Una sosta fa eravamo a parlare di un Milan in crisi, vecchio, finito. Ora siamo a parlare di un Milan in lotta scudetto davanti a Juventus e Roma e a un tiro di schioppo da Lazio e Udinese. Cosa è cambiato in questo frangente?

1) Meno errori da parte dell’allenatore. Finalmente formazioni azzeccate proprio dopo la partita in cui si sono visti più errori tecnici e tattici – quella a Torino con la Juventus, errori su cui non torno (ma potete andare a rileggervi i post di quel periodo). Dentro Nocerino al posto di Seedorf anche per l’infortunio dell’Olandese, sfruttamento del gioco sulle fasce e una potenza di fuoco in attacco che nessuna in serie A e pochi in Europa hanno. Non riconosco comunque particolari meriti all’allenatore in questo frangente – sono stati ottenuti i risultati che questa squadra vale e in questo l’allenatore non ha meriti, semmai ha rimosso i demeriti che prima aveva. Per ottenere dei punti Allegri è comunque chiamato a far rendere sul campo questa rosa un quid in più rispetto a quello che vale: il primo posto a mani basse in Italia. E il 23 Novembre mi pare una bella data per farlo no?

2) E’ sicuramente migliorata la condizione fisica. Si è vista finalmente una corsa e un pressing alto già nella metà campo avversaria che è stata la chiave in alcune partite come quelle con la Roma e il Catania. Questo ha portato i nostri attaccanti a poter giocare in velocità e recuperare palloni da subito. E’ aumentato anche l’uso del tiro dalla distanza, arma che si era vista poco nella prima parte di stagione e ha portato a segnare gol importanti soprattutto in quel di Lecce.

3) Ibrahimovic ha cominciato a giocare per la squadra, non più rimanendo in posizione defilata aspettando palloni al centro dell’attacco, ma a volte arretrando la sua posizione in quella di trequartista e cominciando a regalare assist e favorire gli inserimenti delle punte. Attenzione ai due gol di testa a Roma – segnale importante per un giocatore che aveva segnato nello scorso anno in questo modo solamente un gol nella sconfitta casalinga contro la Juventus, non sono casuali ma sono segno di un maggiore impegno dello svedese anche nel gioco senza palla.

4) Aquilani ha dato quella qualità al centrocampo che mancava lo scorso anno. Forse si rischia di più in fase difensiva ma il rischio viene ampiamente bilanciato dalla impostazione di gioco che il centrocampista della nazionale offre. Stravinto il ricambio con Pirlo non più rimpianto dalle sue vedove. E c’è un crescente Boateng assente – guarda caso – nella parte iniziale di stagione che si è imposto nella squadra. Non ha ancora continuità nelle prestazioni alternando alti e bassi ma a differenza del suo sostituto Seedorf nei bassi il suo sei in pagella lo strappa. Sempre.

5) Prospettive e insidie: per quanto riguarda il livello delle avversarie le prime due sfide contro Fiorentina e Barcellona saranno le più difficili da qui alla sosta. Ma guai a pensare che sia tutta in discesa: a dicembre giocheremo quattro gare su cinque in trasferta lasciando alla sola gara col Siena l’unico impegno casalingo nel campo amico di San Siro. Ci sono quaranta punti da conquistare nel girone di ritorno per mantenersi in linea con lo scorso campionato e tra Genoa, Firenze, Bologna e Cagliari almeno tre di queste vanno portate a casa. Il Milan visto in queste ultime cinque di campionato può tranquillamente proseguire e fare il colpaccio?

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.