L’incertezza aleggia a tutti i livelli. I dubbi che sembravano essersi dissipati dopo il doppio 3-2 contro Palermo e Udinese sono tornati in appena due partite, e il passo da 9 punti in 5 gare a 9 in 7 gare è molto breve, come abbiamo imparato a nostre spese. Mai come ora la sosta nazionali arriva proprio nel momento giusto.

Scorrendo la formazione, salta subito all’occhio che il pur ottimo Diego Lopez in questo inizio di stagione non ha la sicurezza che aveva l’anno scorso, nonostante l’intervento decisivo su Icardi e altre grandi parate. Con lui, anche la difesa “giovane” (e l’equazione difesa giovane-portiere esperto non sta funzionando al Milan) formata da Romagnoli e Ely, già espulsi una volta per ognuno, anche se il primo non per colpe solo sue. Ma qualcuno pare aver già dimenticato cosa si scriveva quest’estate: ora si dice che bisognava prendere un centrale già pronto e di livello europeo (già, senza le coppe), due mesi fa se non si prendeva Romagnoli era la conferma che c’era una dirigenza di falliti che non avevano i soldi per uno dei migliori prospetti in circolazione. E anche buoni giocatori come Antonelli e Bertolacci (non campioni da salto di qualità, sia chiaro) stanno rendendo meno della metà di quello che ci si aspettava.

Tutta colpa dell’allenatore? No, o almeno non solo. Un clima negativo, il rovescio della medaglia rispetto a quello dell’anno scorso che esaltava Inzaghi dopo i 14 punti in 7 gare, che porta certi siti a snocciolare serie lunghissime di statistiche per cui questa squadra è peggio anche dell’ultima stagione di Allegri, quella dei 4 punti ottenuti grazie alla meteora Birsa. Fatto sta che 86 milioni non sono pochi, e Berlusconi –che una percentuale di colpa ce l’ha, specie nel rallentamento delle trattative per la cessione e nel cambio di rotta improvviso che ha portato il Milan da sborsare 8 milioni per una seconda punta in scadenza a tirarne fuori 3 per il centrocampista perché non c’erano più soldi- si dichiara “sconsolato”. Il battagliero Mihajlovic non sa neanche lui cosa rispondere a un fuoco di fila sempre più potente, e un filino meritato (il tecnico del 6° posto con la Samp miseramente bloccato a metà classifica con un Milan rinforzato). Una “bella” matassa da provare a sbrogliare il più in fretta possibile, il tutto mentre la curva e la gran parte dei tifosi hanno già trovato il loro colpevole, che -andrà detto- un 20% di concorso di colpa ce l’ha, perché la squadra si è rinforzata ma si poteva fare meglio. Il solito, ovvio.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014