Non vogliamo essere piccati o assumere le sembianze di un disco rotto. O di una spuntata difesa d’ufficio. Ma al netto della modesta prestazione dell’Italia a Monaco, la prestazione di Riccardo Montolivo non è stata vista o valutata per quel che è stata. Molti avevano già deciso di giudicarla negativamente, la partita di Riccardo, ancor prima di scendere in campo. I social se ne sono appropriati per partito preso, per cattiveria allo stato brado. Ha giocato palla in avanti Riccardo a Monaco, pensate cosa riusciamo a scrivere. Presente nei flussi di gioco, attivo nei tentativi di chiusura, fluido e lineare per quel che si poteva in quel contesto. Non a caso Conte lo ha tenuto in campo 90 minuti e a fine gara ha parlato lui a bordo campo. Non stiamo parlando della prestazione della vita, ma il prevenuto accanimento anti-Riccardo ha dimostrato una volta di più quanto il nostro sia parafulmine. Prima di Buffon, di Bonucci, di Darmian, di Acerbi, di Motta, di Florenzi, di Bernardeschi, di Insigne e di Zaza sono andati a prendere e colpevolizzare lui. Sbagliato, ingiusto, a orologeria. (Mauro Suma)

Non sopporto le critiche a prescindere per il solo fatto di giocare nel Milan (Jack Bonaventura)

Non avrei saputo esprimere meglio il concetto per cui apro l’articolo con le parole di Suma e Bonaventura. Quello a cui abbiamo assistito all’ultima settimana è stato il solito show mediocre della malafede che purtroppo si annida nel nostro tifo seminata abilmente dai media. Da dove partiamo? Partiamo dalla gara di mercoledì. Una gara giocata male da TUTTA la nazionale Italiana. Non tornerò a livello tattico, perché di quello ne abbiamo già parlato. Mi permetto di far notare come gli errori più gravi nella gara di mercoledì siano stati fatti principalmente da altri giocatori – ma tanto, come sempre, paga pantalone. Montolivo è il perfetto capro espiatorio: è del Milan, è un ragazzo poco mediatico ed ha fatto un torto a chi possiede uno dei principali giornali sportivi italiani – c’è chi non ne vede la differenza con Manganelli, opinioni lecite da chi ha perso la rotta e per due click in più mangerebbe Nutella dicendo che è merda.

Anche al mondiale 2014 in fondo, era tutta colpa di Balotelli. Era lui ad aver sbagliato l’unico pallone che gli è arrivato verso la porta contro la Costa Rica (mentre, se lo fa Bacca, è colpa del centrocampo che gliene serve pochi). Fa niente se poi il gruppo, senza Mario Balotelli, finalmente depurato dalla causa maxima del fallimento, delle partecipanti ad Euro 2016 ha battuto solo l’Albania e per 1-0.

Purtroppo oggi la visione dei giocatori dipende molto da come sono raccontati mediaticamente. E il racconto mediatico dipende dalla maglia che indossano. Avete mai sentito qualcuno rinfacciare il mancato acquisto di Bonaventura all’Inter? Avete mai sentito qualcuno esaltarne le doti? Eppure Bonaventura non ha niente in meno – per dire – di Marchisio: giocatore normalissimo titolare della serie B e dei due settimi posti della Juventus che ha avuto la fortuna di trovarsi in una squadra all’altezza. Mentre per gli altri vengono spacciati per fenomeni i primi Shaqiri a caso, poi venduti, o gli Zazaaltrochebalotelli – giocatore titolare che ad oggi non ha niente – ma proprio niente – in più di Pellé o Destro.

Il tutto passando per Ruganimaiammonito che ha la fortuna di far panchina nella squadra giusta e vedersi regalare quei voti che al decisamente migliore Alessio Romagnoli, per dirne una, vengono sempre negati. E passando per Bonucci – che per carità, è forte e da noi sarebbe titolare – ma non è certamente il centrale più forte del mondo e le prestazioni internazionali lo dimostrano ampiamente. La verità è che oggi i campioni nel calcio sono pochissimi e la gente che ne capisce ancora meno. E siamo mediaticamente deboli. Lo stesso Bacca – uno dei più forti giocatori a livello internazionale – roba da 20 gol a stagione, ogni stagione, viene trattato come un giocatorino qualunque, da niente. Eppure ha gli stessi gol di Dybala che per il giornale unico italiano vale già 100 milioni. Il Milan è scarso, però i giocatori del Milan vengono osservati da Barcellona e Bayern Monaco. Qualcosa non torna, no?

E’ ora che il tifoso rossonero alzi la testa e la smetta di seguire i vari guru e muezzin che campano nel mortificare la squadra. Basta con le critiche a prescindere per il solo fatto di giocare nel Milan. L’ha detto Bonaventura, che magari, da oggi, sarà insultato e cambierà slot nella lista di figli e figliastri – i primi da proteggere a prescindere, i secondi da denigrare. L’onestà intellettuale di questa gente d’altronde si qualifica da sola: prima ad insultare Montolivo e Niang, poi a rimpiangere le assenze. Il problema da risolvere per tornare a vincere è soprattutto quello di tornare forti a livello mediatico – i giornali aiutano e non poco a pompare verso l’alto le valutazioni dei giocatori – ed è un conseguente aiuto importante in fase di mercato. Chi parla male e boicotta fa solo male a se stesso e alla squadra – ma d’altronde ho sempre avuto dubbi sul fatto che questa gente tifi Milan. Noi stiamo con Jack Bonaventura. Noi stiamo col Milan.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

13 Comments

  1. Diavolo, raramente mi è capitato di essere in sintonia con una persona come lo sono con te per ciò che scrivi e come lo scrivi.
    Riccarado, che adoro, è l’antitesi del prototipo del calciatore che piace alle masse:
    È educato, viene da una famiglia perbene, è umile e garbato nonché privo di sguardo truce che piace tanto alle bestie che girano negli stadi.
    Voglio farti una domanda, a chi alludi quando parli di proprietario di giornale? A Diego Della Valle?

