La sessione estiva del mercato che si è appena concluso (un mercato che ci ha lasciati come il povero Oliver Twist, costretto a chiedere inutilmente un altro po’ di minestra) dovrebbe essere stata l’ultima per Adriano Galliani. Gradualmente il Milan si sposta verso Oriente (le notizie di ieri sono più che confortanti, in tal senso). Il Milan cambia volto, anzi, cambia i suoi volti che (spoiler alert: quella che segue è una battuta scontata e banale) sono sempre più gialli e sempre più con gli occhi a mandorla. Da parte mia posso dire, ermeticamente, che resta un po’ di melanconia per qualcosa che non ci sarà più e molta attesa (ma anche speranza e preoccupazione) per tutto quello che verrà.

Galliani fa parte della storia del Milan per il semplice fatto che Galliani ha fatto la storia del Milan. E’ così, anche se non vi pare (e anche se non vi piace). Lascia un Milan diverso da quello che, da protagonista, ha reso grande, immenso ed immortale.

Ma questa è, come detto qualche riga più su, Storia. E la Storia la si può leggere agevolmente nei libri o ammirare piacevolmente nei reperti video. Quel che è più interessante è, oggi, ragionare attorno alla spasmodica volontà di additare Galliani come unico responsabile del declino subito dal Milan in questi ultimi maledetti anni.

Dal 2009 ad oggi, è innegabile, la figura di Galliani si è fatta sempre più controversa, fino a diventare, come si diceva, l’incarnazione del male (del Milan) l’origine di tutti i mali (del Milan), il vero ramo vecchio da estirpare per far rinascere il nuovo Milan.

Sulla questione mi sono più volte espresso, alimentando probabilmente la brutta fama di un blog che, polemiche arbitrali a parte (che personalmente non condivido, anche quando giustificate), ha la sola colpa di esprimere opinioni e lanciare argomenti di discussione fregandosene allegramente del facile consenso.

Nessuno qui (credo, spero) ritiene che le ultime sessioni di mercato condotte dal nostro caro Nosferatu col cappello rossonero e la cravatta gialla siano state impeccabili. Quel che penso, tuttavia, è che sia stato portato all’eccesso ciò che Galliani effettivamente ha svolto nel Milan in questi ultimi trent’anni di Storia: il ruolo del parafulmine umano.

Avete presente la scena finale del secondo tragico Fantozzi? Ecco.

Ancora desso, nonostante tutto, mi viene difficile pensare a Galliani come la mente, il braccio e il corpo che negli ultimi anni ha deciso e manovrato tutto all’interno della società rossonera, silenziando tutto e tutti, ponendosi al di sopra di tutto e tutti, prevaricando persino il Presidente che sarebbe diventato – nelle ricostruzioni più o meno logiche dei molti – un succube del geometra.

Sono stati fatti acquisti sbagliati? Sì. Il punto è: pensate veramente che Galliani abbia scelto di persona tutti i giocatori passati dal Milan, ignorando il volere degli allenatori e del Presidente?

Sono state concluse operazione sbagliate? Sì. Il punto è: pensate veramente che nessuno in società abbia consigliato e/o avallato anche solo alcune delle operazioni poste giustamente sotto accusa?

Sono stati perpetrati trattamenti di favore nei confronti di procuratori? Sì. Il punto è: esiste in Italia, nel pianeta terra, nel sistema solare, nell’Universo, una società che non faccia più o meno lo stesso?

Sono stati ceduti giocatori che avrebbero potuto dare ancora tanto al Milan e sono stati persi obiettivi di mercato importanti? Sì. Il Manchester United ha dato via Pogba per nulla e lo ha ripreso pagandolo  110 milioni. Il Real Madrid ha dato via Di Maria e acquistato per 80 milioni un giocatore che, oggi, fa la panchina. Devo continuare?

Sul merito di queste e di tante altre questioni, nessuno sa e vuole rispondere. Sono tutti troppo occupati e preoccupati a gridare Galliani maiale, Galliani Giannino, Galliani vattene, Galliani gobbo, Galliani come Eichmann (Dio mio, sapessero almeno chi è Eichmann!). Nessuno, quindi, sia ben inteso, nega gli errori, le mancanze, le strategie fallaci degli ultimi anni. Quel che critico è la logica, se mai ci sia una logica in questo reflusso gastrico di insulti e di stramazzi, di chi crede veramente che Galliani abbia fatto in questi anni soltanto ciò che voleva. E di chi crede che lo abbia fatto senza che nessuno potesse fermarlo o rimandarlo a Monza ad aggiustare antenne a calci nel culo. Solo questo. Non è difficile da capire, no?

