De Derby Mediolanvm

Sul cambio di panchina in casa Inter è già stato detto tanto; chi è scettico, chi esulta, chi si dispera, chi preferiva Zenga e via dicendo. Addirittura ci sono milanisti che si dicono pessimisti prima del derby solo a causa della presenza del neo-tecnico al comando dei nerazzurri. E questo mi perplime. La rosa dell’Inter non è in alcun modo superiore alla nostra e non sarà Mancini a minare le nostre possibilità di vittoria.
Roberto Mancini è un allenatore che ha vinto tanto, ma lo ha fatto sempre con squadre nettamente superiori alle avversarie. Onestamente fatico a ritenere un’impresa gli scudetti vinti nel post-calciopoli.
No davvero, scusanti per il derby non ce ne sono. Inzaghi ha a disposizione una rosa migliore o almeno alla pari di quella del Mancio, e qualora non dovesse arrivare un risultato positivo non dovrà esimersi da alcuna responsabilità, così come nessun tifoso deve trovare alibi nella presenza del ritrovato entusiasmo dei nerazzurri, è sacrilego farlo.

A far perdere entusiasmo per questa partita, per noi tifosi, deve essere più l’aspetto tecnico; infatti dopo aver assistito a derby che davano vita a scontri capitanati dai Maldini, dai Baresi, dagli Zanetti, è tremendo vedersi sbattuta in faccia la realtà dei Bonera, degli Abbiati, dei Ranocchia.
La Milano calcistica è in un momento di profonda crisi, si dedica all’infortunio di De Jong la stessa preoccupazione che destavano un tempo i ko di Savicevic e Shevchenko, anche se resto convinto che il motivo dell’atmosfera superficiale che avvolge da qualche tempo il derby sia più da ricercare nel pressapochismo che stanno dimostrando i due piani alti delle società.
A me piacerebbe raccontare belle storie di entusiasmo, di derby come partita della vita, fare inni alla gioia e disegnarvi unicorni rosa, ma mentirei se non ammettessi che è evidente quanto triste sia diventato vedere due grandi squadre ridotte a poco più, esagero, di carcasse che vivono alla giornata.

Però piuttosto che deprimerci su vari ed eventuali scheletri nell’armadio e scelte incondivisibili, la cosa migliore da fare è accettare la realta attuale e dare il nostro sostegno. Almeno nella settimana del derby, perchè il derby è una partita che devi vincere a prescindere da ogni discorso societario e situazionale.
Se in questo momento più di Menez non possiamo permetterci, allora domenica prossima ci sgoliamo urlando il suo nome, o quello di El Shaarawy, o di Alex, o di Honda. E di Inzaghi.
Perchè la maglia che indossano è quella che amiamo.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)