Questa volta il closing si fa, per davvero. Questa volta sarà un giorno storico perché sarà il più grande ed importante passaggio di proprietà di un club nella storia del calcio. E allora – consentiteci – per un giorno, di non fare la figura degli irriconoscenti e degli indegni. Consentiteci di celebrare, non festeggiare, quello che è stato il più grande club della storia del calcio moderno.

Grazie, per i 29 trofei in 31 anni – la maggioranza internazionali – che hanno creato il brand Milan nel mondo portandolo ad un livello che mai aveva raggiunto prima.

Grazie di aver creato e fatto parte di quella che con ogni probabilità sarà sempre la parte più luminosa e splendente della storia del Milan.

Grazie di Van Basten, Sheva, Kakà, Maldini, Baresi, Donadoni, Weah, Inzaghi, Rui Costa, Seedorf, Ronaldinho, Ibrahimovic e chi più ne ha più ne metta…

Grazie per il 4-0 alla Steaua, al Barcellona, il 6-0 nel derby, le finali di Manchester, le cavalcate trionfali verso gli scudetti e le coppe campioni

Grazie per esservi opposti al sistema del calcio italiano, controllato da una sola squadra, e aver dimostrato che era possibile scalzare la famiglia Agnelli.

Grazie per aver fatto diventare il “milan” il “MILAN“.

Scusateci se forse non vi abbiamo capiti, se non vi abbiamo meritati, se nella vostra fine al Milan ci siamo comportati come degli interisti qualunque. Scusateci se vi abbiamo contestati, derisi, dileggiati. Se abbiamo prestato orecchio e voce a chi aveva interesse politico ad eliminarvi. Presto, anche chi festeggia con codardo oltraggio, capirà cosa siamo stati – seppur per poco tempo. Io provo solo vergogna, profonda vergogna, per quanto visto, letto e sentito negli ultimi anni.

La più grande storia del calcio moderno finirà domani mattina, in uno studio notarile. Avremmo preferito finisse sul campo, magari con un’altra coppa dalle grandi orecchie, ma così non è stato. Porteremo sempre con noi l’orgoglio di averla vissuta, fino alla fine, nel bene e soprattutto nel male: chi non è stato con noi durante il viaggio non ha la minima idea di cosa si sia perso. Sarà difficile, da domani, fare finta che tutto sia lo stesso, che tutto sia esattamente come prima. Non lo sarà e – forse (speriamo di no) – non lo sarà mai più.

Domani sogneremo altri traguardi, inventeremo altre sfide. Cercheremo altre vittorie che valgano a realizzare ciò che di buono, di forte, di vero c’è in noi, in tutti noi che abbiamo avuto questa ventura di intrecciare la nostra vita ad un sogno che si chiama Milan.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

8 Comments

  1. AltairTK
    Stefano Stevanato 12 Aprile 2017 at 11:25

    Ecco, mi hai fatto venire un attacco di nostalgia…….

