Nuova giornata, nuovi avversari e vecchie abitudini. Il Milan non cambia, resta sempre lo stesso, e il non aver vinto una partita a causa di un goal all’ultimo minuto è solo una triste maschera per nascondere la più triste verità.

Siamo allo sbando totale, ed è persino superfluo che io stia qui ad elencarvi tutto ciò che non va in questa squadra che di squadra ha pochissimo. Gioco, mentalità, tattica, idee e così via, tutti temi che abbiamo già trattato abbastanza e che è inutile ribadire ulteriormente. Anche perché, cosa può cambiare se chi sbaglia ad ogni partita, ogni volta si rifugia dietro frasi fatte, finto buonismo e insensate scuse? Non ci sono più giustificazioni adducibili, e lo sappiamo tutti. Eppure, non cambia nulla e nulla cambierà probabilmente. Non si cambia, Inzaghi resta perché le alternative non ci sono e la società non ha voglia di prendersi ulteriori responsabilità, come se se ne fosse già prese tante. Ci godremo questo scempio da qui alla fine? Probabile, cari miei, probabile. Ho sperato che tutto questo magicamente finisse, ho sperato che anche un sostituto di passaggio potesse portare qualcosa di buono, senza fare miracoli. Continuerò a sperare, invano a quanto pare, perché il dramma oramai è compiuto, e ce lo dobbiamo tenere fino alla fine.

La partita contro il Verona è solo l’ultimo manifesto della nostra confusione, con un risultato che avevamo portato dalla nostra parte solo grazie ad episodi sporadici, per due guizzi di Mexes, pensante un po’. Quello che non doveva scendere più in campo, alla fine è l’unico che prova a fare qualcosa, nonostante sia un difensore e nonostante i suoi compiti siano totalmente diversi; questo ci dice chiaramente quanto manchi la mano di un allenatore, quanto il lavoro fatto in settimana sia sbagliato, o inutile, o inesistente…non lo so. Il caos regna sovrano in campo e fuori, e le conseguenze puntualmente si vedono, e ci crollano sulla testa come macigni.

Le altre non brillano e questa non può essere una consolazione ma piuttosto un amaro rammarico: in questa triste mediocrità, con squadre che alternano buone prestazioni a gare pessime, con società che spendono decine e decine di milioni di euro per poi dimenticarsi come si fa a vincere e con le piccole che rubano punti a chiunque, beh in tutto questo ci sarebbe stato lo spazio per fare una grande stagione. Si, anche con questa rosa, e lo sottoscrivo mille volte. Se su quella panchina ci fosse stato l’allenatore che ha vinto gli ultimi tre scudetti, se quel presidente non lo avesse trattenuto a tempo solo per non farlo accasare altrove, a quest’ora staremmo parlando di altri risultati. Ne sono certo, anche se non potrò mai avere la controprova. Chi dice che il male del Milan di quest’anno non è l’allenatore si sbaglia di grosso, o accusa altra gente a caso perché così si deve fare.

Dispiace per Pippo, che come uomo mi ha dato e ci ha dato tantissimo, ma come allenatore non merita di stare su quella panchina. Anzi, faccio fatica anche a definirlo allenatore, perché la sua nomina in quel ruolo è stata fatta in maniera troppo irrazionale, troppo irresponsabile. Era la soluzione interna, la soluzione a basso costo…e non si è pensato minimamente né al bene del Milan né al fatto che potesse bruciarsi, senza se e senza ma. È quello che è successo, ahimè, ma mi auguro che lui riesca comunque a trovare la sua strada, e che sia piena di successi, anche se lontano dal Milan. Intanto, resta lì, nonostante tutto. Perché si crolla ogni volta, ci si dispera ogni volta, si grida all’esonero ogni volta…eppur nulla si muove.

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.

5 Comments

  1. Gli oscurantisti affermavano che Galileo Galilei era un eretico e che andava messo al rogo. Al Milan gli oscurantisti si crogiolano attraverso scelte che definire fasulle è un complimento. Prima Clarence Seedorf ed ora Pippo Inzaghi. Dopo aver cacciato Allegri, la soluzione logica sarebbe stata insediare Inzaghi al suo posto. Niet! Arriva il traumaturgo olandese, fa una disamina, dice che la squadra va rifondata ed i deue terzi dei giocatori sostituiti. Niet! Allora si cerca Conte ed il niet arriva dall’amico del giaguaro Andrea Agnelli! Rimane Pippo Inzaghi buono a tutti gli usi ma, come sta dimostrando, non a quello di fare l’allenatore. Lo si conferma forse perché nel patto del Nazzareno stava scritto che il Milan dovrà tornare a casa subbissato di gol lunedì sera da Firenze?

  2. Non vi e’ dubbio , Nicco , che con Conte si arrivava fra le prime tre . Forse anche con Seedorf . Inzaghi lo hanno voluto Galliani e i cosiddetti Senatori o Italiani per avere un amico in quel posto . Noi , che ci siamo rimasti male , per Seedorf e per ill Milan abbiamo sostenuto lo stesso Pippo per affetto . Non per convinzione . Sopratutto riflettevamo sul suo modo di segnare senza giocare . infatti Pippo ha dimostrato di non conoscere il gioco del calcio ancor piu’ che di essere un cattivo allenatore . Il carattere puo’ bastare con i ragazzini . La serie A e’ un’altra cosa.
    Adesso e’ giusto che Inzaghi non alleni piu’ il Milan , ma Galliani e compagni che lo hanno voluto debbono andare via subito .
    Per Borgofosco : Seedorf aveva fatto una analisi talmente precisa e provata dai fatti , anche e sopratutto nimnumeri percentuali , che meriterbbe di avere chiesto scusa e di essere riabilitato . Grandi uomini farebbero cosi’ .

  3. la posta in gioco è alta

    se cade Pippo una scelta caldeggiata da Galliani con tutte le conseguenze del caso (vedi i rapporti con Barbara)
    sembra che nelle ultime ore il cravatta gialla aver convinto Silvio a non esonerare ancora Inzaghi

    continua purtroppo l’agonia , i giocatori senatori sono felici così continuano a giocare vedi Muntari e Bonera
    Pazzini

    avanti così
    i giovani è meglio che se ne vadano da Milanello prima che li rovinano , con due ci sono riusciti e Sciglio ed il faraone , Saponara e Nioang si sono salvati

    se fossi in Destro ci penserei bene se rimanere in una società dove i senatori incidono sulle scelte dell’allenatore

    1. Non vi e’ alcun dubbio , Boldi , che tu abbia ragione .

  4. Caro Boldi , se Silvio prendeva a calci nel culo Galliani e gli ammutinati che andarono a piagnucolare e dava a Seedorf il giusto appoggio , non accadeva NULLA di quel cne e’ accaduto . Ci si potevano risparmiare gli inutili acquisti di Gennaio ed avremmo raggiunto il terzo posto .

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