Come descritto espressamente nel post-gara da Mihajlovic, non si poteva pensare di fare un’altra partita da quella che è stata fatta. Si è dunque optato per un efficace catenaccio, per evitare di concedere più del dovuto a una squadra che sa come ci si muove in campo, evitando così di farla ragionare.

Se pur ottenendo un buon risultato, l’atteggiamento visto nel primo tempo è troppo remissivo e ci porta ad avere un baricentro bassissimo e a concedere tutto il campo all’avversario. Questo crea ad avere una squadra molto corta e con poco movimento, dove ognuno dei giocatori fa solo il necessario e nessuno di di loro allunga la squadra nel momento in cui è opportuno attaccare. L’atteggiamento cambia nel secondo tempo, perchè la partita di sette giorni fa tra Juventus e Napoli ci dimostra che non si può pensare di difendere tutti i novanta minuti, primo o poi si paga dazio. Questo è dovuto sostanzialmente al goal del pareggio sul finire di primo tempo, anch’esso fortunoso e porta Mihajlovic a spronare la squadra nell’intervallo. La squadra che scende in campo nella ripresa è più spigliata, lo si vede nel momento in cui recupera la palla, perchè non viene più lancia sulle punte ma si punta la difesa per creare l’uno-contro-uno.

Sostanzialmente è stata fatta una partita impeccabile in fase difensiva, in quanto si sono concessi solo tiri da fuori aria e solo uno di questi, grazie a una deviazione, ci ha portati in svantaggio. Il meccanismo per annullare lo strapotere dell’attacco napoletano è semplice: in prima battuta annullare la fonte di gioco avversaria, infatti Jorginho si ritrova ad avere in ogni occasione un uomo che lo pressa e questo compito viene eseguito a turno da Niang, Montolivo e Kucka. Il secondo step è quello di estromettere dal gioco Higuain, il quale viene preso in consegna da Zapata e Alex: il primo non lo fa neanche respirare, visto che ha il compito di seguire i suoi movimenti (data la sua velocità); mentre Alex viene usato per intercettare i passaggi verso di lui. Infine l’ultimo, ma non per importanza, è l’utilizzo dei due terzini. Perchè non basta fermare il riferimento centrale dell’attacco per sterilizzare l’attacco napoletano, perché gli esterni tagliano dietro la linea di difesa e diventano delle vere e proprie seconde punte. Ed è qui che entrano in gioco il movimento dei terzini, visto che il Milan giocava corto, il Napoli utilizza le palle lunghe per sfruttare appunto il movimento degli esterni, i quali vengono disinnescati dalle diagonali dei nostri terzini che non gli fanno ricevere alcun pallone.

Per concludere, questo tipo di atteggiamento non è stato congeniale per alcuni dei nostri, su tutti Bacca e Montolivo. Il primo necessita di rifornimenti in profondità e il secondo ha bisogno di una squadra che si muove, altrimenti i suoi passaggi risultano facili da leggere. Detto questo, i due li avrei sostituiti prima e avrei inserito Boateng per dare ancora più muscoli al centrocampo, affiancandolo a Kucka; mentre il secondo per avere un attaccante che giochi spalle alla porta per far alzare il baricentro nelle nostre ripartenze.

Poche squadre sono uscite indenni dal San Paolo e tutte hanno utilizzato lo stesso sistema di gioco, catenaccio e ripartenze. Il risultato raggiunto è la conseguenza di un buon stato di forma, ma anche se arriviamo da otto risultati utili invece di diminuire, i punti aumentano dal terzo posto e questo è dovuto a quelle partite in cui non abbiamo sfruttato gli stop di chi ci sta davanti.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.