Scusate il ritardo, dovuto principalmente alla partita di Europa League – ma non potevamo ancora una volta esimerci dal commentare le meravigliose uscite dell’ex direttore sportivo del Milan che ospitato a Sportitalia (a proposito, complimenti per la grande deontologia professionale dell’emitettente a non invitare nemmeno un membro di Elliott per un eventuale contraddittorio) ha sparato a zero sul lavoro di Leonardo difendendo il proprio. Ma andiamo, ancora una volta, a vedere nel dettaglio le sue dichiarazioni.

CONTE – La prima perla del signor Mirabelli, riguardo la conferma di Montella, arrivata dopo “averci pensato tanto” e averci fatto sapere che la loro decisione era quella di confermarlo perché era giusto così, è farci sapere che hanno ascoltato Conte come sostituto di Montella. In pochissimi forse ricorderanno che quell’estate Conte col Chelsea era fresco campione d’Inghilterra a 10 milioni l’anno e la fiducia della società. E’ assolutamente credibile che ci abbiano parlato. Certamente, come no.

CRISTIANO RONALDO – Qua siamo all’apoteosi. Il calabrese ci fa sapere che “Parlammo anche di ingaggio e facemmo tutto, ma poi la proprietà cinese bloccò l’affare perché non era sostenibile. Con la proprietà di oggi CR7 sarebbe stato rossonero“. Fermo restando che la proprietà di oggi mai si sarebbe sognata di avere un dilettante del genere alla guida del Milan – e infatti lo ha esonerato – Fassone ci ha raccontato un’altra storia al Sole 24 ore: “Mr Li voleva CR7 in rossonero perché riteneva che avesse una grande forza sul mercato cinese. Il giocatore voleva andarsene da Madrid. Ci siamo visti nel luglio 2017 con il suo procuratore Mendes, per verificare i costi e la disponibilità del giocatori. Poi lo convinsi a lasciar perdere il sogno: Ronaldo costava troppo“. Insomma chi ha detto no a Ronaldo? Intanto si è strapagato André Silva per accreditarsi con Mendes. Ci ha sicuramente perso Ronaldo che non vedeva l’ora di aggiungere l’Europa League al proprio palmares e si è dovuto accontentare di 30 milioni l’anno con la Juventus.

LA CAMPAGNA ACQUISTI / 1 –Anche la Juventus di Marotta e Paratici ebbe bisogno di più di un mercato per fare quello che hanno poi fatto. Non credo che l’acquisto di Bonucci possa considerarsi un flop. Lui era convinto di venire al Milan quando lo contattai e non so poi cosa sia successo dopo che me ne sono andato. La situazione allora era un pò particolare, lui non si trovava bene alla Juve e noi cogliemmo l’opportunità. André Silva? Porterà una plusvalenza importante alle casse del Milan“. Fermo restando che la Juventus di Marotta e Paratici si fonda su uno stadio regalato ed un gol mezzo metro dentro non concesso, non si capisce il ragionamento. Anzi è proprio idiota. Immaginatevi il più grande chirurgo di sempre, fallire la sua prima operazione ed uccidere il paziente. E’ un po’ come dire che per diventare un grande chirurgo devi uccidere il paziente alla prima operazione perché lo ha fatto anche lui. Non si poteva far bene subito perché esiste un caso contrario? Chi lo ha detto? André Silva porterà una plusvalenza? André Silva doveva portare gol in cassa al Milan l’anno scorso, non una plusvalenza. E se arriverà arriverà solo grazie a Leonardo che è riuscito a liberarsene in condizioni a noi positive.

LA CAMPAGNA ACQUISTI / 2 –Il club andava ringiovanito e ricostruito con un certo senso e noi abbiamo lavorato in questo senso prendendo giocatori di prospettiva a cui serviva tempo per mostrare le loro qualità in un ambiente difficile come quello rossonero, dove le aspettative sono tante. Credo che siano giocatori che possono costituire una base importante per il futuro e mi spiace che Silva non sia rimasto perché sono certo che avrà un futuro importante“. Il club andava ringiovanito? Strano, perché il Milan 2016-17 arriva sesto con la rosa più giovane della Serie A. Non si capisce poi se lo ha ringiovanito con Kalinic, con Biglia, con Rodriguez o con Borini. Dichiara che ai giocatori serviva tempo – eppure l’obiettivo era il quarto posto un anno fa. Per finire la solita leggenda metropolitana sulla base: oggi i cinque migliori giocatori del Milan sono Higuain, Suso, Romagnoli, Donnarumma, Bonaventura. Nessuno di questi lo ha preso lui. Stiamo poi scoprendo che Zapata è meglio di Musacchio, che Bakayoko è meglio di Biglia e che a Gennaio potrebbe arrivare anche Fabregas, retrocedendo Kessie a riserva del centrocampo ex-Chelsea. In attesa di capire se Conti sarà o meno buono non è esagerato pensare ad un Milan di Gennaio con il solo Rodriguez titolare tra gli acquisti presi da Mirabelli. Però, che bella base!