Il punto non è difendere – più o meno strenuamente – Galliani. Non è questo che voglio e ho intenzione di fare. Il punto è, ed è sempre stato, quello di dire: credete veramente che le colpe del nostro sfacelo siano imputabili ad una sola persona, ad una sola figura all’interno del Milan? E se anche così fosse, non dovremmo considerare ancor più responsabile quanti hanno permesso a questa figura di fare esattamente ciò che voleva all’interno del Milan? 

Rispondere a questa domande significherebbe “discutere, ragionare, dialogare”. Più facile insultare. Più facile denigrare. Se in questi anni mi fosse arrivato un solo invito allo stadio da parte del sig. Adriano Galliani avrei fatto molto ma molto di più per “difenderlo”.

Galliani si è addossato, godendo di un lauto stipendio, molte colpe e tantissime responsabilità. Alcune di certo sue, altre un po’ meno.

Finisce un’era, una stagione più o meno felice, e forse è meglio così. Perché di questo clima, così esasperato nei toni, non se ne poteva più.

Il parafulmine umano è caduto. Adesso rimarranno i molti con le loro illogicità, e il loro amore un po’ così per questa squadra (al momento, un po’ così). Resta la curiosità di vedere chi sarà contestato alla prima sconfitta, con chi se la prenderanno al primo acquisto sbagliato, al primo rinnovo ingiustificato, ecc ecc.

Il Milan è stato il Milan prima di Galliani e continuerà ad esserlo anche dopo. L’amore incondizionato nei confronti di questi colori, almeno da parte di alcuni, resta, a prescindere da chi ricopre la carica di amministratore delegato o quella di vice sotto magazziniere.

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?

9 Comments

  1. Ora che gufi e malpensanti hanno capito che l’era Berlusconi si è chiusa molti dei contestatori guardano in casa Milan e si rendono conto che la stanza dei bottoni è rimasta vuota. Non invidio Fassone e l’arduo compito che avrà nel cercare persone degne di stare nella stanza dei bottoni di Casa Milan. Chi conosce Silvio Berlusconi sapeva che il proprietario del Milan mai avrebbe lasciato ad altri decisioni importanti. Per Silvio il Milan era una questione di cuore e forse più ancora delle donne che hanno accompagnato il cammino della sua vita. Il Milan era una sorta di figlio privilegiato che stava addirittura davanti ai figli avuti nei due matrimoni. Silvio non è stato tradito da Galliani(per me Galliani è quel che era Evangelisti per Andreotti) ma dai propri figli che non hanno dimostrato ne capacità imprenditoriale (calcistica) e neppure uno sfrenato affetto per il Milan e la ‘milanistità’ che il padre Luigi aveva tramandato ai figli Silvio e Paolo. Cambiano le generazioni ed il calcio non poteva essere il business nella misura in cui Barbara credeva di poterlo incanalare. Con il Milan Barbara mi ha dato l’impressione di essere entrata un po’ come un elefante entra in una stanza di cristalli. Ora i cinesi sono dei fini osservatori per quel che riguardano gli aspetti economici e commerciali. Difficilmente hanno sbagliato in quel che intendevano potesse e possa diventare un business che gli moltiplicherà i capitali investiti. Dopo estenuanti tira e molla hanno capito che più di tanto il prezzo del Milan non poteva scendere. Alla fine hanno accettato di acquistare la società rossonera pagando poco meno del prezzo di quanto il Milan valesse realmente. Per me era giusta la stima concordata con Mr. Bee Taechaubol. Gli attuali proprietari hanno pagato un prezzo inferiore e questo è già stato il loro primo guadagno. Silvio&Adriano si sono scansati? Non credo che usciranno dalla società sbattendo la porta. Oramai il Milan era entrato nel sangue anche all’ex ‘giuventino’ Galliani(di Silvio Berlusconi ho detto sopra). Inizia una nuova era che sarà foriera di successi comparabili all’era Silvio Berlusconi? Io spero di si e ribadisco, come dico sin dall’inizio di questo torneo, che sono molto soddisfatto di come stanno andando le cose nel cambiamento epocale che sta avvendo al Milan. Partiamo da Montella e da una squadra fatta da uomini e non di figurine da album calciatori. Ora spero che Fassone sappia scegliere i collaboratori migliori e soprattutto che scelga gente che conosce a fondo il ‘Palazzo calcio italiano’. Sono certo che, se lui vorrà, non gli mancheranno i consigli ed i suggerimenti di Silvio&Adriano. Ora spero soltanto che il ‘Palazzo arbitrale’ smetta di mandare gente come Valeri ad arbitrare partite del Milan(questa mia ultima nota è in risposta a quanto tu affermi sulle presunte non interferenze, per me ci sono eccome interferenze, degli arbitri, nelle sorti di una gara di calcio del Milan).

