Non sono ancora riuscito a risolvere una sorta di quesito anteriore (di molta poca importanza): non so ancora come relazionarmi davanti a questo momento (dai connotati quasi tragici) della storia del Milan. È più opportuno tenere un atteggiamento oltranzista/razionalista – e cercare quanto più possibile – di giustificare la squadra, l’allenatore, la dirigenza, oppure cominciare ad avanzare un atteggiamento critico/disfattista, per mettere almeno un piede sul carro di quelli che parlano da tempo della “fine del Milan”? Il calcio, come ogni aspetto più o meno serio della vita, ha senza dubbio un andamento ciclico (con buona pace degli illuministi e delle loro teorie sull’andamento lineare della storia). L’esempio che avvalora questa tesi, l’esempio abusato (proprio perché adeguato) degli ultimi anni è quello della Juventus, dalla serie B ai quattro scudetti consecutivi, passando per tante vicende giudiziarie, due settimi posti in campionato e una finale di Champions (che è stata comunque raggiunta dalla squadra bianconera, al di là di ogni considerazione avanzabile). E il Milan? Anche questo lo abbiamo ripetuto allo sfinimento. Esauritosi il ciclo ancelottiano, abbiamo vissuto poche gioie e tante amarezze. Per dirla con parole più crude, abbiamo mangiato pochi cioccolatini e tanta merda. La sconfitta contro il Napoli, a San Siro, sembra l’ennesimo punto più basso di questa storia recente per l’entità della sconfitta e per la pochezza disarmante di gioco e, soprattutto, spirito.

Magari non importerà a nessuno conoscere i turbamenti di un giovane milanista. Ma il mio è uno slancio di sincerità, verso compagni di sventura con i quali, adesso più che mai, voglio sentirmi vicini (come ho detto più volte, credo che una tifoseria sia tutt’altro che un bene per una squadra in crisi).

Lascio allora alcune delle considerazioni, che alimentano il mio “dubbio interiore” :
– Non voglio ancora sfiduciare Sinisa. Come ho già detto, più che un bravo allenatore, lo ritengo una persona molto intelligente, capace di interpretare una data situazione e capace di imparare in fretta dai suoi errori. Con riferimento all’ultima (drammatica) partita contro il Napoli, credo che l’allenatore serbo abbia commesso un solo errore : Rodrigo Ely. Per il resto, si trattava della migliore formazione che poteva mettere in campo. Allora, si dirà, il problema è il gioco. Ma, carissimi amici, stiamo parlando di Sinisa Mihajlovic, non di Pep Guardiola. Catania, Bologna, Fiorentina e Sampdoria, sotto la gestione del tecnico serbo, non hanno mai espresso il bel giuoco inseguito da B. Mihajlovic è arrivato al Milan per far altro – ossia per far “correre” i giocatori, non per deliziare il pubblico di tutta Italia con il suo gioco.
– Il mercato si è rivelato, sebbene lo avessimo capito fin da subito, chiaramente incompleto. Soffriamo importanti defezioni in difesa e a centrocampo. Colpa di Galliani? Inutile che io mi ripeta ancora una volta sulla questione. Se il Milan tornerà vincente nel momento in cui Galliani porterà via i suoi oggetti personali da Casa Milan, che vada via adesso. Subito. Sono innamorato del Milan, non certo del geometra. Romagnoli e Bertolacci comunque vanno aspettati. Sono giocatori giovani e rappresentano investimenti importanti. Due buoni motivi per insistere su di loro ancora.
– Riguardo alla questione societaria non so esprimermi. Pensavamo di aver capito che è Bee, quanto e quando avrebbe investito. Abbiamo sognato uno stadio (finalmente) di proprietà e abbiamo creduto che la coppia Galliani-Nelio Lucas avrebbe girato l’Europa comprando tutti i giocatori sui quali il Milan aveva espresso un certo interesse. Pensavamo di aver capito chi è Bee e quando avrebbe concluso l’affare dei 480 milioni. Oggi, almeno io, sulla questione ho più dubbi che certezze.

Considerazioni che riguardano squadra (allenatore), mercato e società. Dubbi e domande senza risposta. Continuiamo a soffrire in nome di un amore che oggi appare un bel po’ ingrato. Forza Milan.

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?

