Differentemente da quanto visto all’andata, non abbiamo fatto sconti, legittimando il passaggio del turno con una manita. Pass par la finale che è stato conquistato con largo anticipo, stroncando nel primo tempo la voglia di fare l’impresa da parte dell’avversario; peccato per i telecronisti Rai che volevano l’approdo dell’Alessandria in finale.

Come detto la gara si ferma alla fine della prima metà di gara, in quanto i goal della ripresa sono figli del drastico calo dell’avversario, il quale non ha la forza di competere l’altra metà di gara con una squadra di Serie A. Con questo voglio dire che, è bastato il primo tempo per sottolineare alcuni semplici ma importanti passaggi. Il primo riguarda la formazione: nei ruoli chiave Mihajlovic non cambia nessuno e questo riguarda terzini (escluso Abate), centrali (il rientro di Romagnoli) e gli esterni di centrocampo a cui – a mio avviso – doveva essere dato un turno di riposo. Questo ci evidenzia quanta paura abbia l’allenatore nello schierare le seconde linee, lo dimostra l’ingresso in campo di Mauri che viene utilizzato quando ormai la partita è in ghiaccio. Secondo step è la mancanza di concentrazione nei minuti iniziali perchè entriamo troppo molli, quasi svogliati, ma ci pensa Mihajlovic a portarli sulla retta via con delle sonore sgridate. Nel momento in cui alziamo il ritmo, attraverso il gioco di prima e triangolazioni, gli avversari non riescono più a seguirci e questo evidenzia lo scarto fra le due squadre. Trovatemi una singola partita in stagione, in cui siamo stati in grado applicare questa filosofia di gioco.

Infine il tassello più importante e pericoloso, visto l’infortuno di Niang, riguarda la scelta del partner da affiancare a Bacca. Prima di analizzarlo però, vorrei riportarvi alla domanda che ho posto nell’ultima analisi di Milan – Torino. Ebbene, come avevo previsto Balotelli e Menez non hanno mai dialogato, ma non solo si sono tenuti a debita distanza l’uno dall’altro. Ed è qui che subentra il problema principale, adesso risulta difficile trovare non il giusto, ma il perfetto compagno per Bacca come lo era Niang. I due non hanno nessuna intenzione di fare il lavoro di sacrificio per fare da raccordo tra centrocampo e attacco e di essere il primo giocatore a pressare sull’inizio di azione avversaria. Punto secondo, entrambi lavorano spalle alla porta e con mentalità egoista:  Menez appena entra in possesso scarica sul più vicino compagno per poi buttarsi in avanti; mentre Balo si “accende” solo quando è in possesso di palla e la prima sua idea è sempre di saltare il diretto avversario (così come Menez, quando se ne presenta l’occasione). Quello che se ne deduce è che i due sono giocatori anarchici, difficile da collocare in un sistema di gioco che si basa sul collettive sul lavoro di squadra. Non mi sono dimenticato di Luiz, ultimo nelle gerarchi dopo la quasi cessione, che non è il migliore ma il meno peggiore fra i tre giocatori da affiancare a Bacca; perchè anche lui non si raccorda con il compagno di reparto ma almeno lo abbiamo visto sacrificarsi nelle recedenti apparizioni. In via definitiva punto tutto su quest’ultimo, rientrante oggi da non si sa quale infortunio, a patto che riesca a coniugarsi al meglio con Bacca. La mia idea personale era applicabile nel caso in cui avessimo avuto un valido sostituto di Jack sulla corsia, optando lo spostamento di quest’ultimo come spalla di Bacca, come veniva schierato Kaka negli anni 2006 e 2007.

Domenica affrontiamo la nostra bestia nera in una trasferta delicata, resa acora più insidiosa dalla squalifica di Abate e appunto dall’infortunio di Niang. E’ naturale sottolineare quanto sia fondamentale vincere per continuare a cullare il sogno, per chi ancora ci crede, di centrare l’Europa che conta.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.