Concludiamo nella giornata odierna le pagelle di metà stagione

Centrocampo

Nocerino: 8. Viene preso perché si rompe Flamini, gioca perché si rompe Gattuso, gioca a sinistra perché si rompe Seedorf. E sticazzi? C’è chi con tre acquisti a culo ha vinto una Champions League! Migliore mezzala del campionato alla faccia del tanto declamato Marchisio.

Aquilani: 6. Nè carne nè pesce. Ha fatto forse più di Pirlo nella prima parte dello scorso anno e in questo campionato ma resto convinto che valga di più di quanto ha mostrato finora. Non mi convince del tutto ma non ci siamo potuti permettere di meglio.

Ambrosini: 6,5. Meglio nella seconda parte di inizio stagione rispetto alla prima. Alterna alti e bassi nel ruolo di diga davanti alla difesa risultando comunque meglio di Van Bommel. Manca il titolare in quel ruolo, ma per la serie A è anche un lusso come riserva.

Gattuso: s.v. Gioca la supercoppa e contro la Lazio. Poi il problema all’occhio. Lo aspettiamo in campo a Gennaio sperando che sia quello dello scorso anno.

Van Bommel: 5,5. E’ quello dell’anno scorso a tratti, soffrendo la mancanza di un secondo mediano a centrocampo. Ad alti livelli è semplicemente imbarazzante. Finirà l’anno al Milan e poi lo cederemo senza alcun rimpianto.

Flamini: s.v. Non un bel modo rompersi il crociato e rimanere fuori metà della stagione in cui cerchi il rinnovo di un (oneroso) contratto (il terzo stipendio della serie A). Per lui appuntamento al 2012.

Emanuelson: 4. Oggetto misterioso/2. Gioca solo perché di Raiola, per mantenere alto il prezzo di cartellino. Non ha mai convinto da trequartista nè da laterale di centrocampo. Non è un terzino perché non sà difendere. Insomma qualcuno ci dica cos’è – nel frattempo non l’ho mai visto fare una partita sufficiente.

Seedorf: 4,5. I numeri sono impietosi: in campionato sono quindici punti in nove partite quando è sceso in campo (1,66 pt/partita – quattro vittorie, tre pareggi e due sconfitte) mentre senza di lui il bottino sale a diciannove punti in sette gare (2,71 pt/partita  – cinque vittorie e un pareggio, con la Lazio meritando di vincere). Insomma bastano i numeri o si capisce quanto io lo consideri un peso inutile per la squadra (attualmente è la riserva di Nocerino oe Boateng a seconda che voglia giocare mezzala sinistra o trequartista)?

Boateng: 7. Mezzo punto in più per lo stupendo gol col Barcellona. E’ l’unico che ha dato una reazione alla squadra in quel di Lecce realizzando l’unica rimonta dopo essere andati sotto in serie A nell’era Allegri poi portata a buon fine. Facciamo anche qui due medie: 26 punti in dieci partite con il Boa in campo (2,6 pt/partita) solo 12 nelle sei rimanenti (2 pt/partita) – del Ghanese non possiamo fare a meno, piaccia o non piaccia. Ma deve migliorare quella discontinuità di prestazione che a volte lo rende imbarazzante.

Attacco

Pato: 3,5. Frustrante. Perché potrebbe dare di più e non lo fa limitandosi a lampi come quello dopo trenta secondi al Camp Nou. Quattordici punti in otto gare con lui, con sole tre vittorie (1,75 contro 2,5 a partita quando non gioca). Una sola vittoria in campionato contro il Chievo quando è stato schierato dal primo minuto mentre con Siena e Cagliari era entrato a gara in corso. L’apporto in termini di gol che portano punti è praticamente nullo. Insomma dov’è quell’attaccante che nei primi due anni faceva i gol pesanti, molto spesso quelli dell’1-0?

Ibrahimovic: 9. Tredici partite, undici gol in serie A. Quattro partite e quattro gol in Champions dove finalmente risulta decisivo anche nelle gare che contano come quella col Barcellona. Se Ibrahimovic resta quello di inizio stagione lo scudetto è fatto e le probabilità per la coppona aumentano esponenzialmente. Se la seconda parte dell’anno sarà la solita, allora sostituire una papera con un indiano ci serve assolutamente.

Inzaghi: s.v. Gioca pochi minuti senza mai convincere. Avrebbe potuto finire la carriera con quella doppietta al Real Madrid e, forse, sarebbe stata la scelta migliore. Non capisco perché trascinarsi ancora avanti come fa anche Del Piero alla Juventus – certe volte bisogna sapere quand’è il momento di calare il sipario.

Robinho: 6,5. I dati sono dalla sua: in serie A con Robinho il Milan è imbattuto (9 vittorie e due pareggi – 2,63 pt/partita, senza un punto a partita). E’ vero che segna poco ma fa tutto quel lavoro sporco che non finisce nelle statistiche come correre e allargare il fronte d’attacco aumentando la potenza di fuoco di Ibrahimovic. Se sapesse centrare la porta avremmo la coppia d’attacco più forte al mondo.

Cassano: 7. Il miglior attaccante del Milan dopo Ibrahiovic, purtroppo debilitato dal problema al cuore dopo Roma. Lo aspettiamo nella seconda parte di stagione – ma per ora sembriamo non aver accusato il colpo del suo infortunio.

El Shaaraawy: 5. Gioca poco ma quando gioca non convince. Ha 18 anni? Beh, Pato a 18 anni era già di un’altro pianeta. I campioni si vedono da subito, e forse questo non lo è.

Allenatore

Allegri: 5. Continua a non convincermi – sarà perché con una squadra di campioni allenata male è a pari con una squadra di pippe allenata bene. Non vedo la sua impronta nella squadra quanto un tentativo di copiare il modello di Guardiola non avendone giocatori. Continua a sbagliare cambi e a rischiare poco giovani facendo a volte scelte incomprensibili. Sul suo giudizio pesa il non aver improntaato una preparazione atletica per partire forte subito una volta conosciuto il calendario, che è poi il motivo per il quale non siamo 5-6 punti avanti ai gobbi. A panchine invertite con Conte la classifica sarebbe la stessa?

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.