1552242-34Le emozioni contrapposte dei tifosi rossoneri dominano questi primo giorni della nuova stagione rossonera. All’entusiasmo per il nuovo corso, si oppone il pessimismo cosmico di chi critica mercato e allenatore, in entrambi i casi per partito preso. Perché l’allenatore, già considerato un servo, un falso, un incompetente e chi più ne ha più ne metta, deve ancora dimostrare il suo valore sul campo; ok, vi risparmio i salti di gioia, ma le critiche a prescindere sono quanto di più fastidioso ci possa essere. L’obiettività che molti sventolano ai quattro venti, in realtà è solo presunzione e pregiudizio. Aspettiamo il campo, aspettiamo i risultati e i riscontri, per poi commentare i fatti, non le idee senza fondamento. I fatti, riguardo a Inzaghi, raccontano che è partito con le idee chiare, con un nuovo staff e con nuove regole, precise per tutti, fin da subito. E non credo che si ricreeranno le situazioni delle scorso anno: Pippo ha messo l’onestà e la chiarezza avanti a tutto, ed è una base fondamentale per la costruzione di una nuova squadra solida e, possibilmente, vincente.

Per quel che riguarda il mercato, ci sono diverse considerazioni da fare. È vero, quello rossonero non è partito con i fuochi d’artificio, con colpi straordinari, ma in Italia questi colpi non ci sono più da tanto tempo. Ogni giorno sentiamo parlare di prestiti, acquisti dilazionati o con contropartite. I liquidi mancano, a chiunque. E se noi fino ad ora non siamo andati oltre i parametri zero, gli altri non hanno fatto poi tanto di più. La Roma, ad esempio: la si esalta sempre, eppure ha portato a Trigoria Cole e Keita, due ultra trentenni bolliti, oltre al nostro scarto Emanuelson. O forse, adesso che lo hanno preso loro, è diventato un fenomeno? No, perché si è sentito anche questo. Volgiamo parlare dell’Inter? Parliamone. Gli indonesiani hanno comprato anche loro uno usato sicuro come Vidic, paragonabile al nostro Alex, e hanno fatto una trafila infinita per aggiudicarsi M’Vila, non Messi. E anche la Juve, al momento, è ferma alle idee, alle indiscrezioni e poco di più. Iturbe si allontana anche per loro, guarda un po’, forse perché la sparata del Verona è troppa alta anche per i tre volte campioni d’Italia; si potrebbe inserire la Roma, ma chissà, come andrà a finire. Poi c’è Morata, una riserva del Real che stanno facendo passare per potenziale campione, seppure non abbia dimostrato assolutamente niente, ed Evra, un altro che chiunque avrebbe criticato se l’avessimo preso noi. Il mercato italiano gira così: si vive di occasioni, di formule particolari, di uscite per finanziare le nuove entrate. Fatevene una ragione, perché non è il Milan ad essere fuori dalla realtà, ma piuttosto lo siete voi. E, in ogni caso, le eventuali critiche tenetevele in caldo per il 31 Agosto, non le sprecate tutte insieme già da ora. Sai com’è, potreste essere smentiti dai fatti.

La giornata di ieri è stata sconvolta però dalla decisione di Conte di lasciare la panchina della Juventus. Una notizia inaspettata, più che altro per i tempi. La stagione era appena iniziata, e adesso arriva questa scossa incredibile per l’ambiente bianconero e non solo. C’è chi parla di discrepanze sul mercato (magari una possibile partenza di Vidal o Pogba), e chi invece, ricostruendo le ultime giornate della scorsa stagione, legge la notizia come un inevitabile finale già scritto. Sta di fatto che questo episodio cambia tutti gli equilibri nel prossimo campionato: ha lasciato probabilmente l’allenatore migliore, e l’ambiente bianconero non potrà non risentirne. Specie se al suo posto dovesse arrivare Allegri (risata compulsiva)!!! Bisogna approfittarne, nonostante i gufi, i pessimisti e gli anti-milanisti a prescindere.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.