Firenze poteva essere la gara giusta per salire alla ribalta, per sbattere in prima pagina titoloni da Champions, per far dire a tutti che il Milan lotta insieme alle altre. Non è accaduto, ci siamo fermati al pareggio, ed è meglio così. Lo penso seriamente, perché avere i riflettori addosso in questo momento di risalita e ricostruzione può solo far male, mentre lavorando sotto traccia si può fare molto meglio.

Il Milan chiude la terza gara consecutiva senza subire goal, cosa che non accadeva dal 2013, ed è questo ciò che fa ben sperare più di tutto il resto. Non abbiamo la difesa migliore della serie A e non abbiamo nemmeno un tecnico così attento a quella fase in passato: eppure il buon Vincenzo ha capito che per costruire qualcosa di bello bisogna prima dare certezze, e quelle più grandi possono venire da una difesa che non prende goal. Nonostante un De Sciglio totalmente in difficoltà e un Calabria rivedibile, anche ieri gli attacchi viola si sono infanti contro il nostro muro, grazie alla coppia centrale, che sembra ben assortita, grazie al mago Gigio in porta e grazie ad un centrocampo che, nonostante tutto, si muove bene. Montolivo sugli scudi, Kucka battagliero e Bonaventura molto coinvolto in fase di impostazione: la risalita passa da lì, da un reparto per il quale il mister aveva chiesto qualche elemento importante, ma alla fine ha dovuto ricostruire con quello che aveva in casa. Tutto sommato non sta andando così male, considerando anche l’inserimento quasi costante di Locatelli e la possibilità di affidarsi a Sosa se ci fosse la necessità. Non il massimo, non un reparto fenomenale, ma che per ora sta reggendo.

E pensare che per vincere la gara di ieri è mancato davvero poco. È vero, loro sbagliano un rigore che poteva cambiare la gara, ma anche i nostri nel secondo tempo si sono ritrovati diverse volte davanti alla porta, con occasioni che si potevano sfruttare meglio. 2 occasioni per Bacca, 2 per Niang e una mezza per Bonaventura: si poteva provare a vincerla. E non dimentichiamoci dell’occasione finale, quella al 94′, quando Adriano è stato steso al limite dell’area: rigore o punizione, non fischiare quel fallo è qualcosa di assurdo. Non si capisce come l’assistente non sia stato in grado di vedere un intervento così nettamente falloso, ed aiutare l’arbitro. Dove vogliamo andare se questi episodi ancora cambiano il corso delle gare? Non si tratta di centimetri come nel caso dei fuorigioco, qui si parla di errori grossolani, per non giudicarli diversamente. Ieri questo episodio ci è costato probabilmente 2 punti, e in futuro chissà.

Al momento, come detto, va bene così, perché una eccessiva eccitazione può solo  destabilizzare un ambiente che resta in equilibrio precario. Procediamo un passo alla volta, con calma, senza guardare la classifica

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.