  2. che non sia tutta colpa sua non ci piove.
    Più colpevole di lui è senz’altro l’azionista di riferimento che l’ha lasciato al suo posto nonostante negli ultimi anni (tre se vogliamo essere buoni, molti di più se vogliamo essere realisti) avesse ampiamente dimostrato di aver fatto il suo tempo.
    Ora, di questi tempi ad una società di calcio puoi chiedere due cose: i risultati sportivi o l’equilibrio economico. Se sei bravo (in parte, il Napoli di Simpatia De Laurentiis, monte ingaggi inferiore al Milan ma squadra di tutt’altra levatura) riesci più o meno a raggiungere entrambi o a provarci, altrimenti opti per l’uno o per l’altro (Pozzo ad esempio).
    Fare buchi sostanziosi per tre anni di fila accompagnandoli a prestazioni sportive imbarazzanti ha un solo nome: fallimento.
    E – in genere – quando un capo azienda, non importa se il business è il calcio o altro, fallisce, dovrebbe prenderne atto.
    Ora, andare a misurare col bilancino se è più colpa di Berlusconi, Galliani, Barbara o delle cavallette è esercizio di lana caprina, non porta da nessuna parte e serve solo a generare risse virtuali. Certamente è insito nella carica (e nel compenso) di AD (e non solo del Milan), il concetto di responsabilità. Sostenere che un tizio che si porta a casa qualche milione di euro malcontati l’anno sia un “parafulmine” e che “non sia tutta colpa sua” mi pare francamente una battuta.
    Diciamo che noi tutti abbiamo un ciclo e che quello di questa proprietà e di questa dirigenza è durato qualche anno di troppo, purtroppo non hanno voluto rendersene conto e questo ha macchiato una storia che resta – e questo è altrettanto oggettivo – irripetibile.

    1. Il Napoli intanto non è il Milan, per cui i giocatori chiedono “meno”, oltre al fatto che ha ripulito i conti con la retrocessione così come la Juve – non un caso.

      C’è da dire che a differenza delle altre società Galliani non è stato del tutto libero di agire. Bale-Jankulovski, Tevez, Nainggolan, Pogba… tutte trattative che erano già chiuse e saltate per mancato ok. Ad oggi è poi soprattutto una bella scusa per una squadra che in campo rende al 30%

  3. 18 ricorre inutilmente a para-argomenti per tentare la critica alle verita’inconfutabili su Galliani note a tutti e da lui stesso postulate . Furbizia e sterili sofismi suggeriti dal subconscio per soddisfare il suo viscerale odio verso Berlusconi ed il bisogno di trovargli almeno qualche colpa.
    E’ tutto inutile, amichetti di Santoro e Travaglio. Lui resta per sempre il simbolo e l’autore del miracolo calcistico che ha fatto delirare di gioia noi Milanisti e provocare l’ulcera gastrica a voi che cercate inutili peli nell’uovo.

    1. Carissimo Vittorio ma non si stanca mai di buttarla sempre in caciara, svilendo in questo modo le sue argomentazioni ma soprattutto quelle delle altre?
      Guardi che così non offende la mia intelligenza, ma anche e soprattutto la sua.
      Ci provo per l’ultima volta, poi prometto di rinunciarci, perché mio caro Vittorio lei sembra proprio una di quelle cause perse che anche Don Lorenzo Milani si arrenderebbe.
      Nessuno disconosce i meriti infiniti di Berlusconi. Ha realizzato un capolavoro sportivo senza precedenti e tutti resteremo per sempre grati per quanto fatto (oltre che innamorati perdutamente di quel Milan).
      Berlusconi è stato l’artefice, coadiuvato da interpreti che, a loro tempo, sono stati eccezionali: Galliani, Braida, Sacchi, Capello, ecc.
      Il punto è: NELLE ULTIME QUATTRO STAGIONI GALLIANI, PER UTILIZZARE UN EUFEMISMO, NON E’ STATO IMPECCABILE. MA ALLORA, PERCHE’ NON E’ STATO MANDATO VIA DA CHI HA POTERE E FACOLTA’ DI FARLO?
      Galliani, all’interno del Milan, non è il padrone. Punto.

