E’ il momento giusto in cui l’allenatore si prende le sue responsabilità, è inaccettabile che il Milan non riesca a raccogliere i tre punti in trasferta neanche in casa di chi lotta per salvarsi. Pippo prendi una posizione senza nasconderti dietro numeri e infortuni, fai come Mister Pozzecco (ex allenatore di Varese Basket) che in settimana ha reputato giusto salutare la squadra, perchè in cuor suo sapeva di non dare il gistuto apporto alla squadra; e avendo a cuore la società si è fatto da parte. Questo è il momento Pippo, fai vedere che tieni al Milan, ammettendo tutti i limiti che ha sia la squadra e la società. Fallo per i tuoi tifosi, perchè per noi sarai sempre un icona e nulla può cancellare il sudore versato per i nostri colori, neanche questa deludente stagione.

Dopo questa premessa, passiamo a quel poco che si può dire della partita giocata nella serata di ieri. Una partita molto diversa rispetto al match contro il Cesena, perchè Maran è stato più intelligente di Di Carlo, dove quest’ultimo ha avuto la presuzione di giocarsela, visto il pessimo stato del Milan; e gli è risultato fatale. Non fa lo stesso sbaglio Maran, che dispone in campo il Chievo con un 4-4-2 a coprire tutta la larghezza del campo, in modo da togliere al Milan l’apporto delle sovrapposizioni dei terzini (soprattutto quelle di Antonelli) e dei continui decentramenti di Menez e Jack, che cercano di allargare le maglie spostandosi dal centro verso le corsie. Come detto, tutto questo non ci è stato permesso, infatti il Chievo ci ha lascia il possesso palla, conscio di non subire affondi da azione manovrata. Questo ci fa capire come il Milan non sappia di come si crei un occasione da goal giocando palla a terra. Il motivo è semplice se entriamo in possesso sistematicamente abbassiamo il ritmo e la tocchiamo un numero infinito di volte, paralizzando l’azione.

Le lacune si fanno sempre più evidenti quando, il nostro uomo qualitativamente migliore nei tre di centrocampo, perde totalmente la bussola mandando in confusione anche i suoi compagni di reparto. De Jong si limita a recuperare i palloni di competenza dei disattenti centrali (per fortuna il Chievo fa poco per metterli in difficoltà), e questo comporta un suo abbassamento; mentre Poli si perde nel suo continuo pressing, senza che nessuno gli dia una mano quando entra in possesso. Quest’ultimo è un tipo di giocatore che si muove per tutto il campo, ma come tale va spesso guidato attraverso il movimento della linea dei centrocampisti, che non è mai uniforme (sembrano le ruote del carrello della spesa). L’unico che prova a far partire la manovra è Jack, lasciato solo nella trequarti avversaria da Menez, ma attorno a lui non c’è alcun tipo di movimento che gli permetta di dettare un passaggio decisivo.

Dal Milan non mi aspetto niente di più di quanto abbia raccolto fin ora; non so quante altre stagioni senza Europa servano per far capire alla nostra “amata” dirigenza, di quanto bisogno ha il nostro Milan della loro voglia di cambiare davvero la situazione, non con le parole dette in conferenza, ma con il lavoro. 

I peggiori:

  • Alex: continuamente fuori posizione, e se non bastasse si fa saltare con facilità. Non adatto al calcio italiano.
  • Montolivo: quando il livello è basso, sappiamo quanto sia difficile per gli uomini di qualità invertire la marcia da soli. Con queste prestazioni non fa altro che confermare tutte le voci degli anti-Monto.
  • Menez: finchè non si mette al servizio della squadra giocheremo con un uomo meno in fase di non possesso. Continua nel suo ruolo da punta di boa, aspettando palloni sui piedi che non arrivano mai, senza mai creare corsie per il passaggio in verticale.
  • Honda: stesso discorso fatto per Montolivo,
Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.