Credo di non dire nulla di nuovo quando ammetto che delle vicende societarie del Milan ho smesso di occuparmene e di interessarmene già da tempo. Non che prima me ne occupassi con attenzione ed entusiasmo, intendiamoci. Sembrerà strano a dirsi, ma per discutere e argomentare seriamente argomenti seri servono competenze (serie). Più precisamente servono competenze e informazioni attendibili. Io, a differenza di molti, non ho nessuna competenza in campo economico e, come quasi tutti, non ho informazioni attendibili. Ergo: è necessario che anche io dico la mia su una questione già di per sé complessa, resa ancora più complessa da un alone di mistero e di segretezza? Sembrerà strano a dirsi, ma in un Paese in cui siamo tutti un po’ costituzionalisti quando si parla di Costituzione, un po’ chef stellati quando si parla di Masterchef, un po’ ingegneri astrospaziali quando si parla di sonde inviate su Marte, un po’ allenatori, un po’ dirigenti (di calcio e di qualsiasi altra cosa) e un po’ economisti, ma la risposta a quest’ultima negativa è negativa. No, non è necessaria. Infatti, delle questioni relative alla cessione del Milan, da povero ignorante come Sancho Panza che ascolta i discorsi astratti di Don Chisciotte, io c’ho capito poco e niente. Quindi già da qualche mese a questa parte, l’argomento ha perso, almeno ai miei occhi, interesse. Le ragioni sono tante e sono tutte, a loro modo, semplici: poca (pochissima) chiarezza, continui (ed estenuanti) rinvii, voci non ufficiali, instabilità mentale del Presidente/attaccamento di B. al suo (e nostro) amato Milan. Più che un atteggiamento stoico, ho deciso di adottare un atteggiamento apatico: se si vende bene, se non si vende bene lo stesso, basta che non si finisca a fondo come stava accadendo negli ultimi anni (e come potrebbe sempre e purtroppo succedere).

Il Milan di Montella ha, sostanzialmente, questo merito (quasi terapeutico): riesce a far dimenticare tutti i problemi. Cinesi, closing, mercato autofinanziato, questione Bacca, crisi di Governo, spread, Galliani out, Fassone, inflazione galoppante, disoccupazione giovanile, occupazione inadeguata di De Sciglio della fascia destra, Brexit, Trump, nazionalismo dilagante, attacco povero numericamente, infortuni, squalifiche. Tutto passa in secondo piano, quando abiti al secondo di piano della classifica di serie A.

Resta il fatto che nell’immediato futuro potrebbe cambiare tutto. Già lunedì ci aspetta una partita complicata. La Roma non è il Crotone, disse prima di morire monsieur Jacques de La Palice. E se giochiamo come contro il Crotone è facile che perdiamo, è scritto sulla tomba dello stesso. Nonostante questo e nonostante io sia un razionalista scaramantico (e quindi non dovrei scrivere queste cose) comincio ad avere fiducia nella squadra e nel lavoro di Montella. Magari lunedì perderemo, ma almeno avremo perso con dignità, e volete sottovalutare la dignità dopo anni di settimi e decimi posti? Che cosa bella la dignità …

E allora va bene che il closing è stato rinviato per la trentasettesima volta. Dopo il quarentesimo rinvio (ma dovrebbe essere facile arrivarci) ci regalano un set di pentole in acciaio inox e una bici bellissima con cambio shimano.

Va bene che ancora in realtà non sappiamo chi vuole comprare questo povero Milan. Sappiamo però che sono cinesi, dato da non sottovalutare perché restringe il campo: dobbiamo cercare in quel miliardo e mezzo di cinesi che popolano il mondo. Facile no?

Va bene che l’ultima volta che Bacca ha segnato Renzi era saldamente al comando del PD e aveva preso il 40% alle europee. Oggi il colombiano va a Siviglia a guardare la partita, il fiorentino va al Quirinale per rassegnare le dimissioni e poi passa in Direzione dove, presumibilmente, voleranno gli stracci.

Va bene che senza Bonaventura siamo persi, che Locatelli sarà pure un predestinato ma non è un regista, che per colpa di Sosa è da domenica pomeriggio che a Milano piovono palloni dal cielo, che Niang ha evidentemente perso anche quell’ultimo neurone che girava in testa solitario dalla nascita.