      Ps. Se ci riesce, caro Vittorio, se ci riesce, provi a rispondere
      A. SENZA INSULTI
      B. SENZA INSULTI
      C. SENZA INSULTI
      D. PROVI A RISPONDERE NEL MERITO, SENZA CITARMI FANTOMATICI TFR MILIONARI E SENZA PARLARMI DI “OCCULTAMENTO O PLAGIO PSICOLOGICO”, GRAZIE.

      AH. E non dimentichi di rispondere senza insulti, grazie.

      1. OK.
        Galliani ha reso il Milan grande, immenso ed immortale.
        OK.
        Berlusconi e’ responsabile di tutte le minchiate fatte dal Milan negli ultimi anni.
        Io non insulto nesssuno. Tantomeno i ragazzi come te. Ti inalberi perche’ sotto sotto sai di avere ” il carbone bagnato “.

  4. Non e’ facile allontanare un dirigente( e nemmeno la tata di casa) dopo 25 anni di amicizia ed affetto. Poi non e’ facile allontanare un AD
    al quale hai delegato tutti i poteri perche’ sei stanco ed in un brutto momento della tua vita. Non e’ facile se tutto il personale, “fornitori”
    “clienti”, consulenti, istituzioni, collaboratori, fiancheggiatori, insomma tutti, sono stati scelti e quindi riconoscenti al Capo che vedono.
    Mi sembra invece doveroso per un AD che ha avuto quello che ha avuto Adriano Galliani fare un passo indietro se non sa o non puo’
    o NON VUOLE restare all’altezza del suo compito.
    Ora, io non discuto chi difende Galliani perche gli e’ affezionato. Ho capito ed in fondo approvo.Discuto invece chi lo difende strumentalmente e lo usa come il fulcro di una leva o il laccio di una fionda.
    Ma sopratutto discuto e sono profondamente deluso dallo stesso Galliani che ha portato con la sua ostinazione milioni di tifosi, anche suoi a pensare che NON VUOLE.
    Ma tutto questo ormai non conta nulla. Siamo noi, sono io, a pensare al passato come fosse un presente che esorcizzo.

  5. La più grande colpa di Galliani?
    Da presidente di Lega ha lasciato che Moggi ci derubasse perchè si girava dall’altra parte e faceva finta di non vedere. Le cose sono due o non vedeva ed allora era un incapace o faceva finta di non vedere ed allora era complice a danno del Milan.
    Quella squadra in 8 anni ha vinto un solo scudetto.
    Noi parlavamo con i segnalinee, Moggi e l’inter con gli arbitri.

  6. Finalmente un discorso compiuto a cui rispondere serenamente. A mio avviso, la figura di Galliani è stata eccessivamente caricata di significato. E’ vero, come dice lei, che molto all’interno del Milan sia stato sicuramente riconducibile proprio a Galliani (che infatti è diventato una sorta di “capo visibile”), ed è vero che sicuramente non è facile mandare via una figura del genere. Ma semplicemente non credo che tutto sia dipeso da lui e non credo (come fanno passare molti) che tutte le scelte e le operazioni di Galliani degli ultimi tempi siano state sbagliate. E’ il complesso di squadra e società che non va bene e tutto degenera nello stesso calderone (al tempo stesso, tanto per dirne una, alla Juve va tutto bene – per adesso – e quindi sia squadra che società non ne sbagliano una). Non sottovalutiamo poi una questione: sostanzialmente il compito di Galliani è quello di intavolare trattative e portare giocatori. La prima parte del compito il nostro l’ha sempre svolta bene, per il resto possiamo dare a lui la colpa del mancato arrivo di certi giocatori? Non dimentichiamo mai Nainggolan, Tevez, tanto per citare due nomi. E non dimentichiamo mai che, quando i soldi giravano, sono arrivati giocatori come Ibrahimovic e Robinho, o Van Bommel a gennaio. Detto questo, come ha giustamente detto, io resto affezionato alla figura di Galliani (anche per me rappresenta una sorta di “capo visibile”), però, come ho sempre detto, se deve esserci un ricambio (ben gestito e programmato) allora è giusto che vada via. Tifo Milan, non Galliani.

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