Se, trovandosi a Torino, sabato sera, Nietzsche avesse visto Juventus-Milan, avrebbe immediatamente appuntato nei suoi quaderni l’andamento della gara e avrebbe poi concluso (in termini filosofici) “Avete visto? Ho ragione io. Il tempo è ciclico e tutto si ripete sempre inesorabilmente alla stessa maniera”. Il riferimento del filosofo tedesco (che poi è anche il riferimento di tutti noi poveri stronzi) sarebbe stato chiaramente Milan-Juventus dello scorso anno. Stesso (maledetto) risultato, stessa identica (e maledetta) partita. Stessi presupposti. Rossoneri che vengono da una serie positiva di risultati e che, sorprendendo spiacevolmente tutti (tutti, tranne i nostri avversari), rinunciano completamente a giocare contro la squadra di Allegri. Inutile ritardare ulteriormente il coito e cercare altre metafore per edulcorare il sentimento di frustrazione: è inaccettabile. Si aggiunga, per inciso, che appare quantomeno ridicolo (e molto stonato) che proprio in questo momento storico lo sponsor tecnico Adidas se ne sia uscito con lo slogan “weareacmilan”. Proprio adesso, insomma, che questo povero (poverissimo) Milan non ha proprio niente di Milan.

Spiace molto utilizzare toni da Vate serafino o da blog “notturni”, ma è così e non mi riesce di spiegarlo in altri termini. La sconfitta contro la Juventus mi lascia molto amareggiato, davvero molto amareggiato. Posso tranquillamente ammettere che ho sofferto meno la sconfitta contro il Napoli (0-4. A San Siro. Mica scherzi!) rispetto alla sconfitta di sabato contro la Juve. Pur essendo stato senza dubbio il punto più basso del Milan contemporaneo, almeno contro la squadra di Sarri (per stessa ammissione del tecnico toscano) si è potuta apprezzare una parvenza di gioco, nei primi 25-30 minuti. Il Napoli poi è emerso con tutta la sua spietatezza, con tutta la sua forza e con tutto il suo cinismo (2 gol su 3 tiri in porta). Soltanto sotto di due gol abbiamo rinunciato a giocare e ci siamo dissolti come neve al sole. Contro la Juventus no. Contro la Juventus, esattamente come lo scorso anno (l’anno inzaghiano), siamo scesi in campo per lo 0-0. Siamo scesi in campo per non fare né prigionieri né feriti. Siamo scesi in campo per elemosinare un misero punto che non avrebbe cambiato molto la classifica ma che avrebbe evitato le solite critiche durante la settimana. Siamo scesi in campo per non giocare. Siamo scesi in campo non per affermare la nostra forza, ma per non perdere quel poco di credibilità che ci è rimasta dopo un ottavo e un decimo posto. Inaccettabile, vero? Sì, inaccettabile. E come l’anno scorso (potete canticchiare, se vi va) la partita l’ha decisa un fenomeno. L’anno scorso fu Tevez, un giocatore che doveva essere nostro.

Quest’anno Dybala, un giocatore che poteva essere nostro (ovviamente pensare a questi piccoli particolari significa versare sale sulla ferita). Mi dispiace dare l’impressione di una personalità che cambia idea repentinamente (in realtà, in termini generali, il mio sostegno rimane inalterato e penso che ancora bisogna attendere un po’ prima di sentenziare giudizi definitivi) ma la sconfitta di sabato contro la Juventus rappresenta senza dubbio il fallimento di Mihajlovic. Se è vero (e probabilmente è vero) che il tecnico serbo è stato scelto soprattutto per infondere nella squadra uno spirito e un animo vincente che ormai latita da anni dalle parti di Milanello e di Casa Milan, a vedere le partite contro Atalanta e Juve, Mihajlovic ha fallito. È colpa di Mihajlovic se le due occasioni (forse tre) più pericolose del Milan nelle ultime due partite sono capitate sui piedi o sulla testa dello sciagurato Cerci? Forse no.

È colpa di Mihajlovic se non possiamo pensare di dominare l’Atalanta a San Siro (semi cit.) e se non pensiamo di giocarcela ad armi pari contro la Juventus? Forse sì.

18maggio1994

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?

7 Comments

  1. Borgofosco

    Abbiamo modi diversi di criticare, io da sempre mi sento più vicino alle posizioni di Diavolo 90. Ma la linea della critica, tollerante, intransigente e talvolta preconcetta trovano un punto d’incontro quando ci si trova di fronte all’ostinazione di personaggi come Allegri, Seedorf, Inzaghi e Mihajlovic. Costoro credevano e forse credono d’aver scoperto l’acqua calda. Ciascuno a modo suo ma i quattro per certi versi si assomigliano e trovano punti di convergenza nel peggiore dei loro lati caratteriali. Il buon senso avrebbe voluto che il serbo non si presentasse a dire, in conferenza stampa, che Cerci aveva giocato bene. Ha fatto la stessa brutta figura che fece Inzaghi dopo Udinese-Milan dell’anno scorso oppure di Seedorf dopo Milan-Parma di due stagioni fa o peggio ancora di Allegri dopo Sassuolo-Milan di tre stagioni fa. Almeno una volta l’essere mediatici era una caratteristica tipica nel team Milan. Ora abbiamo smarrito anche quella caratteristica? Vi prego Carlo Ancelotti oppure Fabio Capello… tornate e ridate senso a questi sbandati che da tempo definisco Armata Brancaleone!