    1. Diavolo1990

      La gazzetta era in quota Agnelli/Della Valle. Ora gli Agnelli sembrano essersi ritirati

  2. Milanforever 2 Aprile 2016 at 20:41

    Honda out, De Sciglio esterno dx… ma che cazzo di rosa abbiamo???!!!

    1. Senti cosa dice Bonav
      Su cosa manca a questo Milan: “Solo un po’ di leggerezza dentro lo spogliatoio”.

    2. Diavolo1990

      Ah ora è colpa della rosa. Certo.

      1. Milanforever 3 Aprile 2016 at 00:36

        Due esterni, due, abbiamo!
        Si fa male la stella di centrocampo, siamo fottuti.
        Manca quel matto con i piedi di legno, perchè ha il vizio di schiantarsi con le macchine, e siamo nella merda perchè oltre a lui abbiamo un disadattato da recuperare (che però continua a fare i capricci), un cavallo pazzo che non ha ancora recuperato da un intervento alla schiena (e che si rifiuta pure di entrare in campo a partita in corso) e un altro ex giocatore scartato anche da una squadra araba.
        Ma la colpa lo sappiamo di chi è. Era la stessa colpa di Leonardo, di Allegri, di Seedorf, di Inzaghi. Troviamo un esperto in allenatori che ci illumini sulla prossima scelta, cazzo!
        Siamo tornati il Milan di Buticchi, Duina e Farina!
        Solo che Berlusconi, non è nessuno di quei personaggi lì. E allora mi chiedo: perchè???
        Perchè siamo diventati lo zimbello d’Italia?
        Perchè ci prendono per il culo perfino dei piccoli allenatori di provincia, snobbandoci e rifiutandoci?
        Perchè quello che è stato il più grande presidente della nostra storia ci deve portare a questo?
        Perchè, come in politica, non ha lasciato quando era ora di lasciare: da vincitore non da sconfitto e sbeffeggiato?
        Non ho tirato in ballo come vedi il tuo “amore”, ma anche lui ha fatto il suo tempo. Come ha detto Albertini questi giorni “…Però ha sempre la stessa struttura, con gli stessi dirigenti da trent’anni. È una scelta della proprietà, del presidente Berlusconi in primis”.

        PS: Se domani non vinciamo a Bergamo (e la vedo dura) il Sassuolo ci ha quasi preso. Ma forse è meglio visto che in estate preferiamo programmare le tournée in America piuttosto che pensare al preliminare di Europa League. I nobili decaduti sono la categoria più patetica.

        1. Diavolo1990

          Due esterni. Il titolare ed il suo cambio. Adattare un giocatore non è reato. Cambiare modulo nemmeno. Non è che puoi averne 4 per ruolo.

        2. Milanforever 3 Aprile 2016 at 10:04

          Per favore, mi dici chi sarebbe il cambio di Bonaventura e quello di Honda?
          Una volta il Milan, quando era il Milan, aveva sempre due giocatori per ruolo.

        3. Diavolo1990

          Quando giocava due competizioni. Con quella europea.

      2. No di certo. Questa e’ la prova che il cazzone e’ un cazzone.
        Ma il responsabile tecnico perche’ non interviene?

  3. Borgofosco

    La rassegnazione da parte dei tifosi più accaniti del Milan, come me, non è accettabile anche quando lo sconforto, nel leggere critiche demenziali di pseudo milanisti, talvolta prende il sopravvento. Combattere contro i mulini a vento o contro l’arroganza del potere ‘sportivo-mafioso’ è avvincente nella misura in cui si constata che i media, compreso quello della proprietà del Milan, straparlano in talk-show sempre più squallidi. Persino gli infingardi delle tv padronali pare che si pieghino supini alle volontà degli sponsor che riempiono di pubblicità anche le trasmissioni sportive a pagamento o che hanno canone d’abbonamento obbligatorio. Allora vedi che la conferenza stampa di Mihajlovic viene interrotta e mandata a spizzichi e bocconi mentre ad altri viene concesso di straparlare. Assisti a stucchevoli ed esasperanti proclami di grandezza da parte di, infimi ‘broccacci della pelota’i quali dovrebbero soltanto sciacquarsi la bocca nel pronunciare il nome dei campioni del Milan che fu. Paragoni improponibili con Franco Baresi e Paolo Maldini perorati da prezzolati ed incompetenti che talvolta si avventurano nel giudicare più forti gli attuali ‘scarponi juventini’ che non i campionissimi di un Milan che allora segnò una nuova epoca nel calcio italiano: il Milan di Arrigo Sacchi. Mi sono stancato amico ‘diablo’ sono arcistufo di sentire le cornacchie gracchiare di calcio. Tacito l’audio oppure spengo il televisore anche se ho pagato l’abbonamento sia alla pay-tv che alla Rai.

    1. Milanforever 3 Aprile 2016 at 10:00

      Una delle giornate più tristi della storia del Milan.

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