Se pur si è iniziato bene, grazie acquisti mirati, c’è ancora molto da fare e per fortuna abbiamo ancora molto tempo a disposizione per sistemarci. Per sistemazione non si intende solo di acquisti, sui quali si fanno ogni giorno tantissimi nomi, ma quello che ne consegue dopo l’operazione: valutare i nuovi innesti prima e dopo l’acquisto, liberarsi di giocatori su cui l’allenatore non farà affidamento e per finire “amalgamare” il tutto prima dell’inizio della stagione.

Vorrei partire da venerdì scorso, giorno della presentazione del nostro nuovo tecnico. Finalmente, ed era tanto che non accadeva, il nostro Presidente ci ha deliziati della sua presenza, segno evidente che si è rimesso alla guida della sua “creatura”. Tralasciando le parole pronunciate, visto che Berlusconi è un abile oratore, ci possiamo soffermare soltanto sua presenza: in questi anni tumultuosi si è allontanato dalla prima linea, lasciando pieni poteri di gestione a Galliani. Il suo prepotente ritorno e la sua fermezza in conferenza, deriva principalmente dall’aver trovato un socio con cui dividere le spese, ma non solo; l’entusiasmo respirato fa ben sperare perché quando promette, lui mantiene. Per quello che riguarda il partner di minoranza Mr.Bee, esso non avrà solo il compito di partecipare a livello economico, ma sopratutto – come detto dal Presidente – quello di “commercializzare” il brand Milan nell’economia più importante al livello mondiale. Questo è un punto importante per riavviare il club e con l’uomo giusto al comando con motivazioni ritrovate, può riportarci dove lui stesso ci portò dopo un ventennio di presidenza; se ci è riuscito una volta, non vedo perché non si posa ripetere. Personalmente ho rivisto quell’uomo venerdì in conferenza, lo stesso uomo che compro il Milan nel lontano ’85.

Settimana scorsa sono stati ufficializzati Luiz Adriano, Carlos Bacca e Andrea Bertolacci, mentre lunedì il giovanissimo Jose Mauri; tali pedine, sopratutto Bertolacci e Mauri, sono necessarie per ricostruire con giovani leve un reparto logorato dalla presenza di mediani di interdizione. Sugli altri due c’è qualcosa che mi fa storcere il naso: per Bacca, i goal realizzati parlano per lui, ma siamo stati costretti (come nel caso dell’offerta a Jakson Martinez) ad andare a pagare l’intera clausola, che a mio avviso è eccessiva rispetto al valore di mercato del giocatore. Per Luiz Adriano il discorso è ben diverso, per anticipare la concorrenza abbiamo versato una cifra elevata – finanziata dalla cessione di Rami al Sivigla – per un giocatore con contratto in scadenza fra soli sei mesi.

Come detto non si fermeranno qua, verrà fatto sicuramente un colpo (Z.) che porterà tutti i tifosi scettici a ripopolare San Siro, facendo capire alle pretendenti al titolo/zona Champions che siamo tornati. Detto questo, dopo il mancato approdo di Kondogbia non si è ancora trovato un degno sostituto sul mercato. Il nome, secondo Gazzetta, su cui stiamo lavorando sotto traccia è Ilkai Gundogan, il quale ha le qualità che tanto stiamo cercando a centrocampo; la sua unica pecca è l’altezza, ma questo non lo ferma sia nel recupero palla e nell’essere un faro per la squadra. Con un innesto del genere il reparto possa considerarsi completato, chissà se nel frattempo possano parlare di un altro tesserato giallo-nero: Mats Hummels, con lui daremo una maggiore solidità al reparto arretrato. Inoltre è nell’età perfetta per migliorarsi, e per essere un punto di riferimento per l’altro prospetto dall’avvenire già segnato: Alessio Romagnoli, su di lui è già sul tavolo una trattativa ben avviata e sia Roma che Milan sanno che vicino ai 20 milioni si può chiudere. Lui è duttile e anche se adattato, potrebbe ricoprire anche il ruolo di terzino sinistro, infatti attualmente in rosa c’è il solo Antonelli, che è in grado di usare il mancino.

Anche se si ha la disponibilità per i nuovi innesti, si ha lo stesso il bisogno di liberare slot della rosa occupati da giocatori che non faranno più parte del prossimo progetto tecnico. E’ il caso di giocatori che vivono da “separati in casa” durante allenamenti e non convocati per le partite, per fare due nomi: Agazzi, Albertazzi, Zapata, Zaccardo e via discorrendo, per tali giocatori occorre immediatamente trovare una sistemazione Discorso differente è per i giocatori “appetibili” da molte squadre, che devono far posto per poter inserire in squadra nuovi tasselli. E’ il caso di Alex in difesa – visto il rinnovo di Mexes – e nel reparto offensivo per far posto alla suggestione Ibrahimovic (sempre più concreta, visto che Raiola è a Parigi).

Là davanti si ha un discorso più complesso, come detto da Sinisa in persona nella conferenza di venerdì, lui crede che con la rosa attuale il modulo più congeniale è il 4-3-1-2, che all’occorrenza può cambiare a partita in corso. La domanda adesso sorge spontanea: che fine faranno tutti gli esterni di attacco presenti in rosa? Da questa cerchia vanno esclusi Suso e Stephan, in quanto il primo è visto di buon occhio dal tecnico, che lo vede come un trequartista naturale; mentre per il secondo ha espresso la volontà i rimanere e mettersi in gioco, grazie anche alla nuova posizione che non è utopia. Si possono fare diversi esempi di giocatori che sono scalati mezzali negli ultimi anni, Isco e Di Maria per fare due esempi, e Stephan può compiere questa “trasformazione”, visto il suo continuo apporto alla fase difensiva in fase di non possesso. Può inoltre rivelarsi una carta utile in fase offensiva, perché il cambio di posizione comporterà più libertà rispetto alla posizione precedente e dare meno punti di riferimento agli avversari, grazie agli inserimenti. Per tornare al punto iniziale rimangono dunque in discussione: Honda, Menez, Verdi (appena riscattato); mentre per Cerci (qual’ora rimanga in prestito per un altro anno) e Niang saranno usati come seconde punte, con il compito di girare attorno all’attaccante di riferimento. Torna dal prestito Matri, e se veramente tutti aspettiamo il ritorno di Zlatan, per lui non c’è spazio.

Tornando allo spostamento di Stephan e all’acquisto del centrocampista completo, questo pregiudica la presenza di alcuni a centrocampo. Lasciando fuori de Jong, fresco di rinnovo triennale e dunque difficilmente farà panchina, insieme ai nuovi acquisti Mauri e Bertolacci e dell’intoccabile Jack, le nomination di possibili partenti ricadono su Montolivo e Poli.

Come detto in principio c’è molto da fare, ma le basi ci sono e sono solide. Lo dimostra anche l’avvio ufficiale  del progetto stadio, dopo l’ennesimo rinvio si sono decisi ad accettare l’unica offerta concreta per la zona Portello, dove sorgerà la casa delle nostre future battaglie. In fine, con l’ufficialità della cessione delle quote, saranno fatti i restanti acquisti che ci porteranno a essere fin da subito competitivi.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.