Contro la Sampdoria l’ennesima partita sfortunata, nonostante una buona prestazione. Contro i blucerchiati, infatti, si è vista forse una delle migliori partite stagionali.
Una gara gagliarda quella giocata dall’undici di Inzaghi che è riuscito a mettere in grande difficoltà il tanto celebrato Mihajlovic.

Soprattutto nel primo tempo, i rossoneri hanno messo sotto il Doria, giocando con intensità e volontà, pressando costantemente a centrocampo e soprattutto giocando da squadra. Ma anche quando la sfortuna si accanisce contro, non c’è verso di poter pensare di vincere.
Tanta volontà quella messa sul campo da parte del Milan, quella volontà che, per lungi tratti della stagione è venuta a mancare.

Potevamo chiudere in vantaggio il primo tempo, anzi dovevamo, vista la buona quantità di occasioni e il buon gioco offerto contro un avversario tosto. Ma, si sa, il calcio è materia strana e se non punisci gli avversari, prima o poi saranno loro a punire te. Infatti dopo le occasioni del primo tempo capitate a Destro, Cerci, Van Ginkel e Abate è proprio la Samp a passare un vantaggio con Soriano sfruttando al meglio un’invenzione di Eto’o e una distrazione difensiva rossonera.

Una partita del genere non poteva essere persa, per la prestazione offerta, per le occasioni mancate, per la grinta che a tratti è stata fondamentale, per tutti quei tifosi che nonostante tutto vanno alla stadio per celebrare la propria squadra. E il goal del pareggio meritatissimo non poteva segnalo colui che in questi tre anni è stato uno dei migliori, se non il migliore in assoluto per costanza, grinta, solidità, sostanza, carisma, voglia, fame: Nigel De Jong.

Il centrocampista olandese è il faro di questa squadra, l’anima indistruttibile e sempre l’ultimo ad arrendersi, un esempio di professionalità e attaccamento alla maglia che merita indiscutibilmente palcoscenici migliori. Le primavere passano per tutti, anche per lui, ed è giusto che si vada a giocare le sue chances in una grande squadra che ambisce a traguardi ineguagliabili, quei traguardi che noi, purtroppo, possiamo solo ricordare con nostalgia.

Si perché l’Europa che conta è lontana anni luce per noi e anche la competizione minore, quell’Europa League tanto desiderata, è distante, anzi irraggiungibile. Ad otto giornate dal termine della stagione, infatti, è alquanto improbabile poter raggiungere con un colpo di reni quel sesto posto utile per la qualificazione al terzo turno preliminare dell’E.L., a maggior ragione se devi recuperare sette punti a squadre che per il momento si sono dimostrate superiori a noi, come Fiorentina e Samp.

Inutile stare a sperare in un qualcosa che, a meno di miracoli sportivi e non, non accadrà. Anzi sarebbe meglio iniziare a programmate la prossima stagione, cercando di confermare quelli che, nelle ultime giornate, si stanno meritando la riconferma. Partiamo dal tanto bistrattato Paletta che si sta dimostrando un buon difensore e ha contribuito, a parte il rigore causato su Dybala la settimana scorsa, a migliorare leggermente la fase difensiva. Secondo me, nonostante prendiamo goal come da copione ogni settimana, ci sono stati dei miglioramenti nel concetto di fase difensiva di squadra, che ci sta consentendo di vincere qualche partita in più.

Sinceramente concederei un’altra chance a Van Ginkel, il quale nelle ultime partite sta giocando con continuità mettendo in luce le sue qualità, che non saranno eccelse ma servono come il pane a questa squadra.
E poi c’è Suso. Il ragazzino spagnolo si è conquistato i tifosi, facendo più delle dieci partite di Cerci in una sola azione, colpendo il palo con un fantastico tiro a giro.

Si deve continuare su questa strada, con queste tipologie di prestazioni e cercare di vincere assolutamente il derby che può essere, in caso di vittoria, il giusto deterrente per la conferma di Pippo Inzaghi.

Cosimo Chieco  – AmazingMilan.net

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