorigioco si vedeva ad occhio nudo) per due motivi: il primo è sappiamo già come questo campionato sia stato indirizzato dai tempi del gol di Muntari, il secondo è che con queste squadre come già accaduto in stagione di gol se ne devono fare almeno tre: la rabbia per la non-prestazione è troppa per attaccarsi ad un errore, seppur macroscopico.

Concludo il postpartita con un ringraziamento ai ragazzi di Football Indesit che ci hanno ospitato oggi a San Siro e con una considerazione su quanto accaduto a Genova: l’ennesimo caso di incoerenza e ipocrisia italiana di tifoserie che solo martedì incrociavano le proprie sciarpe per la morte di Morosini e che cinque giorni dopo sono riusciti a tenere in ostaggio una partita di calcio. La solita vergogna all’italiana, dove si è bravi con i buoni propositi a parole, ma, a quanto pare, molto meno con i fatti.

Milan-Bologna 1-1 (primo tempo 0-1)
MARCATORI: Ramirez (B) al 26’ p.t.; Ibrahimovic (M) al 45’ s.t.
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Nesta, Bonera, Antonini (dal 24 s.t. Emanuelson); Nocerino, Van Bommel (dal 28’ s.t. Aquilani), Muntari; Seedorf (dall’11’ s.t. Cassano); Robinho, Ibrahimovic (Amelia, Yepes, Gattuso, Maxi Lopez). All.: Allegri.
BOLOGNA (3-4-2-1): Agliardi; Raggi, Portanova, Cherubin; Garics, Perez, Mudingayi, Morleo; Ramirez (dal 43’ s.t. Kone), Diamanti (dal 20’ s.t. Taider); Di Vaio (dal 29’ s.t. Acquafresca) (Stojanovic, Antonsson, Rubin, Gimenez). All.: Pioli.
ARBITRO: De Marco di Chiavari. Assistenti: Alessandroni e Giordano; quarto uomo Celi.
NOTE: Spettatori 51.725 per un incasso di 1.398.786,54 euro. Ammoniti Perez, Nocerino, Taider per gioco scorretto. Espulso Bonera per doppia ammonizione. Angoli 9-1. Recuperi 1’ p.t., 4’ s.t.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.