Il giorno della vittoria della Supercoppa, un successo che ancora oggi, nonostante la fine delle vacanze, nonostante la sessione invernale degli esami e nonostante il freddo e la neve, riporta gioia, mette di buon umore e riscalda il cuore, qualcuno ha pensato bene, per l’ennesima volta, di citare il blog e un editoriale di poco precedente (qui) nel quale si parlava di Montella, in termini solo parzialmente critici. Ora, è da mettere subito in chiaro un punto: non è che dal 23 dicembre io abbia ininterrottamente pensato a questa stupida faccenda. Non è che quanto successo abbia tragicamente rovinato le mie feste. Per fortuna le ho trascorse serenamente, mangiando in maniera vergognosa, scambiando regali inutili, straparlando del più e del meno con i parenti della guerra civile siriana e degli amori finiti di Belen e giocando a carte con l’inevitabile vittoria del piatto da parte di mia zia Pina, quasi novantenne che quasi non ci sente e quasi non cammina però a carte resta imbattibile. In realtà fa parte del gioco, si prende in giro e si è presi in giro. Se ti esponi, in qualunque modo e in qualunque misura, succede. E succede perché capita di sbagliare in pensieri, parole, opere e omissioni. Fa parte del gioco, quindi, ma, a dire il vero, è un po’ un gioco al massacro, perché crea disinformazione (anche nel nostro piccolissimo orticello!), crea livori più o meno accentuati, crea il rischio di generare eccessivi precauzionismi (ndr. neologismo) e soprattutto crea la “voglia di vendetta”, nella ricerca della cazzata precedente, e poi di quella precedente, e poi di quella che risale alla notte dei tempi.

Nel caso di quell’editoriale, come si può chiaramente leggere, esprimevo un parere dissacrante e volutamente provocatorio (almeno nel titolo) sul nostro allenatore. Per diverse ragioni (anche quelle già spiegate, ma forse è il caso di ribadirle):

  • Anzitutto perché mi diverte. E capisco che non tutti amano le provocazioni, preferendo passare una serata davanti ai tormentoni rassicuranti di Colorado, andando al cinema a vedere l’ultimo cinepattone di Massimo Boldi o restando a casa a leggere l’ultima storia strappastorialacrime di Nicholas Sparkspiuttosto, chenesoio, di andare a rivedere che il Flying Circus dei Monty Python, di riguardare il Dottor Stranamore di Kubrick o di rileggere Andrea Pazienza.
  • Perché non ho paura di esprimere un parere o un idea, argomentandola e confrontandola con gli altri anche a costo di non adeguarmi al pensiero comune. Anche a costo di fare una figura barbina come quando dissi che Trump non avrebbe mai vinto perché negli Stati Uniti decidono le minoranze. Infatti. 

Cosa volete che aggiunga rispetto a quanto già detto? Montella è, a mio avviso, il miglior allenatore che il Milan ha avuto negli ultimi anni: migliore di Seedorf (?), migliore di Inzaghi (troppo inesperto), migliore di Mihajlovic e migliore di Brocchi (troppo Brocchi). Sta facendo un ottimo lavoro e di questo dobbiamo, come milanisti, essergliene grati. Ci ha riportati in alto, ci ha riportati al successo dopo anni di fallimenti, ci ha ridato il piacere di seguire questo vecchio e malandato Milan (può forse qualcuno negare che fosse diventata una sofferenza inenarrabile seguire le partite del Milan?). Ciò non toglie che, l’impressione generale, resta quella di un allenatore che si “accontenta”. E’ un aspetto totalmente negativo? Assolutamente no. Per esempio, neanche per andare troppo lontano, il Generale Sinisa (che a me ha sempre fatto tanta simpatia) sembra avere ambizioni superiori rispetto ai proprio mezzi, ma fino ad ora questo lo ha portato a collezionare più trofei in conferenza stampa che su un campo di calcio. Dall’altra parte c’è chi, come Conte, ha preso una Juventus da settimo posto e le ha permesso di iniziare un ciclo che, almeno in Italia, purtroppo, sembra non avere fine (Supercoppa a parte, che infatti si giocava a Doha) – per non parlare di quello che ha fatto con l’Italia durante l’Europeo e di quello che sta facendo adesso con il Chelsea.

Tutto questo non toglie nulla al supporto, alla stima e alla gratitudine che per adesso dobbiamo a Vincenzino.

Detto ciò, mi rimetto al giudizio di questa giuria popolare. Grazie.

18maggio1994

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?

One Comment

  1. Borgofosco

    Critiche a Vincenzino ne abbiamo fatte tutti e lui che è persona scaltra ed intelligente sicuramente le avrà accettate nella misura in cui accetta i complimenti. Io non ho mai avuto dubbi sulla bravura di Montella e questo da sempre(milanforever direbbe di stare calmo e non giudicare in modo euforico abbagliato dallo straordinario percorso sin qui fatto dai ragazzi rossoneri) Non saprei chi si è permesso di censurarti, l’aria che si respira su questo blog è quella del libero giudizio espresso in piena autonomia. Certamente se ti riferisci ad altri ascoltando commenti di prezzolati e leggendo recensioni anti-milaniste…si… allora può essere che se la prendano non soltanto con te ma con tutti quelli che scrivono sul blog. Questo perché qui siamo tutti autenticamente milanisti. Certamente si accettano confronti con chi esprime pareri non mutuati da giudizi più che superficiali esternati da incompetenti in trasmissioni sportive nazionali(quindi meridionaliste e romano-centriche) Oppure opinionisti e procuratori al soldo dei soliti di Torino che se vogliamo sono diventati ancor più arroganti di quanto non lo fossero nell’era ‘calciopoliana’. Qualcuno aborre totalmente il pensiero che Montella possa essere nel mirino della ‘giuve’ per il dopo Allegri. Dichiara che cambierà squadra se questo avverrà. Anche qui la differenza tra noi e loro è abissale. Noi abbiamo molto stimato ed apprezzato Sinisa Mihajlovic nonostante avesse fatto improvvide dichiarazioni sull’appartenenza nel proprio tifo. Così come avevamo perdonato Montella per le sparate fatte quando era al servizio di una famiglia di anti-berlusconiani viscerali. A noi interessa il Milan e siamo molto felici che a Doha abbia dimostrato non soltanto di potersela giocare con quelli la’ ma di poterli battere. Era la seconda volta che accadeva con Montella allenatore ed avevamo meritato sia con Mihajlovic che con Brocchi li avremmo potuto battere e che questo non avvenne a seguito di episodi sfortunati. Amico mio non ti curar di loro e ti prego di continuare a rimanere te stesso. Chi non ha difetti(essere un po’permalosi,come me, è un difetto). Ma scagli la prima pietra chi crede d’essere perfetto! Andiamo avanti e continuiamo a credere che il miracoloso Milan, di Vincenzo Montella, non sia un sogno ma una solida realtà (alla faccia di prezzolati, gufi e cassandre varie).

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