11 settembre 2010: Milan Cesena.
Nel finale di gara non trasforma un rigore mandando la palla alla sinistra del portiere.
Si rifà però la settimana dopo, nella sua prima apparizione in Champions con la maglia rossonera, firmando una doppietta contro l’Auxerre e facendo vincere al Milan la partita.
Di chi sto parlando? Zlatan Ibrahimovic.
Arrivato al Milan il 28 Agosto del 2010 come un sogno irrealizzabile e come grande colpo di Adriano Galliani.
Uno di quei giocatori che ci ha fatto vincere lo scudetto rivalorizzando non solo se stesso, dopo l’esperienza negativa al Barcellona, ma anche tutta la rosa rossonera.
Uno dei pochi giocatori al mondo che ultimamente hanno vestito il rossonero ad essermi entrati nel cuore.
Il mio sogno è riaverlo al Milan, con Ancelotti.
Uno dei pochi che ho continuato a tifare anche da fuori, che ho continuato a seguire e ad amare comprando i suoi pantaloni numero 10 del PSG.
Il numero uno, che mi manca veramente tanto in questo Milan.

Uno come Ibrahimovic, in spogliatoio e in campo ci serve eccome.
Sembra che la merda che abbiamo mangiato per 3 anni non vi basti: accostano finalmente nomi importanti come Ibra o Ancelotti e ricominciate, ancora prima che questi vengano presi, con le parole ‘futuro’, ‘progetto’, ‘giovani’ e via discorrendo.
Ma non siete stufi dei El Sharaarwy, De Sciglio, Van Ginkel e chi più ne ha più ne metta?
Non siete stufi di arrivare 8° se ti va bene o 11°?
Non vi vergognate a dover fare i preliminari di Coppa Italia?
Oh, Coppa Italia, non Champions.
Ne avete una per tutti, quando se arrivasse Ibra saremmo finalmente apposto in attacco nonostante io ami Mattia Destro.

I progetti esistono, come quello su Inzaghi, che però è fallito miseramente.
A noi servono uomini spogliatoio come Ibra o Diego Lopez. Gente che ha amato o ama questa maglia, professionisti con le palle, gente che voglia vincere e non stare a pettinare le bambole.
Vi ricordate cosa disse Zambrotta su Ibrahimovic? Ve lo cito: “Con l’Arsenal, dopo aver perso 3-0, Allegri ci fece comunque i complimenti, non è stata una grande mossa. Ibrahimovic si arrabbiò e quasi vennero alle mani nello spogliatoio”.
Uno così a noi manca, eccome se manca. E non solo in spogliatoio, ma anche in campo.
Basti vedere i bar Boateng, Nocerino etc la fine che hanno fatto. Ma anche lo stesso Milan.
Sono tre anni che tutti abusano delle parole sopra citate come ‘progetto’ o ‘giovani’ quando nella realtà, con questi, non si vince.
Però poi ci si lamenta di una società assente e senza progetti perché non vinciamo.
Vanno presi giocatori pronti, impacchettati, non scommesse. Ne ho le palle piene di scommettere su un giocatore quando sai di non avere ancora una squadra adeguata.
Ibrahimovic da solo fa squadra.
Ibrahimovic da solo ti porta in Champions.
Ibrahimovic da solo ti segna più degli attaccanti che abbiamo in rosa e in prestito.
Ibrahimovic è Ibrahimovic.

Il mio sogno è riaverlo in squadra, dopo tre lunghi anni in cui lo stesso Ibra si è dovuto arrendere alle volontà di una società sempre più dedita ai soldi che alle vittorie in campo.
Ad una società che gli aveva promesso la 10 e la fascia da capitano.
Ad una società che, come con tutte le nostre bandiere ha ben fatto, anche con lui (che non è una bandiera ma che aveva dimostrato attaccamento alla maglia e alla tifoseria, dopo anni di mecenatismo in giro) si è comportata da fetente vendendolo al primo offerente.
Con un pacchetto unico, andata e basta.
E’ ora di prendere il dito mignolo, come fanno i bambini, tenderlo verso l’altro e riportarlo a casa.
Lui ci tornerebbe (anche se serve lo sforzo economico).
Noi lo vogliamo, lo rivogliamo a casa sua con la numero 10 promessa un tempo e la fascia da capitano.
Questi buffoni che abbiamo in squadra meritano una strigliata da uno che di perdere non ha mai voglia, nemmeno in allenamento.
Meritano di vedere tavoli volanti in quel di Milanello e erba in bocca quando si gioca a calcio.
Progetti, non progetti, vecchio o non vecchio: Ibrahimovic resta il mio sogno.
Ibrahimovic resta uno dei migliori attaccanti a livello mondiale attualmente, e non mi interessa della sua maledizione da Champions, io lo rivoglio a casa sua.
Con la numero 10, la fascia, e la maglia rossonera addosso.

Z.

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen

4 Comments

  1. Borgofosco

    Margherita io ti apprezzo molto e mi sei simpatica. Ma lascia stare Ibrahimovic perché è il passato. Per come stava giocando ultimamente il Milan e visto come hanno giocato le vecchie glorie del Milan che fu, io al termine di quella partita ho invocato il ritorno di Seedorf… si…. ma come giocatore e magari anche quello di Pippo al centro dell’attacco. Il problema sta tutto nel manico e ieri sera Garcia ce lo ha dimostrato. Francesco Totti da fermo ha fatto molto meglio ti tutti gli altri che si muovevano in maniera disarticolata. Mi sarebbe piaciuto vedere Rivera a fianco di Van Basten. Chissà in quale Galassia li hanno riprodotti per poterli veder giocare assieme. Ma i sogni sono belli perché sono sensazioni irrazionali. La realtà è che il Milan deve ricominciare da Mastour e sperare che sia un nuovo Rivera!

    1. Ma che , scherziamo ? Lo ho detto altrove e lo ripeto : i giovani hanno bisogno di esempio e guida . Ci fosse stato Ibra El Shaaravi e De Sciglio non facevano questa fine . Uno come lui sarebbe utilissimo per creare un gruppo di carattere , Potrebbe essere aiutato in questo da De Jong , Mexes , Alex , Lopez e Bonaventura .
      E poi si tratta di uno dei tre superman del calcio di oggi ne mondo .
      PRENDETELO SUBITO LUI E FABIO CAPELLO . Pagateli col risparmio di tantissimi sanguisughe paraculi e forse altro .
      SENTITO SILVIO ?

  2. Capitano , Margerita , questa volta ti plaudo , CAPITANO ! E dico con Capello perche’ e’ piu duro di Ancelotti e ci vuole lui per fare diventare Galliani una pecora .
    Capitano , al posto della femminuccia che abbiamo ora . Capitano come doveva essere Kaka’ . O magari De Jong . Ma Ibra e’ ancora meglio . Perfetto per rinascere .

  3. Ma quando mai Capello tornerebbe al Milan? Come si può soltanto pensare questa cosa? E lo zingaro, che torna a fare a quarant’anni?
    È l’ora di cambiare, basta con le cariatidi, bisogna ripartire da zero e con un progetto decente. Con una proprietà che abbia voglia di costruire un sogno. Dei dirigenti preparati, che pensino a formare il giusto mix di esperienza e gioventù, per avere subito qualche soddisfazione, in modo che i giocatori trovino anche le motivazioni. Un allenatore giovane ma con esperienza che continui la crescita con tutto il resto.
    È il momento di accantonare i rimpianti, la riconoscenza infinita e le proposte idiote da tifosi scemi, che tanto non le considera nessuno!

Comments are closed.