Il periodo nero continua, tutto quello che di buono si era visto sta lentamente sparendo; evidentemente era solo “l’effetto Inzaghi” come era stato scritto sui giornali, e forse avevano ragione. Nelle prime partite infatti avevamo fame e voglia, lo dimostrava il pressing asfissiante che adottavamo, cercavamo di andare subito a riconquistare il pallone per andare a segnare. Tutto questo non accade più. Ritornando all’anno scorso, è quello che successe tre/quattro partite dopo l’insediamento sulla panchina di Seedorf, ormai siamo una squadra che si basa solo su sprazzi di entusiasmo. Con il solo entusiasmo non si costruiscono né le squadre, né un metodo di gioco. Inzaghi ha lavorato da motivatore, e questo è bastato nelle prime cinque partite, ma quando la voglia e lo spirito sono andati calando, si sono visti i limiti del Milan.

Riguardo alla tattica se ne può parlare per quello che riguarda il primo tempo, perché il secondo è giocato attaccando a testa bassa senza ragionare, quello che accade ad un squadra quando è sotto e ha bisogno di recuperare una partita ormai allo sbando. La partita si mette male dopo due minuti, l’unico difensore centrale (con la D maiuscola) che abbiamo si fa male; cambiando un uomo così presto vanno a farsi benedire tutte le scelte fatte dall’allenatore nel pre-gara. Il sostituto è il capo espiatorio della nostra disfatta infatti lui ci mette del suo, perché i due goal subiti sono due sue disattenzioni. Ma sarebbe un errore fermarsi a parlare dell’errore del singolo, ieri sera non è funzionato nessun reparto, infatti replichiamo in tutto e per tutto la trasferta di Cagliari; questa volta invece di Conti abbiamo lasciato libero Barreto, che trova sulle corsie Lazaar e Vazquez, il primo è una vera spina nel fianco che gioca una gran partita.Tra i centrocampo  e l’attacco troppa confusione, Menez viene troppo basso a prendere il pallone togliendo spazio a Saponara che è costretto a defilarsi; ed ecco che a tratti si passa a un vero e proprio 4-2-3-1, nel momento in cui il Palermo prende il vantaggio territoriale.

In questo momento non abbiamo un collante fra centrocampo e attacco, nelle prime partite non si sentiva perchè sfruttavamo pressing e ripartenze, e la squadra era compatta ma ora i reparti non sono più coesi. Ora, o continuiamo con questo modo di giocare e vedremo dove ci porterà, oppure sfruttiamo la prossima sosta per cercare di risistemare tutto. Abbiamo visto chiaramente che Torres e Menez in campo con questo modulo non possono giocare, allora se vuoi dare libertà di movimento a Menez in presenza di Torres, deve essere usato come seconda punta dandogli la possibilità di girare attorno a Torres. Andremo a risolvere anche un altro problema, la posizione di Honda, che viene usato costantemente come esterno, e un giocatore con la sua tecnica dovrebbe giocare all’interno del campo (visto che il suo ruolo naturale è il trequartista) creando così quel “ponte” fra centrocampo e attacco che al momento non c’è. Quello che voglio dire, è di tornare a un modulo Ancelottiano, un 4-3-1-2. Così facendo avrebbe più spazio anche Pazzini, con El che può fare benissimo il compito dato a Menez, visto che non riesce più a rientrare sul suo piede, quando gioca esterno.

Non vorrei fare il pessimista, ma ci ritroviamo ad avere 16 punti e ad aver affrontato soltanto la Juventus e tre neo promosse raccogliendo soli due punti. Il calendario già da domenica si fa tosto e in queste condizioni sarà difficile affrontarlo, ripeto il crocevia sarà la sosta vedremo come il nostro Pippo utilizzerà le due settimane di stop.

I migliori:

  • Torres: l’unico che lotta su ogni pallone, chi lo critica si deve solo vergognare. Si vede che è un calciatore che vuole fare la differenza.
  • Diego Lopez: così come Abbiati a Cagliari, ci salva da un passivo ben peggiore.

I peggiori:

  • Menez: si incaponisce sui dribbling e tiene troppo il pallone, facendo perdere tempi di gioco alla squadra e permette agli avversari di ricomporsi.
  • Zapata: se non è in partita è un problema, e difficilmente lo è, e ieri tira fuori il peggio di se.
  • Honda: si perde nella trequarti del Palermo e non riesce a venirne fuori, viene giustamente sostituito nella ripresa.
Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.