Mi perdonerete se ho preso in prestito una frase di una famosa canzone napoletana per dare il titolo a queste mie riflessioni, ma è la cosa più naturale che mi è venuta in mente. Il risultato di ieri è impietoso, e alla fine cancella anche quell’orgoglio e quella reazione che nelle ultime uscite era mancata. 3 a 0, un’altra sconfitta, e tutti a casa con la testa china, nuovamente.

La gara è stata indubbiamente condizionata dallo sconsiderato intervento di un giocatore ormai su un altro pianeta, con conseguente espulsione. Da lì in poi, anche grazie alla parata di un grandissimo campione come Diego Lopez, tanto orgoglio, tanta grinta e unione di intenti, come da tempo non si vedeva. Quando però si gioca solo nella propria metà campo, il castello prima o poi crolla, quando il risultato viene sbloccato. Personalmente non mi sento di criticare più di tanto la squadra in questa occasione, perché sarebbe tutto terribilmente relativo. Piuttosto c’è da fare una seria riflessione su chi sia realmente da Milan, su chi possa realmente restare dal prossimo anno in avanti. Cambierà tanto, si spera, ma qualcuno degno di vestire la nostra maglia anche i prossimi anni c’è. In primis Diego Lopez: portiere straordinario, arrivato a zero al Milan grazie alle impareggiabili doti manageriali di Adriano Galliani. Lui deve essere il nostro numero 1 anche nei prossimi anni, perché è un portiere incredibile, superiore alla maggior parte degli altri portieri della serie A, per non dire tutti. E poi c’è Bonaventura, anche ieri superiore a tutti in mezzo al campo quanto a carisma, personalità e duttilità tattica, il tutto corredato da incredibili doti tecniche. Altri nomi? Mexes e Paletta, probabilmente utili come alternative a due difensori realmente forti, e lo stesso Antonelli, che ha riportato qualità dopo tanti anni su quella fascia sinistra. Per il resto poco altro, perché  l’obiettivo deve essere quello di fare il salto di qualità, puntando nuovamente a traguardi che si addicano a noi.

Se si deve cambiare, lo si faccia in maniera radicale, e la prima cosa da cambiare sarà ovviamente l’allenatore. Portare al Milan un allenatore esperto e di livello sarà la base indispensabile su cui costruire tutto il reso. E allora scurdammoce ‘o passato, quello recente, fatto di troppe delusioni e sberleffi. Bee può aprirci ad un nuovo futuro, in cui finalmente potremo prenderci tutte le rivincite che ci spettano, sbattendo la porta in faccia a chi sta facendo “carriera” spalando merda sul Milan. Torneremo, più forti di prima, e questo passato faranno tutti fatica a ricordarselo.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.