Nove sfide che ormai sono poco più che un pro-forma, l’ultima che potrebbe cambiare il corso di un’intera stagione. Nel mezzo, la trasferta a Bergamo del Milan.

Dopo Verona-Juventus delle 18, con gli scaligeri che cercheranno di riscattare i 10 gol incassati in due gare con i campioni d’Italia, alle 20.45 potrebbe non essere più l’ultima di Inzaghi sulla panchina rossonera, a quanto si sente nelle ultime ore. Va però detto che fino all’annuncio ufficiale non ci sarà la certezza né della conferma di Pippo né di una sua sostituzione durante le vacanze. Ultima di campionato a Bergamo, in un campo sempre difficile nonostante l’Atalanta si sia salvata solo grazie all’inconsistenza delle sue tre rivali salvezza e al risveglio troppo tardivo di una di queste, il Cagliari. Gli orobici hanno vinto 0-1 all’andata, contro forse il peggior Milan di stagione e a sentire le dichiarazioni di Reja puntano a ripetersi. Dalla parte rossonera mancheranno Antonelli, Rami e Menez, ma in generale qualcosa in più sembra essere arrivato nelle ultime giornate (Sassuolo, non valutabile, a parte). Il ritorno al gol di due grandi assenti della stagione, certo, ma anche –finalmente- due partite giocate “da Milan” e senza paura dell’avversario come troppe volte è parso quest’anno. 4-3-3 sia per gli orobici sia per il Milan. I primi schierano: Sportiello; Zappacosta, Benalouane, Masiello, Del Grosso; Baselli, Cigarini, Grassi; Moralez, Gomez, Denis. L’undici di Inzaghi: Diego Lopez; Abate, Alex, Paletta, Bocchetti; Van Ginkel, De Jong, Bonaventura; Honda, El Shaarawy, Pazzini.

Tra le partite della domenica, due i possibili colpi di scena. Passata Cagliari-Udinese, l’anticipo delle 18, ecco il primo, nella sfida a distanza tra Sampdoria e Inter per il settimo posto che –stante la licenza Uefa negata al Genoa- potrebbe regalare l’Europa League. L’Inter deve battere l’Empoli, sperando che i blucerchiati perdano in casa con il Parma sempre più a rischio ripartenza dalla D nonostante l’ancora di salvataggio dell’ulteriore asta fallimentare. 3 punti di differenza, parità negli scontri diretti, miglior differenza reti per l’Inter. Situazione simile a quella vissuta da Napoli e Lazio per la terza piazza; con la differenza che qui c’è di scena uno scontro diretto. A Napoli. E arrivarci dopo aver appena perso il derby nel finale non è il massimo. 0-1 per il Napoli, all’andata, quindi il problema della differenza negli scontri diretti non si pone. Deve vincere il Napoli, due risultati su tre per la Lazio. A completare la serata Torino-Cesena, Sassuolo-Genoa, Roma-Palermo e Fiorentina-Chievo.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014