Va bene il mercato autofinanziato di gennaio sul quale è meglio non fare battute.

va bene tutto. Io mi sento abbastanza Tranquillo.

Ps. A proposito di Tranquillo, sapete che è morto no? Brutta fine… Dobbiamo morire tutti, ma non in quel modo…

18maggio1994

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?

6 Comments

  1. Borgofosco

    Un bel pezzo amico mio arguto quanto ironico. Io ho una certezza…i cinesi sono dei furbacchioni scafatissimi e mai butterebbero alle ortiche 200 milioni di euro. Ergo…i cinesi esistono anche se non si sono ancora materializzati. Quindi del closing non me ne impippa un fico secco. Penso che siamo stati fortunati e sfortunati allo stesso modo. La sfortuna è tutta caduta sulle spalle del povero ‘Caravaggio’ che , come Enrico Toti, ha lanciato la stampella per difendere la maglia azzurra. Locatelli è un interno di centrocampo che doveva completare la sua maturazione giocando al fianco di Montolivo e non in alternativa all’ex Fiorentina. Il capolavoro di Vincenzino è stato quello di mettere Kucka vicino a Manuel, quasi a integrare i pregi dell’uno ai difetti dell’altro. Locatelli soffre tremendamente l’assenza di Kuko e lo si è visto più volte. Con Kucka in campo ero certo che il Milan, visto anche il rientro di Bonaventura, avrebbe vinto a Roma. Pasalic, Sosa e Mati Fernandez non sono alternative allo slovacco. Poli…ha tanta buona volontà ma neppure lui è in grado di svolgere il lavoro di Kuko a supporto di Manuel. Montolivo si ma invertendo la sua posizione in campo con Locatelli. Riccardo è infortunato ed è questo il vero problema. Se il Milan riuscirà ad acquistare un valido sostituto del Caravaggio già a gennaio…ne vedremo delle belle e mi esalterei al punto di non sentirmi di escludere nulla nella lotta ai vertici della classifica.

  2. E’ piaciuto anche a me il pezzo di 18. Il problema del closing non interessa nemmeno a me. Se resta Berlusconi meglio. I musi gialli non mi piacciono e non mi piacciono nemmeno le cravatte gialle. Ma cambiamo discorso. La cosa migliore che Montella possa fare e’ dare un modo di giocare alternativo alla squadra. Perfino il caprone oggi si diceva in dubbio se giocare con la difesa a tre oppure a quattro.
    Senza il centrocampo collaudato che sappiamo la squadra non puo’
    reggere le tre punte. Allora un 4/4/2 oppure un 3/5/2 alla Conti dovremmo poterlo applicare.Sostengo da tempo che De Sciglio giocherebbe meglio da centrale con Paletta e Romagnoli . Comunque a Roma inserirei Antonelli e Poli .

  3. Non c’è senso nel dire che del closing non me ne importa. Il Milan in questo momento per continuare, non dico ad esistere, ma ad essere il Milan, ha la primaria necessità di sapere cosa sarà e di chi sarà. La realtà, forse illusoria, del momento calcistico non ha senso senza conoscere il futuro della società. Le favole belle durano lo spazio di un momento (Leicester oggi è il simbolo) e i risvegli sono brutti e dolorosi.
    Ho cercato di riassumere qualche giorno fa un po’ della vicenda che ha in se certezze e no sense schizofreniche. Fininvest ha venduto, perché non può fare altro. Ma chi compra? Anzi, chi ha comprato? Autorizzazioni mancanti? Non regge. Non con questi tempi. Operazioni di questa portata economica sono programmate al giorno, quasi all’ora (sapendo poi come agiscono da quelle parti i discendenti del Gran Khan). Non sfruttare la finestra di mercato invernale con la possibilità quindi di puntare subito al rientro nell’Europa che conta è folle per chi vuole puntare al rilancio della squadra per rivalutare il proprio acquisto (non sono mica dei mecenati i cinesi).
    Non si formalizza per lentezze burocratiche? Almeno sapere chi acquista. Chi fa parte di questo fantomatico gruppo. Non pensate che i tifosi del Milan abbiano il diritto di avere almeno questa minima certezza?
    Tornando sui campi di calcio, io vivo questo secondo posto un po’ come un sogno. Non so mai bene in quale stato sono di dormiveglia. L’ho ripetuto ormai non so quante volte che, bene o male, Montella è riuscito a cucire una squadra vera, sicuramente non forte, ma una squadra vera. Il problema che si pone quando la stoffa e poca e pure sdrucita è che si possa rompere o strappare. Le toppo sono poche e non garantiscono il risultato. Poi il vestito non è sempre adeguato alle occasioni e fare figuracce è sempre possibile.
    Il buon 18maggio1994 scrive “E se giochiamo come contro il Crotone è facile che perdiamo”. Non è proprio così. Noi contro il Crotone abbiamo giocato come sempre, è il Crotone che non ha giocato come la Juve, il Napoli o come giocherà la Roma. La nostra dote è di adattarci e la nostra fortuna/sfortuna è che riusciamo a esprimerci meglio contro una forte e fare tanta fatica contro una più debole. Non so chi di voi ha giocato amatorialmente a tennis. Quando incontri avversi anche più forti di te riesci a giocare meglio sfruttando anche i loro colpi, mentre quando giochi contro i “pallettari”, non possedendo quei colpi che ti fanno fare la differenza, soffri terribilmente e spesso perdi anche.
    Lunedì è dura, sarebbe stata dura con Kucka e lo è senza. Ma il nostro problema è solo di continuare a essere quello che siamo. Altrimenti, non è dura, è peggio.

