Ieri più di tutto contava il passaggio del turno al di là del gioco e della prestazione, anche se da cancellare ci sono gli ultimi minuti di primo tempo e i primi della ripresa. Nel complesso sono più i lati positivi che i negativi, sperando che questo avanzamento nella competizione alzi il morale all’interno dello spogliatoio.

Ancora una volta vediamo una squadra da i due volti, capace di chiudere virtualmente la partita già dopo un terzo di gara, grazie al piglio giusto: impaurire l’avversario e renderlo inerme. Ma come al solito non si riesce a tenere alta la concentrazione, lasciamo che per tratti di gara l’avversario ci intimidisca; ma la parte peggiore è che psicologicamente noi soffriamo queste situazioni e paghiamo dazio alla prima occasione. Eppure durante la telecronaca, in sottofondo, si sente quanto Mihajlovic inneggi a rimanere lucidi, sicuramente il messaggio viene recepito ma attutato in ritardo, visto il goal a freddo nella ripresa. Tutti noi sappiamo che non si può tenere lo stesso ritmo per tutti i novanta minuti di gioco, ma devi essere tu a rallentarlo in modo da non permettere agli avversari di creare le occasioni che concediamo.

Passando invece alle note liete di ieri sera, si può dire che abbiamo proseguito quanto di buono si era visto a Roma. Infatti, nel corso della partita si è nuovamente adottato il 4-2-3-1, dove dietro a Bacca si è posizionato prima Niang e in seguito Boateng dopo la sostituzione. Tale modulo ci ha permesso di essere meno prevedibili, con il giocatore dietro la punta che parte dieci/venti metri prima dell’area di rigore, invece di attendere la palla in area insieme a Bacca. Ma questo non è l’unico vantaggio: perché i tre giocatori dietro la punta hanno giocato molto più stretti rispetto alle scorse settimane, dove – in fase offensiva – puntavano ad attaccare il fondo per crossare, mentre adesso operano tramite passaggi corti e inserimenti. Questo ci ha permesso di essere più eloci nel far circolare la palla negli ultimi venti metri, in quanto abbiamo tre giocatori fuori dall’area che hanno fatto girare la palla senza doverla far tornare ai due di centrocampo; lo dimostrano i pochi palloni toccati da Montolivo nella metà campo avversaria.

Quello che adesso mi preme sapere è di vedere all’opera questi accorgimenti fatti in quest’ultima settimana con una squadra che sa come si gestisce una gara, ma sopratutto difficilmente concederà il tempo di pensare. La Fiorentina ha un ritmo di gioco molto alto e dovremmo adattarci ai loro ritmi, per evitare di perdere la bussola già nei primi minuti.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.