  2. Borgofosco
    Mario De Magistris 12 Aprile 2017 at 12:50

    Bene vorrei capire cosa ha ora da aggiungere il ciarlatano bolognese che a mezzo di televisioni, colluse con quelli di Torino, sparavano mer@a sull’operazione. Avevo detto che se quel tale era un broker ‘evoluto’ io ero Einstein. Non ci saranno mai ringraziamenti sufficienti a Silvio Berlusconi ed Adriano Galliani per tutto quel che di positivo hanno fatto, in relazione agli ineguagliabili trionfi del Milan che hanno dato emozioni forse irripetibili al popolo rossonero. I sentiti ringraziamenti vanno estesi anche ai dirigenti, che unitamente allo staff tecnico ed amministrativo ed a tutte le maestranze, hanno sempre lavorato con passione per la ‘gradeur’ del Milan. Bisogna essere grati anche al degno sostituto di Ariedo Braida, Rocco Maiorino, che stava programmando e costruendo una squadra di giovani promettenti campioni, tra i quali si intravvedono dei fuoriclasse. Grazie anche allo staff dirigenziale e tecnico di tutto il meraviglioso settore giovanile L’attuale proprietà e dirigenza lascia una prima squadra con una base di giocatori giovani molto buoni e qualche piccolo contrattempo dovuto alle lungaggini del closing (se resta Montella sono certo che Pasalic verrà acquistato e Deulofeu finirà per essere acquistato dal Milan). Dal Donnarumma a Calabria, De Sciglio e Locatelli, tanti giovani costruiti nel vivaio, milanista, e con un Romagnoli fenomenale ed un Lapadula tutto ancora da scoprire. Questi giovani unitamente ad una base di ‘vecchi’ esperti garantiscono il giusto equilibrio per l’esplosione di una squadra vincente negli anni a venire (stravedo per il figlio di Dustin Antonelli). Ci siamo…il dado sta per essere tratto. Ci vogliono tanti soldi (ghe voren i danè) e la possibilità di operare sul mercato senza subire ricatti di sorta. Grazie anche al team tecnico e amministrativo ed a tutte le maestranze che hanno lavorato e spero rimangano anche nelle strutture della nuova società. Si cambia pagina ! Vedremo quel che succederà!

  3. Scrivo come Fabio, mio nome anagrafico, anche se ero già presente come
    Marchese su questa piattaforma. Chiunque abbia a cuore i colori rossoneri non
    può che essere grato alla dirigenza e tutti gli staff tecnici susseguitisi nei
    31 anni di presidenza Berlusconi, per cui è assolutamente logico unirsi alle
    note di Diavolo 1990. Rimango, però, più cauto sulla beatificazione dell’ultimo
    quinquennio, dato che – al di là dei modesti risultati sportivi, che possono anche
    far parte di un ciclo infelice – dal 2012 ad oggi si è proceduto ad una
    progressiva svendita del parco giocatori con rimpiazzi nominalmente a costo
    zero (il cartellino), ma in effetti costosissimi dal lato ingaggi e
    complessivamente modesti per la resa tecnico-agonistica verificata sul campo. Il
    dato tecnico, in questo caso, stride terribilmente con il mantra che ci ha
    perseguitato in questi ultimi anni sulla “squadra più titolata al mondo”, sui
    patetici “hip, hip, hurrà” e sulle enfatizzazioni del Milan come una grande
    famiglia, da cui nessuno vorrebbe andar via. E ti credo, basti esaminare i
    lauti contratti stilati a Muntari, Essien, Beckam, Zaccardo, Mexes, e non vado
    oltre per carità di patria, i quali, tutti, si sono attaccati al Milan come
    patelle allo scoglio! Quello che proprio non mi va giù è come la Società, che –
    sia ben chiaro – aveva tutto il diritto di operare come ha operato, non poteva
    ammorbarci con le dichiarazioni da “coer in man”, mistificando una realtà che i
    fatti hanno ormai sancito come ineluttabile. Del resto, sull’auspicata vendita
    del Milan mi ero già espresso più di due anni fa in termini chiarissimi,
    auspicando una soluzione rapida, dato che la famiglia Berlusconi aveva di fatto
    ammonito Silvio a non procedere oltre. Ecco perché, con i ringraziamenti di
    rito, è doveroso, secondo me, sottolineare anche quest’ultimo aspetto,
    certamente più sgradevole ma non secondario.

    Poi, è ovvio che il ciclo berlusconiano è stato per noi foriero di grandi
    e meritati successi e aggiungo anche che qualcuno, sia in Campionato che in
    Coppa dei Campioni (vedi Marsiglia) ci è stato tolto fraudolentemente, ma la
    nostra maglia contempla il rosso accanto al nero e non un altro colore, molto
    più chiaro…

    Siccome, però, tra i parenti ho avuto qualcuno che ha saputo
    trasmettermi i valori del grande Milan del Gre-No-Li e ho la fortuna di
    ricordarmi quello gigantesco dei due Milan del mitico Nereo, voglio sperare che
    le cose non finiscano con l’arrivo del gruppo cinese o cino-americano, anche
    perché, e pure questo l’ho scritto in tempi non sospetti, debbo ancora vedere
    un cinese che butta nel cesso quasi un miliardo di euro (a ciclo concluso) per
    il gusto di far vedere che ha i soldi.