  4. A bassa voce, in modo da farmi sentire da meno persone possibili (sic!) mi svelo e ti confido un mio pensiero segreto. Sono tranquillo perche’ sono convinto che il Milan sia gia’ stato venduto da un bel pezzo. Quello che e’ in discussione sono soltanto le modalita’ di versamento del denaro. Se fossi nei panni di Berlusconi, ma anche dei cinesi, farei come un pazzo se questo grosso affare fosse ancora sospeso. Possono arrivare i soldi tutti insieme, poco a poco, scambi di quote azionarie, impegni reciproci finanziari di qualunque e legittima natura, ma una cosa e’ certa: le parti in causa non hanno alcun tentennamento o nervosismo perche’ hanno gia’ concluso. Ma figurati, con 200 milioncini gia’ versati ! A rischio di sberleffi e/o indagini da mezzo mondo ! Non puo’ essere.
    Per la squadra fra l’altro, potrebbe essere controproducente un arrivo destabilizzante di nuovi dirigenti e di nuovi giocatori probabili pupilli ed aspiranti titolari. Stiamo attenti a non rovinare il giocattolo ! Confermo : a me va bene cosi’ piu un solo grandissimo a centrocampo se lo si trova. Forse Fabregas sarebbe buono.

    1. Vittorio, nemmeno io non ho nessun dubbio che in qualunque maniera il Milan sia stato venduto. Non mi interessa neppure in che maniera. Ma a chi??? Perchè tutto questo segreto? Mancano le autorizzazioni (la cosa sta diventando poco credibile) o mancano ancora gli acquirenti e quindi i soldi? Pensi che la cosa non dovrebbe interessarci? Ci interessa eccome. Una squadra di calcio è qualcosa di anomalo. E’ composta da una società con tutto quello che è il suo patrimonio, ma parte importante del suo patrimonio vi sono i propri tifosi, noi. E’ un po’ come dire che siamo stati venduti, ma non sappiamo a chi. Capisci che la cosa inquieta.
      Il giocattolo si può rompere molto facilmente, è fragilissimo, e proprio per questo avrebbe bisogno di qualche rinforzino. Così come siamo messi, senza soldi per il mercato, difficile fare miracoli (anche per quel genio in cravatta gialla). Vendi Adriano? Bacca? Oltre al rinforzino a centrocampo servirà anche per l’attacco. Si parla di Gomez. Non sarebbe una cattiva idea.

      1. E dopo che lo sappiamo? Per noi saranno nomi incomprensibili di gente cinese piena di soldi. Chiunque sia non lo distingueremo da un altro e non ne sapremo mai abbastanza da amarli od odiarli. potrebbe capitare perfino di confondere i nostri musi gialli con quelli dei cuginetti. Non mi importa chi siano perche’ non lo sapro’ mai veramente. Giudichero’ dopo quello che fanno, Di sicuro io avrei preferito che restasse Berlusconi e vaffanculo a tutti i fanatici e ipocriti che ce lo hanno tolto.

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