Nella ridente Riscone di Brunico, in provincia di Bolzano, si sta svolgendo il ritiro dell’Inter. Altrimenti, e più opportunamente detti gli altri, quelli là. E a Riscone di Brunico, in provincia di Bolzano, la parola scudetto non è un tabù. La pronunciano tutti, in tutte le lingue, in tutte le situazioni. Roberto Mancini, il grande allenatore, il grande deus ex machina della scorsa stagione, il grande stalker (si parla di giocatori di tutto il mondo terrorizzati dall’idea di poter ricevere una chiamata nel cuore della notte), ha parlato di scudetto. Mauro Icardi, il nuovo simbolo della nuovissima Inter, ha parlato di scudetto. Tutti parlano di scudetto. A luglio. A Riscone di Brunico, in provincia di Bolzano. E tutti possono festeggiare cantando in coro: chi non salta rossonero è. 

In realtà, lo sappiamo tutti che uno scudetto si vince dopo aver giocato un intero campionato. E, d’altronde, l’Inter il suo campionato l’ha già giocato. Per esempio, e non mancano di sottolinearlo tutti i giornali e tutti i tifosi nerazzurri, ha vinto il derby di mercato con il Milan per il nuovo Pogba. Kondogbia è andato all’Inter, e ha già imparato il coro: chi non salta rossonero è.

Quindi, adesso, l’ Inter è al pari della Juventus – perché ormai in Italia il valore di una squadra si misura con l’unità di misura pobbà, o ce l’hai o non ce l’hai – ed anche superiore al Milan – perché in effetti il Milan un pobbà non ce l’ha. Derby c.d. d’Italia vinto, derby della Madonnina stravinto. Beh, una vittoria così importante non si può che festeggiare con un coro degno : chi non salta rossonero è.

Ho sempre ammesso di sentirmi davvero inadeguato a parlare della Storia del Milan. Potrei infatti io rendere giustizia al Milan del Gre-No-Li? Potrei descrivere la grandezza della squadra, la squadra di Nereo Rocco con Maldini (papà) e Rivera,  che nel ’63 ha vinto la sua prima Coppa dei Campioni (la prima conquistata da una squadra italiana) contro il Benfica? Potrei scrivere di come il Milan degli ultimi venticinque anni è entrato nella Storia eterna del calcio? Ovviamente no. Figuriamoci, allora, se mi sento adeguato a confrontare la Storia del Milan con la storia dell’Inter, una squadra che in centosette anni, ha vissuto una sola grande stagione: quella di Herrera. Punto. Tuttavia, chi non salta rossonero è.

Il giochino, però, lo sto facendo in questi giorni, e comunque penso valga la pena di farlo. Osservo le due squadre, seguo le dichiarazioni, analizzo l’attenzione mediatica attorno all’una e attorno all’altra, ascolto i proclami che vengono da una parte e dall’altra. Da una parte si parla di scudetto, dall’altra si parla di ritornare in Europa (preferibilmente nell’Europa che conta). Da una parte si organizzano feste di piazza che ricordano la sagra del carciofo, dall’altra si lavora sul campo (e sembrerebbe anche duramente). Da una parte gli esperti parlano di una squadra che è proprio nella merdeka, dall’altra si parla di un nuovo stadio di proprietà, che porterà dai 50 agli 80 milioni all’anno nelle tasche del Milan. Da una parte si festeggia al ritmo di chi non salta rossonero è, dall’altra si continua a lavorare. A me sembra una questione di Storia, più di stile. E grazie a Dio non sono interista.

18maggio1994

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?