Mi capita spesso – mio malgrado – di vedere trasmissioni di calciomercato per prendere sonno prima di andare a dormire. Mi capita spesso anche di vedere immediatamente come tali trasmissioni non si limitino più a dare notizie ma siano veri e propri riti preparatori in grado di influenzare i tifosi in un senso o nell’altro. Alla Juve interessa Gabigol? Via i video delle prodezze con esperti che dicono che è un grande attaccante. Interessa al Milan? E’ scarso, sopravvalutato e poi è Doyen (sì, la mafia Doyen, ve la ricordate?). Benatia? Un grande acquisto – mai menzionato il fatto che nel Bayern è riserva e i bavaresi se ne vogliono liberare per il numero di infortuni muscolari – mica come Musacchio dipinto immediatamente come “di cristallo”. Il caso più eclatante resta quello di Lapadula dove qualcuno è arrivato a dire che lo preferiva a Bacca fino a che era in orbita Juve salvo ricominciare a dipingerlo come “il capocannoniere della Serie B” un minuto dopo. La Juve deve cedere Zaza? Via agli articoli “zazaaltrochebalotelli” “il più forte attaccante italiano” “il futuro della nazionale”. Facciamoli sparire, subito. C’è un bell’articolo di Ziliani sul fatto di lunedì che spiega molto bene questa situazione – non credo che siano pagati, credo semplicemente che l’informazione anziché dare informare cerchi di arruffianarsi il lettore per guadagnare il suo ascolto, la sua copia, o il suo click. E facendosi poi forti di una maggioranza fedele ed indottrinata che da capipopolo di una setta hanno contribuito a creare.

Premessa: i tifosi del Milan durante il calciomercato sono insopportabili. Non gli va mai bene niente – vorrebbero i giocatori buoni ma pagandoli poco e vorrebbero che prendessero poco di ingaggio, reputano vecchi 31enni, vogliono vincere i duelli di mercato (ma senza strapagare) e vorrebbero riempire la squadra di giovani come se fossimo una Udinese qualunque. Nel rinfacciare a Galliani di non aver preso Kondogbia c’è tutta la malafede dei milanisti di questo particolare periodo storico. Il mercato, al Milan, è condiviso con presidenza ed allenatore dai tempi del post Ibra-Thiago: non c’è un giocatore che arrivi a Milanello senza il consenso dell’allenatore, anzi – lo scorso anno gli stessi acquisti di Balotelli e Bertolacci sono stati voluti ed avallati dall’immarcescibile Sinisa Mihajlovic. Ma tanto la colpa di quelli che non piacciono è sempre di uno solo, il merito di quelli che piacciono non esiste. Vinciamo noi, perdono loro – come sempre.

In tutto questo la situazione cessione ha aggravato i nervi già tesi dei milanisti (vabbé, siamo generosi a definirli così). A differenza dello scorso anno Berlusconi non mette un euro sul mercato fino alla firma – e si è capito. Questo probabilmente rende la firma più probabile visto che dopo esservi rimasto scottato l’anno scorso ha deciso di non investire in una società che a breve non sarà più sua. Lasciando stare chi sclera come una 15enne in calore sul perché non facciamo mercato subito e sulla stagione buttata (noi ci siamo già messi il cuore in pace, la storia conta più di una stagione).

In ogni caso è meglio non farsi troppe illusioni e lasciare rispondere il campo. In questo senso è fondamentale la figura dell’allenatore in questo particolare momento storico, ancora più di quella dei giocatori. Si entra in Champions (e quindi si prendono soldi) tramite il gioco ancora prima che i giocatori. La prima Juve di Conte era una squadra da 4-5 posto che non aveva giocatori da 20-30 milioni e che ha preso giocatori che secondo i canoni dei nostri tifosi attuali sarebbero stti presi a male parole. E’ stata supportata dall’entusiasmo e da un ambiente mediatico compiacente che non ha messo i tifosi contro la squadra (anche per via degli intrallazzi di qualche dirigente con la criminalità organizzata, come abbiamo appreso di recente).

Da noi è tutto il contrario. C’è chi per interesse personale e non destabilizza 12 mesi su 12. Le contestazioni della curva Sud il cui unico interesse non è il bene del Milan ma far fuori Galliani che a differenza dei dirigenti sopracitati ha rotto da anni ogni rapporto con la criminalità in curva e per questo viene contestato facendo passare la contestazione su altri argomenti. Il comunicato in cui si chiede a Berlusconi di tenere il Milan per paura che i cinesi possano tenere il nostro attuale AD come consulente esprime appieno cosa sono diventati. Speriamo che chi verrà ne prenda le distanze mettendo fuori certa gente da San Siro. Il nostro invito, anche per questa stagione, è di non schierarvi con loro, di prendere le distanze da chi costruisce la propria immagine a danno della propria squadra. Il Milan può e deve tornare a vincere sul campo prima che sul mercato – non servono Xavi ed Iniesta per dare un gioco alla squadra come ha dimostrato anche Brocchi nella finale della coppa Italia: basta un gruppo che sia compatto, dia tutto e nessuno remi contro.

In questo senso Montella di cui mi fido veramente poco e che assume il ruolo che fu di Ranieri al Chelsea di Abramovich sarà giudicato per quello che riuscirà a fare con questi giocatori. Per poter puntare a qualsiasi cosa la rosa deve rendere al massimo delle potenzialità, cosa non successa se non raramente nelle ultim stagioni con giocatori che appena lasciano il Milan giocano meglio e rendono meglio. Il primo acquisto di Montella dovrà essere Andrea Bertolacci, il secondo Luiz Adriano, il terzo Mbaye Niang. Tre dei tanti giocatori che hanno reso al 20% delle possibilità nelle precedenti gestioni. In entrata ed in uscita valga la regola che ci ha portato a prendere Lapadula: priorità a chi vuole ed onora questa maglia – per chi vuole andarsene quella è la porta, se si tergiversa allora nessuno è indispensabile, nemmeno Ronaldo o Messi. Identità di squadra, prima di tutto.

P.s. sarei molto deluso dall’uomo Higuain se dopo aver arringato più volte la curva del San Paolo finisse a Torino. Nel mondo del calcio, purtroppo, gli uomini veri sono veramente pochi.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.