Vorrei anch’io, come nell’ editoriale di ieri, partire dall’ avvocato Federico Buffa e dall’ epopea dei Maldini. Un racconto realmente epico, raccontato in modo sublime. La storia che si fa Storia. Il mito che entra nella Storia. Impossibile non commuoversi (semicit.). E, in effetti, a guardare quel Milan non possono che scendere lacrime di commozione, per quel che è stato, e di disperazione, per quel che non è.

Per fortuna – o purtroppo – non siamo tutti così ingenui da pensare che a breve rivivremo anche solo lontanamente quel che è stato. Per fortuna – o purtroppo – non tutti siamo così ingenui da attendere il miracolo sportivo. Per fortuna – o purtroppo – esiste ancora qualche vecchio Cuore Rossonero. Che spera, tifa, si incazza, piange, sorride.
Il Milan dei Maldini, padre e figlio, non c’è più. Ma siamo tutti in attesa che torni.
Il derby di domenica è una sfida priva di significato (sostanziale). Il derby di domenica non ha nulla a che vedere con quello bruttissimo che ci portò a Manchester e poi direttamente in Paradiso. Il derby di domenica non ha nulla a che vedere con tanti vissuti in passato, visti e rivisti, raccontati, mitizzati.
E’ una partita dalla quale non mi aspetto niente e, se mi è concesso di bestemmiare in chiesa, non penso che questo Inter-Milan, a questo punto della stagione, sia tanto diverso da un Milan-Sampdoria qualunque o da un Milan-Parma qualunque o da un Milan-Cazzatese qualunque. Il più realistico dei pronostici mi porta a immaginare una sfida un po’ brutta e un po’ noiosa tra due squadre che hanno più paura di perdere che voglia di vincere.
Si va verso il derby, quindi. Con un po’ di indifferenza. Come se il derby non fosse il derby. Come se questo Inter-Milan non fosse in realtà Inter-Milan.
In realtà, questa fantozziana sfida tra scapoli (in maglia rossonera, capitani dal geometra Calboni) e ammogliati (in maglia della salute, capitanati dal ragioner Ugo Fantozzi) un senso ce l’ha (parafrasando il Maradona dei cantautori; e non lo scrivo certo perché ritengo Vasco Rossi un fenomeno).
Il senso, però, non lo coglieremo domenica sera. Perché posso ben supporre che non assisteremo a una partita destinata a rimanere nella storia. Semmai, l’oracolo darà il suo responso a fine stagione. Quando capiremo chi, tra Milan e Inter sarà caduto più in basso. Quando sapremo chi, in questa triste guerra tra poveri, sarà Calboni e chi invece sarà Fantozzi.
Ps. Comunque ho mentito. In realtà il derby non è una partita qualunque e probabilmente non lo sarà mai. Magari domenica sera, qualche minuto prima del calcio di inizio, pizza/birra e un po’ d’ansia. E se avrò il piacere d’esultare, sarà un urlo più forte del solito. Una gioia più piacevole del solito.

18maggio1994

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?