5 Comments

  1. Torless o Werther?

  2. Allora : Musil o Goethe ?
    Se hai voglia , non ti manca mai , disserta pure . Male non fa di sicuro .
    Ma non ti fermare al dilemma semplificato tendenziosamente .
    Disfattisti o leccaculi ? No , no , non ci siamo proprio colto ( e simpatico ) giovanotto .
    Innamorati , critici , razionali , obiettivi , sanguigni , intransigenti .onesti ed INDIPENDENTI . Tifosi del Milan . Questo crediamo di essere . Questo stimoliamo ad essere .

    1. Due grandi romanzi di formazione, ma per temperamento (e sensibilità) mi sento più vicino a Werther.

      Lei parla di un’età dell’incertezza e di una età più saggia. Probabilmente è vero. Il mio limite è proprio questo: infiammarmi per poco,e poi spegnermi facilmente. Con il Milan poi è tutto ancora più complicato, perché si tratta di una fede, di un amore puro e quindi irrazionale. Al momento ho scelto la via del razionalismo oltranzista, e seguo questo ragionamento: premesso che, fino ad ora, la pochezza del gioco del Milan è quasi sconcertante (come appunto scrive Borgofosco) e premesso che un blasone (!) come quello nostro DEVE VINCERE TUTTE LE PARTITE, credo che l’unica sconfitta, ad oggi, per cui veramente rammaricarsi sia quella contro il Genoa. Abbiamo perso contro la Fiorentina che oggi è prima in classifica (una Fiorentina che tra l’altro ha segnato quattro gol, a San Siro, contro l’Inter). Abbiamo perso (immeritatamente) un derby e, purtroppo, lo dico a denti strettissimi, ci può stare. Abbiamo perso con il Napoli – anche se in misura vergognosa -, Napoli che è una squadra solida, compatta e con giocatori (Vedi Higuain-Insigne) molto importanti. Se avessimo vinto contro il Genoa oggi avremmo 12 punti, cioè gli stessi punti del Napoli, per cui tutti parlano di scudetto, e 4 punti in più della Juve. E’ un po’ un delirio il mio, lo so, ma non voglio arrendermi all’idea di dover criticare pesantemente la squadra. Aspetto la svolta.

  3. Lasciando perdere Goethe “Ich denke Dein” quasi un grido di dolore se pensiamo al Milan. Ma la sofferenza è anche una constatazione d’impotenza che si è dimostrata domenica sera al cospetto di una squadra mediocre che corre e pressa ma è bastato quello per travolgere il nulla: questo Milan! Una porta priva del portiere, non prende più un tiro su punizione neanche per sbaglio ed un difendente che a volte si trasforma nel miglior attaccante avversario. E’ bastato poco per scoperchiare la pentola da dove è emerso un putridume nauseabondo. Non ho avuto il coraggio di riguardare più volte la partita. Ogni volta che tentavo di farlo rimanevo schifato! Non soltanto i dolori di un giovane Werther rossonero oppure di un vecchio milanista che ne ha viste troppe e forse di è stancato. Allora meglio ricercare quei luoghi paradisiaci cantati dal poeta. Meglio sognare giovani donzelle che accarezzano, per consolarti, la tua testa crinita. Meglio sognare che rivedere e studiare le nefandezze compiute, domenica sera, da quegli sciagurati che fanno assomigliare, sempre più, il Milan all’Armata Brancaleone!

    1. Beviamoci sopra amico ! Non ci resta altro da fare . Vedi , la romantica sofferenza dei giovani si risolve in un momento di passiane travolgente . A noi ( ? , a me di sicuro ) , questi momenti sono ormai compassate evoluzioni . Mi diverto pero’ ad ammirare su me stesso le qualita ‘ che si sviluppano solo a questa eta’ . Una su tutte : la capacita’ di analisi . Ci vuole poco fuoco e molto ghiaccio . Sembriamo ostinati per avere questa dote . Sembriamo saccenti . Spesso non veniamo calcolati dai giovani che ci invidiano le certezze raggiunte . Resta , quando trovi qualcuno alla ricerca delle soluzioni attraverso la logica , il piacere di donare qualche verita’ conquistata al prezzo di una vita ormai trascorsa in gran parte .
      Oppure quel sorrisino un po’ ironico che sottintende : Aspetta e vedrai , aspetta e vedrai ……

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