Il 3 di settembre, non molto tempo fa, in un periodo non sospetto scrivevo questo editoriale ricevendo i soliti attacchi politicizzati da parte di chi era incapace di vedere al di là del proprio naso. Oggi, 22 dicembre, parliamo di un Milan con 21 punti in classifica, solamente 6 vittorie in 17 partite, una differenza reti negativa di -8 e con zero punti contro le prime cinque. Fuori da tutto, nemmeno l’anno di Inzaghi ricordato come l’apice di tutti i mali e passato a -3 dalla Champions League a natale, fu così disastroso. Che poi nella rosa di Inzaghi c’era gente migliore di quella odierna è ovviamente un dettaglio.

C’è una sola causa a tutto questo e non è certo il cambio di allenatore. Lo scorso allenatore (che non è nemmeno degno di essere nominato) aveva abusato di buoni momenti di Suso e Piatek, probabilmente non ripetibili, senza dare una impronta alla squadra. Quelli che sono arrivati dopo non hanno potuto sfruttare le stesse individualità e si sono trovati contro una squadra con ancora più lacune della precedente. A questo mettiamoci una quota CL che è tornata su punteggi normali con Roma e Lazio mentre lo scorso anno era più bassa dando l’impressione di ‘miracoli’ che non esistevano.

Cosa avevo scritto a settembre? Che Rodriguez, Musacchio (oggi la sua miglior partita), Calhanoglu (due partite buone fatte e già esaltato dimenticandosi il passato), Conti (idem), Borini e Biglia sono ancora giocatori del Milan. Non se ne salva uno. A settembre parlavo di 59 milioni per i sostituti di Zapata, André Silva, Bertolacci, Montolivo, Laxalt e José Mauri. Scrivevo che di questo mercato si salvava solamente Theo Hernandez. I fatti come sempre mi han dato ragione.

Arriviamo a dicembre con Bakayoko non sostituito adeguatamente, con Conti e Calabria che insieme non fanno il partente Abate (che infatti era finito titolare) e con Musacchio che non vale la palla destra di Zapata nelle scorse stagioni. L’unico correttivo è stato esonerare Giampaolo che almeno ci ha garantito 7 punti e un po’ di gioco con Parma, Bologna e Sassuolo in una situazione in cui andava probabilmente preso Spalletti a costo di dargli tutto quello che chiedeva, iniziando comunque con un primo passo verso una base di gioco per il futuro.

I nodi sono venduti al pettine tutti in un colpo ma la partita di oggi è solo la fine ovvia di una squadra costruita male dalla gestione Mirabelli (fateci caso, dei suoi non se ne salva nessuno) e demolita in estate. Una squadra costruita da due avvelenatori di pozzi, due fomentatori di folle quando faceva comodo, due spocchiosi che avevano la presunzione e l’arroganza di spiegare come dirigere un club a chi aveva vinto tutto – due che dovrebbero avere la dignità di chiedere scusa e tornare uno a fare la marionetta alla FIFA e l’altro ad Ibiza a sorseggiare mojtos. Quello è il posto che gli compete.

E sapete che vi dico? Che sinceramente tutto questo non mi dispiace. Questo è quello che si merita chi ha sputato sulla squadra dal 2012 al 2017. Questo è quello che si merita chi ha seguito certi blog di avvelenatori di pozzi che hanno lucrato sulla situazione. Chi ha festeggiato un duo di incapaci come una liberazione. Chi gli ha fatto marchette a pagamento su mezzi privati. Chi ha sputato su giocatori come Kucka, Deulofeu e Pasalic che oggi sarebbero titolari inamovibili. Chi ha difeso allenatori incompetenti che non davano un minimo di gioco alla squadra perché si mettevano contro la dirigenza. E non è ancora finita perché rideremo quando Raiola porterà via tutti quelli buoni che ha appena preso sotto la sua procura, rideremo in faccia a questi signori che nell’estate 2017 si esaltavano coi thread twitter della ‘banter era’ salvo trovarsi in un’era ancora peggiore. Ora piangete, capre, ma almeno abbiate la dignità di scusarvi per tutte le cazzate scritte in questi anni.

Dirigere un club, cari signori, non è solo comprare giocatori. E’ intrattenere rapporti coi procuratori per farsi portare gli assistiti buoni. E’ intrattenere rapporti con le squadre per trovare quella che ti strapaga il primavera per farti rimanere nel FFP. E’ saper trovare e mantenere i giusti equilibri in lega per avere tutti i fischi mezzo e mezzo, tipo il gol di Kessie settimana scorsa, a tuo favore e non prendere gialli ad ogni fallo. Non si può pretendere che queste cariche vengano fatte da un pluritrombato, da un ex osservatore o da gente che nel calcio non ci aveva mai lavorato in via propria. E’ anche sapere scegliere giocatori di carisma e non mandare via gli uomini-spogliatoio o togliergli la fascia, perché in uno spogliatoio ci sono equilibri da rispettare. Queste cose le sanno fare pochissime persone: uno se ne è andato tra gli insulti, l’altro lo abbiamo fatto andare all’Inter.

A titolo personale lascio quindi una lista di ciò che va fatto per il mercato (di Gennaio ed estivo): liberarsi di Rodriguez, Conti, Borini, Musacchio e Calhanoglu, abbandonare quindi Biglia in autostrada. Prendere un centrale da affiancare a Romagnoli, riprendere Cutrone e vendere Leao. Vendere Piatek e prendere una punta forte. Vendere Kessie e prendere due centrocampisti che sappiano giocare coi piedi invece di un ivoriano coi ferri da stiro al termine delle proprie gambe. Possibilmente fatti da un direttore sportivo che conosca la Serie A ed il calcio italiano.

P.s.: Un saluto al capitano Riccardo Montolivo – ci avevano raccontato che era tutta colpa sua e che senza di lui eravamo da scudetto. Ora fanno la stessa cosa con Suso…

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.