La notizia è arrivata così, verso la mezzanotte di un venerdì sera qualsiasi. El Shaarawy andrà al Monaco, il giocatore ha detto sì. Nessuna ufficialità ma conferme da ogni parte, quindi la notizia sembra abbastanza fondata. Dire che non mi sarei aspettata di sentire il nome di Stephan in trattative più o meno elaborate sarebbe falso, ma neanche un semi-annuncio del genere. Perché è di annuncio che in questa sera d’estate si parla: cifre già stabilite, 18-20 milioni, trattativa a quanto pare avviata da settimane e data già fissata per le visite mediche, domenica, tra 2 giorni.

Un fulmine a ciel sereno, per quanto mi riguarda. Perché era evidente che dopo gli innumerevoli acquisti in attacco e la pazza idea di puntare su Ibrahimovic a fine mercato, cessioni in attacco erano obbligatorie. Soprattutto considerando le ipotesi di modulo prospettate da Mihajlovic, con Bacca e Luiz Adriano sostenuti dal solo Bonaventura. Un modulo che finirebbe per escludere automaticamente tutte le mezzepunte esterne di cui Milanello è pieno, da Cerci a Honda, da Menez a proprio El Shaarawy.

Da lì il depistaggio: l’intenzione dell’allenatore di trasformare Stephan in una mezz’ala, in modo da poter sfruttare la sua velocità e le sue ripartenze anche in questo modulo. Una proposta che toglieva automaticamente El Shaarawy dalle tante cessioni obbligate: tra quei 4 lì davanti, il Faraone era diventato l’unico che avrebbe potuto restare. Ma forse è anche l’unico che permette di fare cassa e quindi i piani sono cambiati.

Dopo averlo aspettato 2 anni, dopo averlo coccolato nel corso degli infortuni e del recupero, dopo averlo osannato per aver trascinato un’intera squadra per un intero girone e averlo crocifisso per un calo di rendimento prevedibile (non da tutti), è arrivato davvero il momento dei saluti. Se così sarà, forse sarà tra i pochi a dispiacersi. Perché El Sharaawy ha soltanto 22 anni e ha dimostrato di poter fare grandi cose, perché le sue qualità non si vedono tuti i giorni e bisognerebbe tenerseli stretti questi giovani, perché le seconde possibilità non si negano a nessuno, e neanche le terze ai campioni, perché ci sono giocatori che hanno subito un’involuzione ben più pesante eppure continuano a vestire la maglia rossonera. O più semplicemente perché non voglio assistere a un altro caso Darmian. Non voglio trovarmi tra 1 o 2 anni ad ammirare in tv le magie e le prodezze di un giocatore cresciuto al Milan, che ha fatto vedere di poter diventare un grande ma non gli è stata data la possibilità di diventarlo fino in fondo. Teniamo Stephan, mi viene da dire. E se sarò l’unica o saremo in molti a dirlo non importa, non decidiamo noi. La parola ai fatti e al futuro.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog