Carlos Bacca lascia il Milan. Sarebbe una notizia se Carlos Bacca fosse considerato per ciò che è stato in questi anni, ovvero il primo marcatore rossonero con 34 gol in 77 partite ufficiali giocate, nonché il uno dei primi finalizzatori del campionato Italiano. Da quando è arrivato solamente i top (Icardi, Dzeko, Immobile, Belotti, Higuain) hanno fatto più gol di lui nel massimo torneo italiano. Il Milan quindi non vende Matri, né Lapadula e spiace per una macchina del fango scatenata su un giocatore per cui la scorsa estate 30 milioni erano ritenuti pochi dagli stessi tifosi che ad oggi lo accusano di non tornare in difesa e altre cose che un centravanti non è tenuto a fare.

Arriva Kalinic che a livello di numeri non è superiore al colombiano ed è giustificato con la solita tiritera dei giocatori funzionali e dell’impegnarsi per la squadra, tutte cose che possono essere abilmente manipolate e non vanno negli almanacchi o negli albi d’oro. Sinceramente credo che il cambio secco indebolisca il Milan per cui voglio credere che la cessione di Bacca serva per fare entrare due giocatori e non uno solo. Non mi importa niente del fatto che Kalinic probabilmente è stato strapagato e Bacca venduto a meno del proprio valore, quello purtroppo dipende da una scellerata gestione tecnica da parte nostra. A Bacca va comunque il mio rispetto e l’augurio di segnare il più possibile a Villa-real: ci ha scelto da attaccante top europa in un momento di difficoltà e questo non va dimenticato.

La vera domanda da porsi è invece quanto concerne l’obiettivo stagionale. Può il Milan accontentarsi di lottare per il quarto posto alla pari con Inter e Roma come adesso sembrerebbe? Dopo 200 e passa milioni spesi, la risposta è ovviamente no. Il mantra dei cavalieri del ritardo rossonero (come abbiamo chiamato gli aficionados) è sempre lo stesso “MA KUARDA LA ROSAH DI PARTENZAH“. Guardiamola: una rosa che ha ottenuto 39 punti nel girone d’andata, con un monte stipendi molto basso rispetto al fatturato e molto giovane e che senza una serie di infortuni pesanti e contemporanei ai suoi giocatori più forti (che possono capitare e non è colpa di nessuno, ricordate la partenza della Juve al secondo anno di Allegri?) avrebbe probabilmente ottenuto già il quarto posto l’anno scorso. Non partiamo dalla base del Chievo e anche se fosse con una spesa mai vista in A in una sola sessione non ci sarebbero scuse.

Non voglio pensare che 208 milioni possano servire unicamente a colmare il gap di 9 punti tra noi e l’Atalanta (per una media di 23,11 milioni a punto) che rappresenta l’accesso Champions l’anno prossimo. Analizzando il mercato ad oggi siamo da 10 in difesa dove siamo coperti sia a livello di titolari che da riserve, da 7,5 a centrocampo dove manca un vice-Kessie e dove comunque pur avendo buoni giocatori (Montolivo, Biglia, Kessie, Bonaventura) siamo corti in termini numerici e di riserve e non abbiamo top del ruolo come possono essere Donnarumma, Rodriguez e Bonucci. L’attacco rimane ad oggi il vero problema: ad oggi è da 6 striminzito e solo l’arrivo di un centravanti che hanno Roma (Dzeko), Juventus (Higuain) ed Inter (Icardi) potrebbe alzare quel voto.

Non vedo una squadra, soprattutto un cantiere, che possa permettersi ad oggi di affrontare la Serie A senza un centravanti di tale nome. Lo fa il Napoli perché ha l’allenatore migliore del campionato e uno dei top 3 centrocampisti in A: Marek Hamsik, cosa che noi non abbiamo. Se poi Montella diventa il nuovo Sarri tanto di cappello. Non vedo la possibilità in Serie A di fare bene con le piccole (che poi è stato il nostro problema dell’anno scorso) con il guardiolismo imperante di piccoletti lontano dalla porta, per quanto forti questi possano essere. Il gioco di Montella va benissimo con chi si scopre ma paga tremendamente contro chi si chiude: non dimentichiamoci che l’anno scorso il problema era l’attacco e non la difesa.

Mirabelli – che in settimana ha avuto il pregio di porre rimedio ad uno dei pochi errori della sua gestione, ovvero l’avvicinamento a Sportitalia, il cui direttore è immediatamente passato da “supermercato Milan perché ve lo dico io e chi la pensa diversamente è una vedova pagata dalla vecchia gestione” a “il Milan fa mercato mediatico e l’inter mercato mirato” – ad oggi sta lavorando bene e credo sappia anche lui come concludere questo mercato per non lasciarlo a metà come già successo nel 2015. Il bugdet per un top c’è altrimenti non si starebbero spendendo 63 milioni per la coppia André Silva – Kalinic. Il mio augurio è che si possa concludere il mercato con la sicurezza di essere un livello sopra Roma ed Inter e poter così lottare per il terzo posto, un obiettivo compatibile con la spesa estiva e la base di partenza.

Buon ferragosto a tutti, in attesa con ansia delle cose formali del dopo ferragosto.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.