Il decimo turno di questa serie A non verrà ricordato negli annali, almeno dai tifosi rossoneri. Sconfitta dalle conseguenze tutte da valutare per il Milan, che incassa due gol in casa da un ritrovato Palermo.

Dopo alcuni risultati moderatamente favorevoli dagli altri campi (come il successo del Genoa a Udine e il crollo dell’Inter sul campo dell’ultima a Parma) la strada sembrava in discesa. Ma l’infortunio di Alex al 3′ ha scompigliato tutto, con due gol presi in due minuti su errori del subentrato Zapata, e un atteggiamento mentale negativo (a partire dalla doccia fredda dello 0-1) che portava i rossoneri a sbagliare anche appoggi facili. E dire che dopo la doppia sfida “veronese” contro Hellas e Chievo il Milan sembrava aver risolto il momento di appannamento del post-Juve. Ma due punti in tre partite, per una squadra che punta all’Europa, sono pochi. Errore di Inzaghi -nessuno lo nega, credo- nel non capire che il contenimento + contropiede delle prime tre giornate poteva andare bene finché le avversarie non erano preparate a una simile modalità di gioco. Con le piccole il Milan avrebbe il dovere di imporre il suo gioco, facendo però attenzione a non scoprirsi. Il 4-4-2, classica ricetta quando le cose vanno male, può essere sperimentato nell’amichevole di mercoledì con il San Lorenzo. Menez e le fasce non vanno d’accordo, una punta serve, e il 4-2-3-1 è troppo sbilanciato; lo sentivo dire da un po’ di tempo, mi sono convinto anch’io di questa soluzione guardando la partita di ieri. Ma sono anche del parere che un allenatore esordiente vada giudicato a conti fatti e non sulla scorta di tre partite.

Dagli altri campi, si smuove la classifica a favore della Juventus, che riprende i soliti 3 punti alla Roma sconfitta a Napoli. Callejon è uno dei clienti più scomodi per i giallorossi nel recente passato, e il suo gol nel 2-0 per gli azzurri lo conferma. Nella serata di sabato, lo 0-2 bianconero a Empoli e l’ennesima battuta d’arresto dell’Inter, sempre per 2-0, a Parma smuove la classifica dei ducali che lasciano l’ultima piazza. Domenica pomeriggio trionfale invece per le due genovesi (2-4 per il Genoa a Udine, 3-1 della Samp contro la Fiorentina) mentre due scialbi 0-0 tra Chievo e Sassuolo, e tra Torino e Atalanta non smuovono le rispettive classifiche, con i gialloblu ultimi. In serata lo 0-2 subito dal Milan. Sono finite da poco le due partite del lunedì; un caparbio Cesena ha fermato il Verona sull’1-1, sfiorando il successo; 4-2 invece per la Lazio sul Cagliari.

Classifica: Juventus 25, Roma 22, Lazio e Sampdoria 19, Napoli e Genoa 18, Milan e Udinese 16, Inter 15, Fiorentina e Verona 13, Torino e Palermo 12, Sassuolo 11, Cagliari e Atalanta 9, Empoli e Cesena 7, Parma 6, Chievo 5.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014

2 Comments

  1. La caduta? Perchè, eravamo ad una minima altezza?

  2. Borgofosco

    Una caduta cercata e forse anche voluta. La squadra non è scesa in campo ed è questo che è stato avvilente. Al suo ingresso in campo mi ha impressionato il volto scuro di Pippo. Stretto in un cappottino(inquietante sembrava quello di Allegri)si è avvicinato ai giocatori che stavano facendo riscaldamento. Pippo aveva il volto scuro, non era carico e sorridente come sempre, quasi a voler dimostrare che qualcosa non aveva funzionato nella preparazione alla partita. Il sorriso che gli campeggia sempre sulle labbra era diventato una smorfia di insofferenza. Ho pensata tra me e me: -stasera perdiamo- Ho stretto le dita facendo gli scongiuri. Purtroppo sono stato facile profeta. Mi sono sorti cattivi pensieri. Ho fantasticato che forse qualcuno gli avrà suggerito che non si può dispiacere gli amici e soprattutto gli amici degli amici. Me era soltanto una sensazione irrazionale? Oppure una verità che non sopporto e non posso tollerare?

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