Tra le solite voci di cessioni di quote di minoranza e, in alcuni casi, anche di maggioranza, si torna in campo in quel di Palermo per cercare di finire al meglio la stagione. Obiettivamente il sesto posto, ultima posizione utile per accedere in Europa League, è troppo distante. 8 punti alla Fiorentina sono quasi impossibili da recuperare, anche se ai viola abbiamo già fatto uno scherzetto del genere due anni fa.

Però in questi dieci giorni di “riposo” per la pausa delle nazionali, a tener banco in casa Milan sono state le solite questioni. Altri nomi, infatti, si sono aggiunti alla lista già lunghissima dei fantomatici pretendenti alla panchina rossonera e sono usciti sui giornali tanti possibili nomi per il mercato, tra cui una decina di attaccanti, come se la società non avesse capito che i problemi non sono in attacco ma a centrocampo.

Ma tralasciando queste solite considerazioni, ha fatto tanto discutere questo accordo siglato tra Ac Milan e Hello Kitty. Ora non nego che anche io sono rimasto al quanto esterrefatto quando ho sentito questa notizia ma mi sembra esagerato additare la società di cadere in basso. In questo momento economicamente difficile anche un accordo così strambo e che sicuramente fa sorridere, può aiutare ad alimentare gli introiti societari. I tempi stanno cambiando, anzi, sono cambiati.
Basta pensare al passato, basta pensare ai grandi successi del Milan, quello con la “M” maiuscola. Continuare a rievocare le Champions e le Coppe dei Campioni che abbiamo vinto, a mio parere, serve a poco. La vittoria più importante è sempre quella che verrà, ecco perché bisogna cercare di rifondare tutto e ritornare ai vertici.
Ci vorrà tempo, è chiaro, ma quando arriverà il momento sarà ancora più bello festeggiare, davanti a Casa Milan o magari nel nostro nuovo stadio.

Il primo passo che occorre fare ad ogni costo è la costruzione dello stadio di proprietà. Non mi importa se sia di proprietà della famiglia Berlusconi, di qualche imprenditore estero (magari cinese o thailandese), l’importante è che le entrate dei biglietti venduti, delle iniziative di merchandising siano soldi puliti che entrano nelle casse societarie. In questo modo si potrebbe creare quella liquidità necessaria a mantenere una rosa di alto livello e a permettersi degli investimenti.

Il successo degli odiati juventini nasce proprio da lì, dalla programmazione e dalla costruzione dello Juventus Stadium, ambiente ideale per le loro vittorie. I problemi burocratici per l’edificazione di uno stadio cui stiamo assistendo sono evidenti: Roma e Milan hanno presentato dei progetti validi ma si sono impantanati nella “agghiacciante” burocrazia italiana, anche se qui si dovrebbe aprire un dibattito molto più serio per l’assurda situazione politica della nostra amata Italia.
Questi problemi li avranno avuti anche gli Agnelli, non vedo i motivi per cui anche noi non possiamo risolverli.

Copiare il modello Juve non credo sia qualcosa di offensivo, anzi. Con la programmazione giusta sono riusciti ad arrivare in tre anni ai quarti di finale (quasi in semifinale direi) e a creare una vera e propria egemonia in campo nazionale. Ecco dunque, facciamo un copia – incolla. O per lo meno tentiamo di farlo, cosicché possiamo crescere e riuscire a vincere. Se sbagliamo ancora allenatore, se continuiamo con la politica dei parametri zero e dei prestiti di sei mesi senza riscattare i giocatori (vedi Destro), se continuiamo a pagare un’ enorme affitto di uno stadio ricco di storia ma che al momento si riempie una volta ogni morte di papa, non saremo in grado di competere con nessuno.

Apriamo gli orizzonti, dunque, all’Oriente e facciamo tutto il possibile per migliorare la nostra situazione economica. Basta pensare al Milan che fu, finiamola con i continui paragoni con allenatori del passato, con giocatori del passato, non servono. La parola giusta ed il concetto giusto, così come per tutti i settori in crisi del nostro paese, è INNOVAZIONE. Armiamoci di buona volontà, di nuove idee ed un pizzico di fantasia e proviamo a dimostrare al mondo cosa sappiamo fare.

Cosimo Chieco – AmazingMilan.net

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4 Comments

  1. Caro Amazing , tu ti chiedi a proposito dei permessi per lo stadio :
    “Questi problemi li avranno avuti anche gli Agnelli, non vedo i motivi per cui anche noi non possiamo risolverli. ”
    Forse vuoi fare ironia , ma basta guardare il trattamento che i politici di professione hanno riservato e riservano agli Agnelli e confrontarlo con quello riservato a Berlusconi ed avrai la tua risposta .

  2. Ancora , Amazing . Per quanto riguarda Hallo Kitty non mi fa nessuna specie .
    Sara’ che sono abituato a seguire lo sport negli USA , ad Atlanta, a vedere le partite di basket degli Atlanta Hawks alla Philips arena . Ci vado con mia figlia e la publicita ‘ la fa da padrona . Ma lo spettacolo pure ! La strada giusta e ‘ quella di Barbara . E i soldi provenienti dalle tasche o dal tifo dei supporter del Milan debbono, almeno in gran parte, restare in Italia . Altrimenti diventiamo una colonia .
    Non conosco lo stadio della Giuve . Se somiglia a quelli americani mal per noi se non provvediamo in fretta . Ci si passa un giorno in famiglia se si vuole . Divertendosi tutti e tutto il tempo in sicurezza assoluta . Gli sponsor sono centinaia , pensa gli incassi ! Forza Barbara o non c’e’ storia . Ne vincono altri 10 .

  3. Borgofosco

    Nel tuo articolo colgo il senso della realtà di quello che sta avvenendo al Milan. Aggiungo che la rivoluzione è cominciata all’indomani della perdita sciagurata di uno scudetto, già vinto, per le note vicende relative al gol di Muntari e per di più gettato via inopinatamente da Allegri. La vecchia guardia ha lasciato campo ai parametri zero ma si è visto, che ciò non è produttivo. Finalmente al Milan il monte ingaggi tende ad allinearsi alle squadre di livello dell’attuale team Rossonero. Gli investitori guardano i ‘danè’ e della gloria gli frega poco. La pubblicità la fa da padrona e vedremo cosa combineranno per il nuovo stadio. Barbara ragiona da manager moderna e Silvio media così come sta tentando in politica dove invece di Barbara ci sta Matteo Salvini. Credo che tra qualche mese avremo le idee chiare su tutto. Ora accontentiamoci, come ho detto ieri, di evitare ulteriori figure di ‘palta’.

  4. E’ possibile che il peggio sia passato . In tutte due le direzioni . Molti segnali positivi.
    Qualche incognita , inesorabilmente .

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