Alla fine è arrivato un pareggio. Duro, sofferto e forse anche meritato perché in campo abbiamo dimostrato di poter soffrire avversari così aggressivi. Il derby di Milano, tornato a risplendere di luce propria dopo un po’ di anni di grande nebbia, ci ha regalato nel complesso una serata di grande calcio. Due squadre combattive, che non hanno mollato, e un risultato che si può dire in con dei conti giusto per quanto mostrato nei 90 minuti. 

L’Inter è stata più combattiva, e me lo aspettavo: il cambio di allenatore porta sempre quella carica di adrenalina che inevitabilmente si riversa sul terreno di gioco, e così è stato anche in questa occasione. Il Milan, dal canto suo, ha sofferto l’assenza di Romagnoli in fase di impostazione, dato che Gomez si è fatto apprezzare sicuramente per le sue qualità difensive ma un po’ meno per quelle di “primo regista”. Non abbiamo giocato come volevamo, probabilmente, ma nonostante ciò abbiamo confermato la nostra capacità di essere letali quando ne abbiamo la possibilità. I goal di Suso hanno acceso una luce nuova lì davanti, nella serata in cui Niang era in affanno e Bacca era troppo impegnato a fare il lavoro sporco (finalmente!); vero, un finale così fa crescere il rammarico, perché con un po’ di attenzione in più quella vittoria l’avremmo portata a casa, ma in fondo dei conti, con tutto il contorno di avvicendamenti e stanchezza da nazionale, va bene così. 

Non abbiamo visto un bel Milan, ma nonostante le difficoltà non ci siamo disuniti, non ci siamo scollati terribilmente come avremmo fatto pochi mesi fa, prestando il fianco a tutte le offensive avversarie. Siamo una squadra diversa, che sa quando chiudersi e soffrire, e quando ciò è necessario, lo sa fare bene. Poi c’è lo spirito, di tutti quanti, titolari e no, che hanno lottato e sofferto per una vittoria vista svanire all’ultimo; le lacrime di Lapadula, l’insofferenza di Suso e la rabbia di molti altri testimoniano che finalmente in questa squadra è tornato il senso di appartenenza e di responsabilità, per una maglia che pesa e che merita sempre rispetto. 

Non sarà quindi un pareggio a farmi rammaricare, e nemmeno gli ultimi 15 minuti passati a difendere l’area con barricate e autobus: in qual momento potevamo e dovevamo fare quello, vista l’offensiva dell’inter e vista la nostra grande incapacità a tener su la palla. Sono convinto, senza riscontri, che su azione l’Inter non avrebbe mai segnato, ma è stata un po’ la fortuna stavolta a voltarci le spalle. Meglio ora, che dopo. Guardiamo la classifica, guardiamo quello che abbiamo fatto fino ad ora e quello che ancora possiamo fare, visti gli ampi margini di miglioramento che abbiamo; avere il peggior attacco e la peggior difesa tra le prime ma nonostante tutto essere lì vuol dire tanto, a livello di gruppo e di volontà. Siamo una squadra giovane, e crescendo non possiamo che migliorare statistiche, gioco e risultati. In più abbiamo un sole orientale che sta per sorgere, e tutti quanti speriamo possa illuminare un grande futuro a tinte rossonere. 

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.