Dopo un periodo di assenza dal blog, torno per analizzare i nomi in lizza per la carica del nostro prossimo goleador. Avrei voluto fare un analisi più completa del mercato, ma il duo Fassone-Mirabelli ha bruciato le tappe annunciando ad oggi già tre acquisiti. Questo non ci deve far altro che piacere, poiché le squadre si costruiscono tramite le proprie scelte e non con gli scarti presi l’ultimo giorno di mercato.

Come di consueto, sono molti i nomi che vengono fatti e perciò è giusto fare una scrematura, sia dal punto di vista tecnico che economico. Su questo ultimo punto voglio essere chiaro: anche se stiamo dimostrando di avere disponibilità economiche, questo non deve precluderci di fare un mercato intelligente. Quest’anno non siamo nelle condizioni per farlo, la nuova proprietà ha bisogno di lanciare un messaggio forte, ma nei prossimi anni evitiamo di acquistare giocatori in scadenza con cifre fuori mercato. Questo per dire che le “occasioni” di mercato sono sempre preferibili, invece di scomodare giocatori non in partenza o da squadre molto care.

La lista come detto è lunga. Si è partiti dall’accordo con Bozzo per Morata, passando per le numerose offerte a Belotti, fino ad arrivare al ritorno del figliol prodigo Aubameyang e all’incontro con Mendez sabato scorso. Per la scelta come miglior candidato si deve prestare più attenzione all’aspetto tecnico che a quello economico, evitando acquisti alla Bacca (tutto fumo e poco arrosto). Ed è per questo che, chi ha intenzione di assicurarsi il miglior centravanti per i prossimi dieci anni deve puntare a mani basse su Romelu Lukaku, costo alto ma basso rischio di fregatura. Il giocatore è già pronto da due stagioni e merita la chance di giocare in un top-club, ma a detta del suo procuratore -durante il primo incontro per il rinnovo di Gigio – noi non lo siamo. Raiola è il motivo per cui la strada è poco praticabile, ha infatti intenzione di ri-eseguire il trasferimento “alla Pogba” per massimizzare il suo ritorno economico. E’ necessario dunque prendere le distanze da procuratori come lui, non abbraccia mai il progetto tecnico ma accasa il giocatore in base alle disponibilità delle squadre in quella finestra di mercato. Difficilmente i loro assistiti scelgono la destinazione: i giocatori che vogliono scegliere il proprio percorso, devono prendere le distanze da procuratori del genere (capito Gigio?). Altro giocatore pronto che limita nel campionato inglese è Kane, il quale ogni anno conferma i numeri degli anni precedenti ed è il prototipo perfetto dell’attaccante completo; ma quanto detto per Lukaku vale anche per lui. Dubito che le cifre che circolano, stanziate per l’acquisto della prima punta, riescano a scalfire le richieste degli Spurs e Everton.

Adesso passiamo a obiettivi “più” fattibili, ma che presentano allo stesso modo delle problematiche. Di quelli elencati in precedenza solo uno è una punta (Belotti), l’altro è una seconda punta (Morata) e l’ultimo è una ala divenuta attaccante nel caso di Aubameyang. Partendo dal Morata – il nome più caldo prima che lui smentisse quasi tutto – non è il profilo migliore in assoluto e il motivo è presto detto. In carriera non ha mai giocato in un attacco in cui lui è il terminale offensivo (il motivo per cui in precedenza lo ho appellato come seconda punta) e i suoi movimenti lo dimostrano; per tirare fuori il meglio delle sue qualità ha bisogno di un “apri-pista” che gli permette di attaccare gli spazi da esso creati. Questa qualità lo scalza dalle prerogative che Montella chiede ad una punta, la quale deve anche sporcarsi nel lavoro di possesso e non attendere soltanto la palla per la conclusione a rete (le stesse problematiche riscontrate da Bacca quest’anno).

Pier è abituato ad essere il terminale offensivo di un attacco a tre, ma è altrettanto abituato ad affrontare difese alte che prestano il fianco agli inserimenti. Anche se Montella dovesse applicare un calcio veloce e di prima fatto di sole verticalizzazione, in Italia è difficile trovare squadre che lasciano più di 20 metri tra la linea difensiva e il proprio portiere. La propensione al difensivismo in Italia limita lui e giocatori con le sue caratteristiche, come ad esempio Bacca anche se meno dotato tecnicamente. Piccola nota, ha già un offerta pronta da Parigi quindi dubito che il Milan possa rimettersi in coda. Alla luce di quanto detto fin’ora, sono da depennare tutte le punte che abbiano il “modo di giocare” da seconda punta, si ritroverebbero spaesate in assenza di una spalla.

