Oggi voglio partire dall’episodio che ha condannato la gara: l’espulsione di De Sciglio. Anche se per pochi secondi si è visto il Milan delle ultime due partite, una squadra timorosa pronta a commettere un errore. Dunque non sono d’accordo con chi afferma che, in undici contro undici, il Milan avrebbe detto la sua. Perchè, ancora una volta, questa squadra ci ha dimostrato che ha bisogno di una scossa per spingerli a dare il 100%, e quella di ieri era di evitare una debacle.

Perfetto l’atteggiamento nel primo tempo, mentre incomincia a sfaldarsi nell’inizio di ripresa. L’adattamento di Poli a terzino risulta essere cruciale per il nuovo assetto, che passa dal 4-3-3 al 4-4-1. La buona fase difensiva non sta nel modulo, bensì nella distanza tra i quattro difensori e i quattro centrocampisti, ecco che la squadra rimane corta e compatta in 25 metri. Questo porta il Napoli ad attaccare a pieno organico senza creare palle goal, perchè muove la palla in orizzontale oppure cerca il lancio dietro la nostra linea difensiva, ma grazie a un Paletta in stato di grazia, i palloni non arrivano a destinazione. Il loro atteggiamento è dovuto alla paura di un possibile contropiede milanista, infatti evitano di giocare la palla tra le linee per evitare di chiudersi fra le maglie milaniste. Un elogio va sicuramente a Poli, anche se non era la prima volta, si cala perfettamente nel ruolo di terzino. Non si può dire la stessa cosa di Bocchetti che spesso e volentieri non si libera velocemente del pallone, perdendolo in situazioni pericolose. Bonera non fa certo meglio e questo ci sottolinea la mancanza di giocatori di qualità in quel reparto. Sul finire del primo tempo cogliamo un palo grazie al colpo di testa di Jack, l’unico a far ripartire la squadra quando viene recuperata la palla. Non viene fatta la stessa cosa dall’altro lato del campo, infatti Honda si occupa prevalentemente del raddoppio in fase difensiva su Insigne, non curandosi di quella offensiva.

Ma nella ripresa Benitez cambia tutto: invece di usare gli esterni per i tagli verso il centro, essi tengono palla allargando le distanze fra i giocatori del Milan, costretti a coprire tutta la larghezza del campo. Questo, unito alle triangolazioni e al gioco di prima, porta a far saltare il “muro” che aveva ben figurato nei primi quarantacinque minuti.  Portando l’attenzione sulle corsie i centrocampisti si perdono i tagli senza palla all’interno dell’area. Il limite di questa squadra ancora una volta è il non saper adattarsi, perchè il motivo dei tre goal non dipende solo dal crollo fisiologico, ma anche dalla mancanza di leggere il cambio di mentalità dell’avversario.

Abbiamo retto finché il Napoli non ha deciso di fare il Napoli e per nostra fortuna ci ha messo settanta minuti per capire come farci male. In definitiva, se la voglia di lottare vista ieri veniva utilizzata in partite dove la disparità tecnica non era così elevata, avremmo avuto sicuramente qualche punto in più.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.