  2. Io sono diverso ma questa volta sono uguale. Io non scrivo sfoghi notturni ma non so scrivere nulla di diverso. Io sono vicino a Diavolo ma trovo punti di incontro con i cattivoni. Caro 18 Maggio , caro Borgofosco , vi e’ nelle vostre sottili ma ordinarie disquisizioni la insopprimibile necessita’ (culturale ? psicologica ? ) di non riconoscere mai , se non in infinitesima , diplomatica porzione , il proprio errore e l’altrui ragione . Detto questo , cosa comunque di poca o nulla importanza , andiamo ad analizzare i motivi piu’ profondi del fallimento di Inzaghi e del fallimento di Mihajlovic . Ho sempre pensato e detto che , salvo ECCEZIONI , un grande allenatore deve avere giocato in un ruolo laddove nasce o si sviluppa la trama del gioco . Dunque : niente portieri , niente difensori puri , niente punte pure.
    E difatti ……
    Per questo motivo e per le indubbie doti di intelligenza ho puntato su Seedorf e lo rimpiango. Non e’ un caso che Inzaghi prima e Mihajlovic adesso abbiano tollerato il mancato rafforzamento dei ruoli di regia . Semplicemente : di giuoco del calcio non hanno mai capito una emerita minchia ! Ormai siamo al prossimo toto-allenatore e mi auguro, come ormai sanno tutti , che arrivi Capello . Piu’ di Carletto . Ma anche Donadoni corrisponde bene al mio modo di vedere .
    Non voglio scrivere un quasi – articolo ma come non osservare che su questo Blog
    ci siamo ridotti in quattro gatti e nemmeno facciamo conversazione ma soliloqui.,
    Colpa della depressione? Oppure Diavolo deve inventare qualcosa?
    Voglio finire con una reiterata osservazione. Ho appena rivisto i gol di Mexes e la sua to esultanza di straripante personalita . Ricordo la ùùì

  3. Io sono diverso ma questa volta sono uguale. Io non scrivo sfoghi notturni ma non so scrivere nulla di diverso. Io sono vicino a Diavolo ma trovo punti di incontro con i cattivoni. Caro 18 Maggio , caro Borgofosco , vi e’ nelle vostre sottili ma ordinarie disquisizioni la insopprimibile necessita’ (culturale ? psicologica ? ) di non riconoscere mai , se non in infinitesima , diplomatica porzione , il proprio errore e l’altrui ragione . Detto questo , cosa comunque di poca o nulla importanza , andiamo ad analizzare i motivi piu’ profondi del fallimento di Inzaghi e del fallimento di Mihajlovic . Ho sempre pensato e detto che , salvo ECCEZIONI , un grande allenatore deve avere giocato in un ruolo laddove nasce o si sviluppa la trama del gioco . Dunque : niente portieri , niente difensori puri , niente punte pure.
    E difatti ……
    Per questo motivo e per le indubbie doti di intelligenza ho puntato su Seedorf e lo rimpiango. Non e’ un caso che Inzaghi prima e Mihajlovic adesso abbiano tollerato il mancato rafforzamento dei ruoli di regia . Semplicemente : di giuoco del calcio non hanno mai capito una emerita minchia ! Ormai siamo al prossimo toto-allenatore e mi auguro, come ormai sanno tutti , che arrivi Capello . Piu’ di Carletto . Ma anche Donadoni corrisponde bene al mio modo di vedere .
    Non voglio scrivere un quasi – articolo ma come non osservare che su questo Blog
    ci siamo ridotti in quattro gatti e nemmeno facciamo conversazione ma soliloqui.,
    Colpa della depressione? Oppure Diavolo deve inventare qualcosa?
    Voglio finire con una reiterata osservazione. Ho appena rivisto i gol di Mexes e la sua to esultanza di straripante personalita . Ricordo la ùùì

  4. Pardon, continuo,
    Ricordo, dicevo, anche i gol bellissimi di Menez. E ricordo il gladiatore in campo di nome Nigel . E non riesco a capire il continuo ostracismo a questi giocatori frutto di autentica invidiosa e gelosa imbecillita’ . Ah , povero Sinisa , un 4/4/2 fin dall’inizio e spazio a quei pochi con le palle , sanguigni e talentuosi e forse ti e ci salvavi la stagione, E invece ancora ti trastulli col tuo stupido orgoglio .

  5. E, francamente , considero frutto della stessa imbecillita’ qualunquista e con gli aggettivi di cui sopra piu’ quello di razzista , l’ostracismo a Balotelli. Cervelli all’ammasso

  6. Certo, la colpa è sempre del qualcuno che non sia il vero proprietario. Neanche a natale e gia siamo al fallimento dell’allenatore. Ma vaia vaia!

    1. Ma insomma, Sadyq, tu che ce ne hai sempre per tutti ora ti metti a difendere uno che dimostra di essere piu’ timoroso e provincialotto della capra e di Pippo tuo?

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