Con la vittoria di sabato confermiamo il nostro stato di forma e, a differenza di quanto dicono i media, possiamo ritenerci soddisfatti delle prestazioni della nostra squadra, ma non per questo dobbiamo accontentarci e quindi dobbiamo puntare a migliorare ulteriormente.

Nel complesso è stata giocata una buona partita, studiata in funzione dell’avversario che è abituato a attendere e a ripartire. Infatti quello che mi sorprende, ma non più di tanto vista la forma fisica dei quattro di centrocampo, è che tutto il reparto è stato abile a non concedere spazio al centrocampo avversario che schierava un uomo in più. Questo è stato possibile grazie a un baricentro alto e alla breve distanza fra i reparti, in particolar modo tra centrocampisti e difensori e addensandoci tutti nella parte centrale del campo abbiamo confuso e costretto gli avversari a giocare nella propria trequarti. Come al solito abbiamo il nostro consueto calo nel secondo tempo che si palesa o all’inizio o nei minuti finali di esso. Se pur abbiamo difeso con ordine e non sono stato concesse vere e proprie occasioni da goal, partite con tale risultato devono essere gestite dal primo all’ultimo minuto di gara, un pregio che aveva l’Inter di inizio stagione. Ma grazie all’attuale striscia di risultati e alla fiducia che ne consegue, siamo riusciti a vincere una gara che in altri tempi non saremmo riusciti neanche a sbloccare.

Nota dolente è il reparto avanzato, reo di non aver inciso sulla partita e a memoria non ricordo nessun tiro importante nello specchio da parte di Bacca e Niang. Dunque abbiamo assistito a una prestazione corale e meno individualista rispetto alle partite recenti, ed è per questo che si notano con maggior facilità le prestazioni di Zapata, Antonelli, Kucka e Honda. I quattro sono artefici di una stupenda prestazione: il primo non da spazio a Immobile, il quale è bravissimo a crearsi e attaccare lo spazio. Il secondo, nel momento non ottimale di Jack, si fa carico dei compiti di quest’ultimo e sovrapponendosi sfrutta lo spazio alle spalle del terzino avversario, crossando o entrando palla al piede in area con delle fantastiche serpentine. Kucka è un autentico polmone, a tratti sembra che la squadra si muova con lui e questo evita il crearsi spazi per le ripartenze avversarie. Infine Honda, il più bistrattato (compreso me nell’anno scorso, non mi nascondo) dei giocatori in rosa, il quale messo in un contesto che funziona fa esaltare le sue qualità. Non è l’esterno di centrocampo ideale per le sue caratteristiche ma, se gli vengono assegnati dei compiti, state pur certi che li porta a compimento.

Ora testa all’Alessandria, partita che non deve essere snobbata vista la bagarre in classifica per la zona Europa; ma soprattutto per i giocatori che partiranno titolari davanti. ed è per questo che voglio lanciarvi una “provocazione”: quanti palloni si passeranno fra loro Menez e Balotelli? Io rispondo subito, pochi.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.