KALINIC E AUBAMEYANG –Da anni è risaputo il rapporto con Aubameyang, ci siamo visti più volte e lui era il mio unico obiettivo per l’attacco anche se il Dortmund chiedeva tanto. Mentre lavoravo per portarlo a Milano dovevo sentire anche le richieste del tecnico che riteneva Kalinic come prima scelta“. Fermo restando la vile mossa di scaricare le colpe di Kalinic su Montella (sicuri fosse solo sua richiesta? Montella gioca con esterni – non presi – e falso nove, che c’entra Kalinic?) è fantastico l’insieme. La trattativa viene definita difficile, eppure lo stesso Aubameyang dichiarava che il Milan poteva prenderlo e ha dormito. “Noi trattavamo 4 attaccanti che erano Benzema, Morata, Higuain e Immobile“. Hanno preso Kalinic, a metà agosto, a campionato iniziato invece di fondare la squadra sul centravanti forte, come si dovrebbe fare. Non male per quelli che al penosissimo show del 31 agosto si sono presentati come quelli che programmavano e non improvvisavano.

I SOLDI PER IL MERCATO – E’ la parte migliore. Mirabelli ci dice che la proprietà ha pagato tutto anche se avevano finito i soldi. Fermo restando che quei soldi erano a debito, con il famoso bond di Vienna, quindi il mercato lo ha pagato Elliott – dalle parole di Mirabelli emerge una serissima programmazione. Quella di sperperare a destra e a manca strapagando giocatori finendo i soldi a metà mercato (nonostante l’AD dicesse nel medesimo periodo che erano ampiamente sotto la soglia del bond emesso – altra presa in giro) e facendo saltare l’attaccante forte – che è ciò che conta di più – perché si è preso occasionalmente Bonucci. All’università della programmazione questo è un “torni all’appello di settembre”. Incompetenza pura al potere.

RAIOLA E DONNARUMMA –Non c’è un odio o una guerra fra di noi, ognuno cercava di tutelare i propri interessi. Mino probabilmente era abituato in maniera diversa dai miei predecessori. Ricordiamo che Donnarumma non aveva rinnovato col Milan prima del mio arrivo nonostante gli ottimi rapporti coi rossoneri, fu un’estate molto calda e impegnativa che però alla fine ha portato al prolungamento del portiere senza dare a Raiola i 30-40 milioni di euro di commissione. I toni a volte sono stati abbastanza accesi“. L’apoteosi della propaganda. Lo ripetiamo ormai per la 134esima volta. Donnarumma non poteva rinnovare il contratto prima di fine febbraio 2017 in quanto minorenne – avrebbe potuto nel caso prolungarlo solo di un anno. A tale data la prospettiva di closing è a marzo 2017. Salta il closing e va a metà aprile. Quale dirigente si prende la responsabilità di portare uno stipendio da 100mila euro a 5 milioni, aumentando del 10% il monte ingaggi, di fronte ad una proprietà subentrante? Se Donnarumma avesse firmato un rinnovo (difficile – perché Raiola era giustamente diffidente) cosa avremmo letto di fronte a tali cifre? Sorvoliamo sui 30-40 mln di commissione – che risulta a noi essere una falsità, così come quella delle chiavi del box di casa Milan, che Raiola mai ha avuto. Tutte utili ad alimentare una narrazione della realtà enormemente difforme da ciò che è stato. Siamo a conoscenza di un paio di dettagli sulla vicenda rinnovo Donnarumma che in attesa di prove oggettive non possiamo scrivere – ma siamo sicuri che il tempo sarà galantuomo anche su questo. E’ interessante però leggere che “qualcosa bisogna cedere” dove quel qualcosa sono 14 milioni lordi di ingaggio tra lui e il fratello.

