Poche parole, semplici, chiare e dirette, che riassumono forse meglio di ogni altra cosa quale sia stato il reale cambiamento apportato da Mihajlovic. Chi non corre, chi non si sacrifica e chi pensa che gli sia dovuto qualcosa a prescindere sbaglia, di grosso.

Sembra poco, ma in realtà è un bel passo in avanti rispetto a quello cui eravamo abituati. Le passeggiate in campo non sono più tollerate, e il calo negli ultimi minuti contro il Genoa lo ha fatto capire a tutti. Il simbolo del Milan del passato? L’atteggiamento pessimo di Menez e Balotelli al loro ingresso in campo. Cito testualmente il mio “collega” Mauro che ha detto:

Prego il Padre Eterno di non avere mai bisogno di Menez e Balotelli. Vergognosi!

Potrà sembrare eccessiva come considerazione, ma la sposo in pieno. Di Mario ne abbiamo già parlato abbastanza, e cercare ancora di rivalutarne la posizione è un atto stoico e quasi suicida. Lui è così, e non migliorerà finché non sarà realmente convinto di volerlo fare. Su Menez: è vero, rientrava da un lungo infortunio, non aveva la condizione fisica ottimale e forse aveva anche timore di farsi male, ma non è tollerabile una passeggiata per il campo di 10 minuti e un atteggiamento di passività totale. Basta poco per dimostrare quanto uno ci tenga a scendere in campo, a far bene, e io non ho visto nulla di ciò. Entrati loro non abbiamo più tenuto un pallone, abbiamo perso campo e siamo stati schiacciati da un Genoa mai pericoloso fino ad allora. Coincidenza? No, credo proprio di no. Per dirne una: anche Boateng era stato lontano dai campi per mesi e mesi, eppure quando ha avuto modo di scendere in campo ha sempre dimostrato di mettercela tutta. Non si chiedono miracoli, solo il giusto atteggiamento.

E se i simboli del Milan che era li abbiamo forse trovati, sono apparsi anche piuttosto chiari coloro che possono prendersi la copertina del nuovo Milan. C’è Honda, su cui continuo a nutrire forti dubbi dal punto di vista tecnico, ma che non ha mai mollato un pallone nelle ultime partite. Il primo ad attaccare e il primo a difendere: gli si conceda un passaggio sbagliato, perché chi corre il doppio degli altri meriterà sempre di scendere in campo. Poi Montolivo, che anche gli scettici stanno finalmente imparando ad apprezzare, così come Niang, Bacca e Bonaventura. Gente che non molla mai, che può sbagliare un tempo ma torna in campo con una convinzione ancora maggiore, che se c’è da correre non si tira mai indietro.

Il passato lasciamolo alle spalle, perché questo nuovo Milan ha bisogno di altro. Se abbiamo inanellato una striscia positiva è proprio perché è cambiata la mentalità, è cambiata la convinzione e la disponibilità degli interpreti. Nessuna porta chiusa, ma chi vuole far parte del progetto deve darsi da fare, senza sosta. “Chi non corre non gioca”…e così dev’essere.

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.

5 Comments

  1. Sai qual è il problema?

    Che sta scenata Miha la fece anche dopo le prime amichevoli per Cerci, salvo poi riproporcelo.

    Non è credibile.

    1. Vero, però devo dire che Cerci comunque tornò in campo quantomeno con la voglia di correre. Poi, scarso era e scarso rimase anche dopo.

  2. Vale pure per voi e quindi lo ripeto
    “INCOMPRENSIBILE. Unico aggettivo per identificare quanto ha scritto Mauro ed avallato
    Borgofosco. Siete impazziti forse? L’allenatore schiera due attaccanti puri con fame enorme di gol e condizione atletica da lui stesso definita precaria ed insufficiente e si aspetta proprio da questi due copertura e pressing per difendere ( sic ! ) il due a zero !
    A Balotelli gli ha fatto giocare cinque minuti ” per recuperare le condizione atletica”.
    CINQUE MINUTI ! Mi dispiace dirlo perche’ e’ il nostro allenatore . Ma e’ bene che gli fischino le oracchie e si ravveda : BUFFONE! ”

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  3. Dove eravamo rimasti…. Milanovic ha ripudiato Balotelli e non credo che vedrà mai più la prima squadra… a meno di un diktat della proprietà o di un miracolo!

    1. Sei uomo anziano e di buoni sentimenti, lo so. Ti prego di leggere l’articolo di Fabrizio Salvio sulla Gazzetta riguardo Balotelli.
      E mi fa piacere se commenti quello ed anche quanto ho detto a Milanforever. Ecco uno stralcio:
      ” Caro Milanforever nelle tue parole vi e’ abbastanza saggezza ma poca ambizione. Io non accetto che un allenatore cerchi di liberarsi di chi non gli piace con mezzucci cinici. Ne’ un allenatore ne’ un uomo vero. Sinisa , come Allegro, come Mandelli, come tanti altri cazzoni ha mandato in campo Balotelli PER FARGLI FARE CATTIVA FIGURA E FARE LA PLATEALE PAGLIACCIATA CHE HA FATTO. Cerca il vostro avallo per epurarlo ma non ha la lealta’ di non metterlo in campo o di fargli giocare un tempo almeno. Poi se dice lui stesso che non e’ pronto perche’ si arrabbia? De Jong loportava alle conferenze stampa sapendo di non volerlo far giocare. lo metteva a disagio e lo umiliava. Mexes, Poli Adriano MenezLopez ElShaa ecc.
      Non difendo il singolo calciatore, difendo una visione della vita . Padre Eligio diceva che non si puo’ fermare il recupero di un giovane al primo parziale successo. Fino a quando TUTTI i doni che gli ha dato il Signore sono venuti a frutto l’educatore deve continuare il suo lavoro. Il calcio e’ pieno di casi difficili sopratutto giovani. Alcuni ,pochissimi, hanno la fortuna di incontrare grandi maestri come Nereo altri , moltissimi, egoisti cazzoni. A me per ora le cose appaiono cosi’ se mi sbagliro’ saro’ felice di ammetterlo.”

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