Mettetevi nei panni (sporchi) dei giornalisti sportivi. Mettetevi nei panni di chi vive con lo scopossessione di dover scrivere qualcosa che interessi il tifoso medio ogni maledettissimo giorno. Mettetevi nei panni di chi sa che al proprio lettore non interessa nulla dell’impatto socioculturale della nuova enciclica di Papa Francesco, della situazione dei migranti a Ventimiglia, dei dissidi (ancestrali) interni al Partito Democratico, della mostra e della visita di Fernando Botero al Palazzo dei Normanni di Palermo. Mettetevi insomma nei luridi panni di chi scrive per chi ha bisogno di qualcosa di cui parlare, al bar con gli amici e durante le pause del lavoro. E quel qualcosa è soltanto il calcio. Mettetevi nei panni di questi poveri sventurati e forse capirete perché i giornalisti sportivi sono diventati nel tempo instancabili creatori di assurdità.

Perdonateli, lo fanno per vivere. E per dare una ragione di vita a chi, oltre al gioco del calcio, ragioni di vita non ne ha.

La stagione dell’amore (e degli accoppiamenti) per i giornalisti sportivi è la stagione estiva. Perché il calciomercato è, per definizione, la fiera dell’assurdità. Una stagione invivibile. Una stagione da passare sui libri di matematica per la maturità piuttosto che sui giornali a leggere offerte da mille mila miliardi per Pogba.

Questo mercato in particolare, soprattutto per noi milanisti, rischia di essere più invivibile del solito. L’incontenibile entusiasmo per l’arrivo (sì, ma quando arriva?) di Jackson Martinez ha lasciato il posto alla più sconfortante e sconfortata disillusione riguardo ai simposi che si stanno consumando, in queste ore, tra Galliani e i dirigenti del Monaco per parlare di Kondogbia, passando per l’avvilimento relativo al fallimento (almeno per ora) della trattativa che dovrebbe riportare Ibrahimovic al Milan. A sentire la voce dei tifosi rossoneri, sembra che sia già il 31 agosto. Ed è subito sera.

A peggiorare la situazione ci ha pensato il buon vecchio Beppe Marotta, che, chissà quanto involontariamente, ha visto il fuocherello milanista e vi ha gettato sopra due o tre taniche di benzina. Blitz (nemmeno tanto) sottotraccia et voilà Mandzukic dall’Atletico Madrid. Improvvisamente il Milan, il Milan che fino a pochi giorni fa, faceva nuovamente sognare i tifosi e faceva nuovamente paura agli avversari, è ritornato il Milan accattone degli ultimi anni. Il Milan, cioè, che tratta il ritorno di Boateng e che discute la permanenza di Muntari. Con Jackson Martinez passato dall’essere una forza della natura a una forza matura.

Realisticamente non credo che il Milan prenderà (oltre a JM) Kondogbia, Ibrahimovic, Pjaca, Hummels, Arda Turan, Luiz Adriano, Salah, Franco, Ciccio e il pirata Barbanera. Se prendesse soltanto i primi cinque o sei nomi potrei partire dalla Sicilia e recarmi, in ginocchio, a Casa Milan. O anche ad Arcore.

Realisticamente non credo che il Milan prenderà tutti questi giocatori. Così come non credo che l’alternativa a Ibrahimovic sia per forza Giovanni Toti.

L’estate non è ancora iniziata, il mercato (e quindi la stagione dell’amore per i giornalisti sportivi) è ancora molto molto molto lungo. Il Milan e Adriano Galliani e Nelio Lucas e la Doyen e la Spectre si stanno occupando di trattative difficili, che richiedono ingenti investimenti, di tempo e certamente di denaro. Li lascerei lavorare in pace. Per i baccanali o per il suicidio c’è tempo. Fino al 1 settembre.

18maggio1994

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?