    Dunque, sursum corda: la vita va avanti!

    Chiedo cortesemente a Mario De Magistris se vuole delucidarmi a chi si
    riferisce quando cita il “ciarlatano bolognese”, non essendo io molto incline a
    gustarmi trasmissioni televisive ed essendo totalmente assente dai social.

    Ringrazio anticipatamente.

    1. Una società in vendita – perchè tale era il Milan dal 2012-13, non può far vedere che smobilita, deve mantenere una facciata. Non facciamo di tutta l’erba un fascio (Beckham fu un grande acquisto, Muntari stava vincendo uno scudetto, Mexes a zero è stato un ottimo difensore i primi anni, facile parlare dopo) anche perché materiale umano ottimo che non ha reso come dovuto c’è stato in questi anni e si poteva fare molto molto meglio con quei giocatori…

  4. Caro Diavolo, in edilizia le ristrutturazioni del c.d. facciata dei un palazzo sono di diverso tipo: ci sono quelle profonde (con visualizzazione del mattone compatto) e quelle superficiali (sola scrostatura dell’intonaco). Lascio a te la scelta su quale tipo di facciata abbia privilegiato il restyling di questi anni. Comunque, siamo nel campo delle opinioni: io mi tengo la mia. Resta il dato, questo assolutamente oggettivo, di una comunicazione societaria sbagliata sulle motivazioni di quelle scelte e l’imbonimento mediatico, che ha illuso non pochi tifosi, ingenerando derive e disillusioni pericolose. Al riguardo, ormai, c’è una florida letteratura e siti social “l’un contro l’altro armati”, che tu hai più volte rimarcato. Almeno questo credo si debba dirlo, senza essere tacciati di disfattismo.

  5. Giusto, Diavolo. Io aspetto che sia ufficiale per scrivere. Penso che abbiamo tutti qualche sfogo ed intemperanza di cui scusarci. E’ il tifo. Bellissima malattia che non guarisce.

  6. Milanforever

    Diciamo che mi ritrovo abbastanza in quello che ha scritto Fabio (Marchese). Senza scendere in nomi e cognomi gli ultimi anni della gestione sono stati imbarazzanti al di là delle motivazioni e dei risultati.
    Quello che stupiva chi ha amato e osannato il Milan di Berlusconi (e Galliani) era accorgersi che si stava tifando qualcosa che non solo non assomigliava al Milan che conoscevamo, ma paradossalmente ne era l’antitesi.
    L’unica cosa che posso rimproverare a Berlusconi è la mancanza di chiarezza in quello che stava succedendo. Arrivo a giustificarlo pensando che anche lui sperasse di non arrivare mai a quello che domani accadrà.
    Domani, anzi oggi, invece accadrà. E, tornando allo scambio di battute avuto ieri con Mario De Magistris (Borgofosco), accadrà in un giorno per me particolarmente funesto: il 13.

    Per tutto, ma proprio tutto il resto, non posso che ringraziare per sempre quello che è stato e probabilmente sarà il più grande presidente della storia rossonera.
    Le parole virgolettate che ha riportato Diavolo alla fine sono quelle che più volte ho riportato anch’io nei miei commenti. Un augurio, un gesto d’amore verso i nostri insuperabili e unici colori.
    GRAZIE PRESIDENTE!!!!
    FORZA MILAN!!!

  7. Non mi piacciono molto i giudizi finali in chiaroscuro, conditi di se e di ma. Perdono nitore, efficacia e valore, sia per chi ne e’ oggetto che per l’autore stesso. Senza riserva alcuna e senza fare le pulci va riconosciuto da tutto il mondo calcistico la grandezza ineguagliata di questo Presidente di Club calcistico.

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