La fine di una lunga storia d’amore durata più di 10 anni sta per arrivare.
E’ inevitabile e lo sappiamo tutti.
Ha gestito male un gruppo che in Europa League poteva benissimo rientrare mesi e mesi fa e che se non avesse toppato le partite chiavi, forse, era anche lì a lottarsela per il terzo posto..
Certo, facile dirlo con il senno di poi, ma purtroppo gli errori si vedono non si può negare..
Invece, per l’ennesima volta, siamo qui a leccarci le ferite, a piangere sul latte versato e a rimproverarci delle scelte invece di altre.
A vedere come la squadra fatichi, in tutto, a partire dal recuperare punti e dal risalire la classifica piano piano per un posto in Europa League.
Sembrava possibile, dopo la partita contro la Fiorentina è diventato impossibile, ennesima partita buttata al vento dopo il vantaggio iniziale nostro.
Si è stanchi, molto, troppo.

E non è solo Inzaghi il colpevole di tutto questo schifo, l’ho scritto la settimana scorsa…
Ma purtroppo per il bene suo, per il nostro e per quel poco Milan che è rimasto la storia deve concludersi così, tragicamente se vogliamo, perché per chi come ha amato per secoli Inzaghi, quel calciatore unico in grado di risolverti le partire più improbabili e a segnare gol impossibili, in grado di farti piangere per gol importanti e belli allo stesso tempo…
Insomma, chi ha amato Pippo sa bene che questa non è sicuramente la fine che avrebbe sognato.
Non di certo con quell’inizio stratosferico della squadra.

Mi aspettavo un calo, non così.
Mi aspettavo di non vincere il campionato per via anche delle troppe e numerose sfighe che abbiamo addosso nell’ultimo periodo, ma questo finale a Settembre/Ottobre non me lo sarei mai immaginata.
Un finale che porta via l’ennesima bandiera da Milanello.
Bandiere che servirebbero invece come il pane in uno spogliatoi sempre più libero e incapace di amare quella maglia che invece trasuda storia da ogni poro.
Inevitabile fine di una bandiera che dopo mesi e mesi è stata lasciata sola al proprio destino da una proprietà ormai sparita.
Da una proprietà che pensa solo ai propri interessi senza tutelare chi gioca o chi allena (e un esempio stupido può essere Perez con Ancelotti, dopo fischi e hashtag improbabili, lo ha difeso a spada tratta il giorno dopo… E non l’AD ma Perez, il Presidente).
Presidente che noi non abbiamo più.
Come non avremo più bandiere finito quest’anno zero, ennesimo.

Buona fortuna, ovunque andrai, perché meriti una altra chance in una piazza magari meno importante, ma meriti di ripartire e di far vedere che hai anche tu del potenziale.
Magari tra qualche anno migliori tu, miglioriamo noi e tornerai più forte… Ma ora è meglio dividerci.
Lo dissi tu nella lettera di addio che conservo nel mio cuore e appesa al muro della mia camera: “Caro il mio Milan, Ti lascio solo perché è la vita, perché è il momento. Lo sai anche Tu.”
Ce l’ho impressa quella lettera e non posso fare a meno di citarla perché è arrivato il momento più duro per te, per chi ti amato fino al midollo come me…
La separazione definitiva, con qualche lacrima che scende.
Con il ricordo più grande insieme: Liverpool.

Avrai sempre una parte del mio cuore nonostante tutto, nonostante gli errori, nonostante il tuo intento e la tua voglia di riportarci in alto non sono bastati.
Avrai sempre il mio amore infinito.
E sarò la tua fan numero 1 qualunque squadra tu scelga per il futuro e per ripartire.
Non è un addio, è un arrivederci a quando sarai più maturo tu e noi e non disperarti perché quella maglia non l’ha amata nessuno come l’hai amata tu e questo sarà sempre impresso nel cuore di tutti i veri milanisti.

#ForzaPippoMio

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen