L’editoriale sulla lettura tattica in questi mesi sarà accostato, per mancanza di calcio giocato e sposerò la mia attenzione sul calciomercato. In particolare andrò ad analizzare, in base alle abilità tecniche dei giocatori accostati al nostro club, la loro possibile utilità e se, tale trasferimento, sia attuabile o meno.

E’ circa una settimana che ho in progetto di partire, e il primo punto su cui volevo focalizzarmi sembra essere già assegnato. Sto parlando dell’allenatore che guiderà la squadra nella prossima stagione: Sinisa Mihajlovic. Perché non si fa mercato se non si sa chi si siederà sulla panchina del club, dunque cancellate la maggior parte dei nomi fatti in queste settimane. Infatti, sarebbe contro producente trattare giocatori, senza la supervisione di chi poi dovrà inserirli in campo. Un esempio lampante è l’Inter, la quale si ritrova ad avere in panchina un allenatore che, per sviluppare la sua filosofia di gioco, ha bisogno di giocatori tecnicamente diversi. Anche per loro l’anno zero sarà il prossimo, in quanto il cambio in corsa è servito a ben poco; per un cambio di mentalità di gioco si lavora meglio a “bocce ferme”, come nel nostro caso (ammesso che avvenga).

Tornando al discorso principale, visti i nomi che circolavano attorno al Milan – esclusi quelli accostati per il volere dei tifosi, ma non presi in considerazione dalla dirigenza – è il tecnico che mi fa piangere con un solo occhio, rispetto agli altri. Dico questo perché il salto all’indietro sulla sua scelta rispetto a quella di Carletto è enorme; ma del resto, non c’era nessuno disponibile del suo stesso livello. Se quest’ultimo ha bisogno di giocatori di alto livello per esprimersi al meglio, Sinisa ha dimostrato in Italia di sapersi adattare con qualsiasi tipo di rosa. Così come alla Juventus quattro anni fa, anche anche a noi serve un uomo con polso fermo, e Sinisa può essere il nostro “Conte”; sono finiti i tempi in cui avevamo giocatori che scendevano in campo con grandi motivazioni, dunque abbiamo bisogno di ricostruire un gruppo affiatato. Si parla del fatto che sia straniero e con tali allenatori il Milan non ha raggiunto traguardi importanti, non lo sarà di sangue ma lo è di adozione, poiché è dal lontano ’98 che calca i prati/panchine italiane; fidatevi, il calcio italiano lo conosce bene.

Parlando degli altri probabili candidati, nessuno mi dà quelle poche certezze che mi portano a fidarmi di Sinisa. Di seguito il mio pensiero su gli altri:

  • Montella: il suo gioco non è applicabile in una squadra con un tasso tecnico basso, come Milan e Fiorentina. Se non si riesce a sfondare con il possesso palla, si ha bisogno dell’invenzione del singolo, che squadre come Barça e Bayern hanno, ma qui in Italia non possiamo permetterci.
  • Sarri: è sotto gli occhi di tutti il suo eccellente lavoro con un gruppo di giovani italiani. Ma portare la sua filosofia di provincia in un club di spessore è difficile, almeno che tu non sia il nuovo Arrigo Sacchi.
  • Unai Emery: su di lui ho una premessa da fare, non ho seguito con attenzione la sua annata al di fuori del doppio scontro con la Fiorentina e la finale di Europa Legue. Su di lui, c’era e a tutt’ora è presente una forte concorrenza; per non parlare del fatto che, la squadra di cui è ancora allenatore, parteciperà alla prossima edizione della Champions.
  • Brocchi: si rischia di fare lo stesso errore fatto con Pippo (ahimè). Non è più il tempo di fare esperimenti visto che hai una squadra da ricostruire e non puoi di certo affidarla ad un “novizio”.

Tornado a Sinisa, auguro che non sia stato scelto dalla dirigenza come “tappabuchi” (vista la scelta ricaduta sugli ultimi due), perché in Italia siamo abituati a dare pochissimo peso alla posizione dell’allenatore, dove i presidenti se ne liberano facilmente. Ma pochi sanno che il progetto tecnico deve essere stabilito in compartecipazione fra le due parti ed è a durata pluriennale; perché difficilmente i risultati si vedono al primo anno. Quindi ci dobbiamo augurare che Sinisa non venga lasciato solo come Inzaghi, ovvero che, sulla base della sua assunzione, ci sia un progetto dietro; a differenza degli ultimi anni, dove la squadra è stata lasciata alla deriva. Infine auspichiamoci di avere la stessa fortuna della Juventus, che un anno fa si ritrovò a fare una scelta obbligata: affidare la panchina al “meno peggio” in giro. Ma Allegri è riuscito ad amalgamarsi perfettamente con il gruppo, riuscendo a portare fin da subito ottimi risultati; sperando che a Sinisa riesca la stessa impresa grazie alla sua personalità di spessore.

L’ultima cosa che voglio aggiungere per concludere, ma non di poca importanza, è il cambio di guida tecnica durante le voci riguardanti le cessioni delle quote societarie. Non deve essere fatto lo stesso errore dei nostri cugini, i quali hanno tenuto il tecnico contro il volere del nuovo dirigente/presidente. Quindi, visto che Berlusconi sta scegliendo il futuro allenatore (andando a pagarne tre tecnici nella prossima stagione), credo che l’azionista di maggioranza sarà ancora lui; altrimenti avrebbe “traghettato” la società fino alla vendita con l’ormai ex allenatore Inzaghi, senza aggravare i conti con ulteriori spese. E’ di poche ore fa, la notizia che abbia rifiutato l’offerta di Mr. Bee per la maggioranza.

Dalle prossime settimane inizierò a parlare delle possibili pedine di cui ha/non ha bisogno Sinisa, per attuare il suo modello di gioco – che analizzerò in un ulteriore articolo – e quali, di quelli accostati alla nostra squadra, ci servino veramente.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.