Ci ri-siamo. Nel momento in cui siamo passati in vantaggio dopo soli cinque minuti, mi sono posto la seguente domanda: stavolta riusciremo a gestire il risultato? Le mie paura si sono verificate; perchè è inconcepibile prendere goal a tempo scaduto, ma è reso possibile dal comportamento dei subentrati. Per il resto, già dai primi minuti l’avversario ha dimostrato di meritare le posizioni in cui naviga e questo ha reso tutto più facile.

Vorrei partire dall’atteggiamento finale, perchè è il punto da analizzare che mi preme di più della gara di ieri. Esso è figlio delle scelte di Mihajlovic che scegliere di far mettere minuti sulle gambe di Menez e Balotelli (giustamente). Non aspetta neanche la conferenza post-gara per esprimere il suo disprezzo verso l’atteggiamento in campo dei due là davanti, entrando in campo subito dopo il triplice fischio con un area da mastino; per fortuna viene fermato in tempo da un collaboratore, i panni sporchi è meglio lavarli in casa. In conferenza pronuncia la frase che mi ha fatto sbollentare: “chi non lotta fino alla fine, non merita di giocare” e con queste parole mi auguro che Balotelli non metta più piede in campo con la nostra maglia e che a Menez vengano date le opportunità (visto il lungo periodo di assenza) di dimostrare il contrario di quanto ha fatto vedere ieri, ma ne dubito.

L’astio che ho verso questi giocatori è fondato su basi valide e ve ne spiego il motivo. Come ho scritto diversi analisi fa, l’unica coppia che riesce a comunicare in campo tramite le loro qualità sono i due titolari: Bacca e Niang. Il motivo è semplice: il primo non ha nessun compito difensivo, saltuariamente va a pressare alto per evitare il fraseggio dei centrali avversari con il portiere; mentre in fase offensiva si tiene pronto a scattare per sfruttare lo spazio dietro la linea avversaria. Niang fa da raccordo e questa crescita non mi sarei mai aspettato, in quanto per lui è un grosso sacrificio, dato che nasce prima punta anche se non non lo abbiamo mai utilizzato come tale. Quello che fa in ogni gara è di fondamentale importanza, anche ieri nonostante tornasse da un affaticamento non si è mai fermato: in prima battuta gioca spalle alla porta per farsi dare la palla sui piedi e questo aiuta la linea dei centrocampisti a prendere metri; in seconda, non da mai punti di riferimento agli avversari, gira attorno a Bacca andandosi a cercare gli spazi che si vengono a creare. Infine, anche se lo dovrebbe fare saltuariamente, con la sua progressione crea gli uno contro uno, li vince e crea la superiorità numerica e, non per ultimo, viene usato da schermo per il centrocampo, va ad accorciare sempre sui portatori di palla avversari non facendoli ragionare. Possiamo dire la stessa cosa dei due entrati ieri sera? Potrei prendervi decine di esempi dove entrambi passeggiano, “delegando” così ai centrocampisti il compito di interrompere in prima battuta la manovra e questo ha portato a un reparto disunito. Il pressing o lo si fa insieme o non serve a niente. Detto questo non abbiamo bisogno di giocatori dalle loro caratteristiche, perchè il collante di questa squadra è lo spirito di sacrifico e lo dimostrano le prestazioni di Honda (stupendo nella partita di ieri), Jack, lo stesso Niang e per finire Montolivo. Per quanto altalenanti possano essere le loro prestazioni, esse hanno un fattore comune: sono sempre al servizio della squadra, nessuno di loro pensa alla prestazione individuale, a differenza di Menez che ieri ha corso solo quando gli veniva consegnata la palla.

Vorrei per finire spendere due parole sui nostri prossimi avversari. Loro avranno sulle spalle le fatiche di coppa, poche credo, visto l’ampio turn-over che adotta Sarri ogni volta e dovremmo sfruttarle a dovere. Non voglio che si abbassi la pressione sul match perchè hanno perso partita – e il primato di conseguenza – per l’atteggiamento da loro adottato. Volutamente non hanno giocato il loro calcio, accontentandosi di mantenere il distacco invariato e questo ha portato la squadra a “rammollirsi” nei minuti finali, sbagliando passaggi uno dopo l’altro e, in una partita dove nessuna delle due squadre aveva fatto errori, si sono auto-inflitti la condanna. Hanno perso l’occasione di dimostrare a tutti quanto vale veramente la squadre e quanto fosse meritato il loro posizionamento in classifica.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.