IBRAHIMOVIC, FABREGAS E PAQUETA –Scaldare il cuore dei tifosi con un grande campione che ha vestito la maglia rossonera è sbagliato. Ce lo offrirono anche a noi e dicemmo di no perché il Milan ha la necessità di acquistare giocatori per un nuovo ciclo e Ibrahimovic nonostante sia un campione a livello anagrafico non rientra in quest’ottica. Cesc l’avevamo trattato anche noi, non so se lo prenderanno, ma è un grande giocatore. Paquetà è un giocatore di un buon talento, ma non avrei fatto un grande investimento per lui”. Da dove partiamo? Partiamo dall’ultimo: gli stessi scout di Mirabelli a Milanello avevano identificato Paqueta come un craque. A che pro quella dichiarazione per screditare il lavoro di Leonardo? Un dirigente serio degli altri non parla. Né Leonardo, né Galliani si sono mai permessi di screditare il suo lavoro pur – in particolare il secondo, per tutte le frecciate subite – avendo il sacrosanto diritto di farlo. Sono bastati 16 mesi di Milan – come ha ricordato Suma – per fare quello che dopo 31 anni Galliani non si è mai permesso di fare. Lui non avrebbe preso Ibrahimovic perché scaldare il cuore dei tifosi con un grande campione è sbagliato. Evidentemente Gattuso in primavera lo ha mandato per meriti tecnici. Peccato che lui con gli stessi soldi che spenderemo per Ibrahimovic, se non di più, ci ha preso Borini. Chiusura finale su Fabregas: se è un grande campione perché a pari età con Biglia (anzi lo scorso anno Fabregas ne aveva uno in meno) abbiamo preso l’eroico capitano dell’Argentina al doppio di quanto chiede il Chelsea per il catalano oggi? Affarone, eh?

GATTUSO –Sono stato orgoglioso di aver fatto questa scelta per la professionalità, la serietà e l’amore che lui e il suo staff mettono in questo lavoro. La società cinese non era d’accordo perché pensava che da fuori sarebbe sembrato un ridimensionamento, ma gli spiegai che per me l’allenatore del futuro è Rino“. Mirabelli era così orgoglioso di Gattuso che se Gattuso non avesse vinto il derby il 27 dicembre il Milan avrebbe richiamato Montella – gli aveva chiesto un giorno di attesa prima di liberarlo contrattualmente per andare a Siviglia. Controllate date e notizie, vedrete che coincidono. All’interista ricordiamo sempre di non appropriarsi di un pezzo di storia non suo.

LA FASCIA A BONUCCI –Si è trattato di un errore non perché lui sia un cattivo ragazzo, ma perché c’erano altri con maggiore storia rossonera che la meritavano“. L’errore non è stato dare la fascia a Bonucci. L’errore è stato dare la fascia punto. La fascia la sceglie lo spogliatoio, non il tecnico. Quest’anno la fascia a Romagnoli non l’ha scelta Gattuso o Leonardo ma lo spogliatoio a votazione, persino col voto dell’ex-capitano e di Abate che sono stati più che volentieri lieti di fare un passo indietro. Da un direttore sportivo che vuole accreditarsi in quel modo coi tifosi ed un allenatore che non si oppone facendosi scavalcare così non poteva nascere nulla di buono.

Come già fatto la scorsa volta, chiudiamo quindi il post con una lista di domande a cui aspettiamo ancora risposta

  • Direttore Mirabelli, perché ha preso Borini?
  • Direttore Mirabelli, ha mai fatto pressioni su Donnarumma?
  • Direttore Mirabelli, è vero che voleva vendere Donnarumma la scorsa estate insieme a Suso?
  • Direttore Mirabelli, per curiosità, quanti contratti nel settore sportivo ha fatto nell’ultimo mese sapendo di dover andare via?
  • Direttore Mirabelli, ha mai imposto moduli e/o giocatori al tecnico, ad esempio il 3-5-2 a Montella o André Silva al posto di Cutrone ad Udine?
  • Direttore Mirabelli, in base a cosa sono stati licenziati Galli e Bianchessi?
  • Direttore Mirabelli, per caso lo ha scelto lei Nathan Bernard Soares per il settore Giovanile del Milan?
  • Direttore Mirabelli, ci potrebbe spiegare perché un buon numero di influencers rossoneri avevano il suo numero di telefono e questi stessi personaggi oltre a scrivere costantemente a suo favore sui social – cosa che fanno ancora – erano regolarmente presenti in tribuna stampa a San Siro (e non lo sono quasi più da quando lei non c’è più?). Abbiamo l’elenco dei fatti, ma ci sfugge la relazione tra questi. Potrebbe aiutarci?

Ci sentiamo di concludere con un fatto: Mirabelli ha praticamente detto che non avrebbe fatto nulla di ciò che ha fatto Leonardo. Questo spiega perché Leonardo è stato scelto dal PSG prima e dal Milan poi mentre lui – al momento senza squadra – senza l’amicizia con Fassone non si sa che mansioni svolgerebbe ed in quale categoria.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.