Della lista resta soltanto Belotti, ma permettetemi di dire che non mi faccio abbagliare dalla sua stagione. Il motivo? Semplice, la Serie A è piena di giocatori che brillano in una stagione, ma alla fine non riescono a consacrarsi nei grandi club o nel calcio che conta. Gli esempi che mi saltano subito in mente hanno vestito, tra l’altro, la maglia granata e sono Cerci e Immobile. Quindi, guai a pensare che in una sola annata un giocatore possa dimostrare il suo valore futuro: è la costanza che rende un fuoco di paglia un vero giocatore di calcio. Con tutto il cuore mi auguro che non sia il caso di Belotti, perchè quanto ha fatto vedere quest’anno è figlio del suo lavoro. Tornado alle doti tecniche e tattiche, Belotti è l’uomo che cerca Montella. Il calciatore che più si avvicina al modo di stare in campo di Lukaku e Kane (anche se i due sono tecnicamente migliori). Le qualità che risaltano subito agli occhi sono: la sua prestanza fisica, con essa è in grado di tenere a bada i marcatori più ostici e dunque utilizzabile come boa per alzare il baricentro; e la sua attitudine ad attaccare gli spazi scoperti, è una vera spina nel fianco per le difese meno attente. Il connubio di queste due qualità ti rende un attaccante moderno, la fusione fra l’uomo d’area e il centravanti fisico. La mia scelta cadrebbe su di lui se non fosse per lo scellerato prezzo imposto dalla clausola, e con tuta franchezza con 70Ml mi aspetto di acquistare un giocatore fatto e finito, non una possibile promessa.

Resta un nome o meglio quello del suo procuratore, Mendez. Mendez ha la procura di Andre Silva, attaccante di 21 anni del Porto su cui pende una clausola da 40Ml. Rispetto alle cifre dei precedenti molto più apprezzabile dal punto di vita economico, resta da capire se lo è dal punto di vista tecnico. Per chi non seguisse il calcio portoghese consiglio la visione di qualche video, il web è pieno di video sulle giovani promesse. La premessa sulla loro visione è fondamentale: non fermatevi ai soli gesti tecnici, ma ai movimenti che il giocatore esprime durante le azioni visionate. Andre è quanto più si avvicina alle doti che tanto ho sottolineato in questo pezzo. Inoltre, è molto meno sgraziato di Belotti tecnicamente, riesce a liberarsi del diretto avversario e, come Morata e Aubameyang, è in grado di grandi accelerate palla al piede. La qualità che lo avvicina a una vera boa è la sua nonchalance nel difendere il pallone spalle alla porta, ma con un atteggiamento molto più dinamico dei vari centravanti alla Dzeko. Nel momento in cui entra in possesso, ha l’abilità di liberarsi del marcatore sia scaricando la palla ad un compagno con conseguente contro-movimento, oppure di aggirarlo con finte di fisico più che di piede. Ricapitolando, Andre è in grado di:

  • uscire dall’area portandosi dietro il marcatore, lasciando spazi alle ali;
  • lavorare spalle alla porta, in modo da alzare il baricentro;
  • break palla al piede, nel caso di contropiedi.

A quanto già detto va aggiunto che, a differenza di un giocatore già navigato, è possibile adattare lui alla squadra e non il viceversa, evitando così pacchi alla Bacca che ti costringono a giocare in base al loro modo di stare in campo. Quello che più di tutto ci ha insegnato la stupenda stagione dell’Atalanta è la freschezza mentale delle nuove leve, in grado sviluppare al meglio le idee dell’allenatore.

Notizie delle ultimissime ore affermano che, Mendez non sia a Milano solo per James e Silva ma per accasare il fuori-rosa Diego Costa, che si è visto chiudere il trasferimento all’Atletico dopo la sanzione  disposta dal UEFA. Questa è l’occasione di mercato di cui parlavo all’inizio dell’articolo, nella posizione in cui è stato messo il giocatore, si ha la possibilità di far scendere al ribasso il prezzo del suo cartellino. Il giocatore può essere discusso tecnicamente, non è quel goleador che una squadra cerca come prima punta; ma, a costo di risultare ripetitivo, Montella non cerca solo i goal nei piedi della prima punta, bensì la partecipazione alla manovra e Diego è un carrarmato che può aprire qualsiasi maglia difensiva.

In conclusione, la mia scelta ricade su Andre Silva e Diego Costa in rapporto alla qualità/prezzo. Sono fermamente convinto che il ragazzo avrà mercato negli anni futuri se riesce a replicare quanto di buono ha fatto fin’ora; lo stesso vale per Diego che vuole tornare all’Atletico e quindi potrebbe anche  essere una sistemazione momentanea la nostra.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.